AI e lavoro: la job-pocalypse non si vede ancora

Bloomberg Economics ha costruito indici di esposizione all'AI per oltre 400 occupazioni nel mercato del lavoro britannico, incrociandoli con i dati sulle offerte di lavoro online e sulle buste paga dal lancio di ChatGPT a novembre 2022.

Il risultato principale è che, fino a questo momento, i dati non supportano l'ipotesi di una disruption su larga scala. Le offerte di lavoro online mostrano un calo più marcato per le professioni a maggiore esposizione all'AI, come i tecnici IT e gli analisti finanziari, e un aumento per quelle più protette, come gli assistenti nelle cucine e nel settore della cura.

L'analisi segnala due limitazioni significative: il calo nella domanda per le professioni più esposte ha preceduto di anni il lancio di ChatGPT, e quando si isola il periodo da luglio 2024 in poi, quello del raffreddamento più visibile del mercato del lavoro britannico, il legame con l'esposizione all'AI scompare del tutto.

Il dato più robusto arriva dai payroll, considerati un indicatore più affidabile rispetto alle offerte di lavoro online, anche se meno granulare. Mappando la variazione nell'occupazione delle buste paga contro l'indice di esposizione all'AI, la correlazione negativa visibile nei dati sugli annunci quasi svanisce.

Escludendo la sanità e il welfare, dove la crescita occupazionale è stata anomala per ragioni demografiche indipendenti dall'AI, la correlazione diventa addirittura leggermente positiva. Lo stesso schema vale limitando l'analisi agli ultimi due anni.

Stando a Bloomberg Economics, l'utilizzo dell'AI rimane ancora una piccola frazione di quanto sarebbe teoricamente possibile, con una diffusione molto disomogenea tra le diverse tipologie di lavoro.

La limitata affidabilità della tecnologia in contesti reali è indicata come una delle ragioni principali. Fattori regolatori, come la decisione USA del 12 giugno di bloccare l'accesso agli ultimi modelli agentici agli utenti stranieri, pesano sul ritmo di diffusione.

La conclusione è prudente: l’assenza di prove non equivale a prova di assenza, e i dati disponibili potrebbero non avere la granularità necessaria per cogliere i primi segnali di cambiamento. Tuttavia, allo stato attuale, l’idea di una rapida sostituzione del lavoro su scala ampia appare più debole di quanto suggeriscano alcune narrazioni di mercato sull’AI.

Fonte: Bloomberg Economics

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