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Hammack (Fed): preferibili tassi più alti

Beth Hammack, esponente del board della Fed, ha detto che preferirebbe tassi leggermente più alti per continuare a mettere sotto pressione l’inflazione . Per Hammack, la Banca centrale non ha gli strumenti adatti per affrontare cambiamenti strutturali dell’economia.

Hammack (Fed): preferibili tassi più alti

Beth Hammack, esponente del board della Fed, ha detto che preferirebbe tassi leggermente più alti per continuare a mettere sotto pressione l’inflazione . Per Hammack, la Banca centrale non ha gli strumenti adatti per affrontare cambiamenti strutturali dell’economia.

Paulson (Fed): atteso indebolimento di inflazione e occupazione nel 2026

Anna Paulson, Presidente della Fed di Philadelphia, ha detto di prevedere un raffreddamento dell’inflazione nel 2026. Oltre a ciò, vi è il rischio di un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro . L’impatto dei dazi sui prezzi dovrebbe attenuarsi nella metà del prossimo anno. Al momento, Paulson ritiene restrittiva la politica monetaria.

Paulson (Fed): atteso indebolimento di inflazione e occupazione nel 2026

Anna Paulson, Presidente della Fed di Philadelphia, ha detto di prevedere un raffreddamento dell’inflazione nel 2026. Oltre a ciò, vi è il rischio di un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro . L’impatto dei dazi sui prezzi dovrebbe attenuarsi nella metà del prossimo anno. Al momento, Paulson ritiene restrittiva la politica monetaria.

Goolsbee e Schmid (Fed): inflazione preoccupa

Austan Goolsbee, Presidente della Fed di Chicago, ha detto di aver votato contro l’ultima decisione di politica monetaria perché voleva rimanere in attesa di ulteriori dati. Questo serve per capire se l’ultimo aumento dell’inflazione dovuto ai dazi è transitorio o meno . Goolsbee ritiene che i tassi possono ancora scendere in misura significativa nel 2026, ma ci deve essere cautela visti gli ultimi dati sull’inflazione. Nel frattempo, il mercato del lavoro resta in equilibrio. Per ora la politica monetaria è solo moderatamente restrittiva, se non addirittura neutrale. Anche Jeffrey Schmid, Presidente della Fed di Kansas City, ha affermato che il suo dissenso è derivato dal livello troppo alto dei prezzi, mentre il mercato del lavoro resta in equilibrio . È quindi opportuno mantenere la politica monetaria agli attuali livelli.

Goolsbee e Schmid (Fed): inflazione preoccupa

Austan Goolsbee, Presidente della Fed di Chicago, ha detto di aver votato contro l’ultima decisione di politica monetaria perché voleva rimanere in attesa di ulteriori dati. Questo serve per capire se l’ultimo aumento dell’inflazione dovuto ai dazi è transitorio o meno . Goolsbee ritiene che i tassi possono ancora scendere in misura significativa nel 2026, ma ci deve essere cautela visti gli ultimi dati sull’inflazione. Nel frattempo, il mercato del lavoro resta in equilibrio. Per ora la politica monetaria è solo moderatamente restrittiva, se non addirittura neutrale. Anche Jeffrey Schmid, Presidente della Fed di Kansas City, ha affermato che il suo dissenso è derivato dal livello troppo alto dei prezzi, mentre il mercato del lavoro resta in equilibrio . È quindi opportuno mantenere la politica monetaria agli attuali livelli.

USA: richieste di sussidi oltre le attese

Nell’ultima settimana, le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 236mila unità , sopra le attese Bloomberg a 220mila e le precedenti 192mila unità (rivisto da 191mila). Si tratta del rimbalzo più grande dal 2020. Tuttavia, ricordiamo che nella settimana precedenti i dati erano influenzati dalla festività del giorno del ringraziamento. Nella settimana del 29 novembre, le richieste continue sono scese da 1,937 milioni (rivisto da 1,939 milioni) a 1,838 milioni , sotto le precedenti 1,938 milioni di unità.

USA: richieste di sussidi oltre le attese

Nell’ultima settimana, le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 236mila unità , sopra le attese Bloomberg a 220mila e le precedenti 192mila unità (rivisto da 191mila). Si tratta del rimbalzo più grande dal 2020. Tuttavia, ricordiamo che nella settimana precedenti i dati erano influenzati dalla festività del giorno del ringraziamento. Nella settimana del 29 novembre, le richieste continue sono scese da 1,937 milioni (rivisto da 1,939 milioni) a 1,838 milioni , sotto le precedenti 1,938 milioni di unità.

L'IEA riduce le stime di surplus del petrolio

L’International Energy Agency ritiene che nel 2026 l’offerta di petrolio supererà la domanda di 3,815 milioni di barili al giorno , 231mila barili in meno rispetto le stime di novembre. La decisione è stata presa per via della pausa negli aumenti dell’output da parte dell’OPEC+, le stime leggermente inferiori per i concorrenti del gruppo e un migliore outlook per i consumi globali. L’IEA ha poi rivisto al rialzo le previsioni di crescita del consumo mondiale a 830mila barili al giorno nel 2025, con il 2026 che dovrebbe vedere un lieve incremento nel 2026. La media di domanda per il 2025 raggiungerà il record di 103,9 milioni di barili al giorno.

L'IEA riduce le stime di surplus del petrolio

L’International Energy Agency ritiene che nel 2026 l’offerta di petrolio supererà la domanda di 3,815 milioni di barili al giorno , 231mila barili in meno rispetto le stime di novembre. La decisione è stata presa per via della pausa negli aumenti dell’output da parte dell’OPEC+, le stime leggermente inferiori per i concorrenti del gruppo e un migliore outlook per i consumi globali. L’IEA ha poi rivisto al rialzo le previsioni di crescita del consumo mondiale a 830mila barili al giorno nel 2025, con il 2026 che dovrebbe vedere un lieve incremento nel 2026. La media di domanda per il 2025 raggiungerà il record di 103,9 milioni di barili al giorno.

Conferenza stampa Jerome Powell

In conferenza stampa, Jerome Powell ha ribadito che l’outlook per inflazione e occupazione non è cambiato molto rispetto all’ultima riunione. Sul fronte occupazionale, parte del rallentamento nelle assunzioni è dovuta alla crescita più lenta della forza lavoro, anche se la minore domanda ha un ruolo importante. L’inflazione resta invece piuttosto elevata. La spesa dei consumatori è rimasta solida, mentre gli investimenti fissi delle imprese hanno continuato a crescere. Tuttavia il settore immobiliare è debole. Al momento, la Fed è all’interno dell’intervallo di stime plausibili di neutralità . Questo lascia il board in una posizione favorevole per determinare entità e tempistica di altri adeguamenti. La dichiarazione indica la volontà di una pausa nel percorso di riduzione del costo del denaro. Per il meeting di gennaio si avrà una moltitudine di dati per chiarire parte dell’incertezza. Il Governatore della Fed ha sottolineato che parte dell'aumento della crescita previsto per il prossimo anno rappresenta semplicemente uno spostamento dell'espansione che sarebbe stata registrata nel 2025 se non fosse stato per lo shutdown (circa 0,2 punti). Powell ha dichiarato anche di non ritenere un aumento dei tassi l’ipotesi base per nessuno per la prossima mossa di politica monetaria: la discussione è sul fatto di interrompere ora i tagli o abbassarli ancora un po’. Non sembra un’economia in forte espansione che vuole generare inflazione guidata dal mercato del lavoro. Per quanto riguarda gli acquisti di Treasury, questi potrebbero rimanere alti per qualche mese. L’aumento dell’inflazione dovuto ai dazi dovrebbe diminuire nella seconda metà del 2026 , mentre l’impatto maggiore si dovrebbe vedere intorno al primo trimestre. Le tariffe causano anche la maggior parte dell’eccesso di inflazione. Il mercato del lavoro presenta inoltre significativi rischi al ribasso. Il modello BI Rates Strategy natural-language processing di Bloomberg Intelligence mostra che le dichiarazioni di apertura di Powell sono state le più accomodanti dal 2021. Il riassunto della conferenza stampa Powell segnala che le prospettive su inflazione e occupazione non sono cambiate molto dall’ultima riunione. Il rallentamento delle assunzioni deriva sia dalla crescita più lenta della forza lavoro sia dalla minore domanda. L’inflazione rimane elevata; consumi solidi e investimenti delle imprese in aumento, ma immobiliare debole. La Fed si trova ora in un intervallo plausibile di neutralità, lasciando spazio a valutare ulteriori aggiustamenti dei tassi. Il tono della dichiarazione suggerisce una pausa nel percorso di riduzione del costo del denaro. A gennaio arriverà un ampio flusso di dati che potrebbe chiarire molte incertezze. Circa 0,2 punti di crescita del 2026 derivano dallo spostamento dell’espansione che sarebbe avvenuta nel 2025 senza lo shutdown. Nessuno nel FOMC considera un rialzo dei tassi come scenario base; la discussione è se fermare i tagli o proseguirli. L’economia non appare “calda” al punto da generare inflazione trainata dal mercato del lavoro. Gli acquisti di Treasury resteranno elevati per alcuni mesi. L’impatto dei dazi sull’inflazione dovrebbe culminare intorno al primo trimestre 2026 e attenuarsi nella seconda metà. I dazi spiegano gran parte dell’attuale eccesso di inflazione, mentre il mercato del lavoro mostra rischi al ribasso.

Conferenza stampa Jerome Powell

In conferenza stampa, Jerome Powell ha ribadito che l’outlook per inflazione e occupazione non è cambiato molto rispetto all’ultima riunione. Sul fronte occupazionale, parte del rallentamento nelle assunzioni è dovuta alla crescita più lenta della forza lavoro, anche se la minore domanda ha un ruolo importante. L’inflazione resta invece piuttosto elevata. La spesa dei consumatori è rimasta solida, mentre gli investimenti fissi delle imprese hanno continuato a crescere. Tuttavia il settore immobiliare è debole. Al momento, la Fed è all’interno dell’intervallo di stime plausibili di neutralità . Questo lascia il board in una posizione favorevole per determinare entità e tempistica di altri adeguamenti. La dichiarazione indica la volontà di una pausa nel percorso di riduzione del costo del denaro. Per il meeting di gennaio si avrà una moltitudine di dati per chiarire parte dell’incertezza. Il Governatore della Fed ha sottolineato che parte dell'aumento della crescita previsto per il prossimo anno rappresenta semplicemente uno spostamento dell'espansione che sarebbe stata registrata nel 2025 se non fosse stato per lo shutdown (circa 0,2 punti). Powell ha dichiarato anche di non ritenere un aumento dei tassi l’ipotesi base per nessuno per la prossima mossa di politica monetaria: la discussione è sul fatto di interrompere ora i tagli o abbassarli ancora un po’. Non sembra un’economia in forte espansione che vuole generare inflazione guidata dal mercato del lavoro. Per quanto riguarda gli acquisti di Treasury, questi potrebbero rimanere alti per qualche mese. L’aumento dell’inflazione dovuto ai dazi dovrebbe diminuire nella seconda metà del 2026 , mentre l’impatto maggiore si dovrebbe vedere intorno al primo trimestre. Le tariffe causano anche la maggior parte dell’eccesso di inflazione. Il mercato del lavoro presenta inoltre significativi rischi al ribasso. Il modello BI Rates Strategy natural-language processing di Bloomberg Intelligence mostra che le dichiarazioni di apertura di Powell sono state le più accomodanti dal 2021. Il riassunto della conferenza stampa Powell segnala che le prospettive su inflazione e occupazione non sono cambiate molto dall’ultima riunione. Il rallentamento delle assunzioni deriva sia dalla crescita più lenta della forza lavoro sia dalla minore domanda. L’inflazione rimane elevata; consumi solidi e investimenti delle imprese in aumento, ma immobiliare debole. La Fed si trova ora in un intervallo plausibile di neutralità, lasciando spazio a valutare ulteriori aggiustamenti dei tassi. Il tono della dichiarazione suggerisce una pausa nel percorso di riduzione del costo del denaro. A gennaio arriverà un ampio flusso di dati che potrebbe chiarire molte incertezze. Circa 0,2 punti di crescita del 2026 derivano dallo spostamento dell’espansione che sarebbe avvenuta nel 2025 senza lo shutdown. Nessuno nel FOMC considera un rialzo dei tassi come scenario base; la discussione è se fermare i tagli o proseguirli. L’economia non appare “calda” al punto da generare inflazione trainata dal mercato del lavoro. Gli acquisti di Treasury resteranno elevati per alcuni mesi. L’impatto dei dazi sull’inflazione dovrebbe culminare intorno al primo trimestre 2026 e attenuarsi nella seconda metà. I dazi spiegano gran parte dell’attuale eccesso di inflazione, mentre il mercato del lavoro mostra rischi al ribasso.

La Fed taglia i tassi di 25 punti base

Come da attese, la Fed ha tagliato i tassi di 25 punti base , portandoli all’intervallo 3,5%-3,75%. Dal comunicato stampa del meeting, si legge come l’attività economica sta crescendo ad un ritmo moderato. Gli indicatori più recenti indicano che la crescita dell’occupazione ha subito un rallentamento, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto. In questo quadro, l’inflazione resta elevata. L’incertezza sulle prospettive rimane alta, con i rischi sul lato occupazionale del mandato che sono aumentati negli ultimi mesi. Gli acquisti di Treasury Bills inizieranno il 12 dicembre e nei prossimi 30 giorni saranno effettuati acquisti per 40 miliardi di dollari. In futuro, saranno valutati il timing e l’entità di ulteriori aggiustamenti dei tassi . All’interno del board, Miran ha votato a favore di un taglio da 50 punti, mentre Goolsbee e Schmid avrebbero preferito mantenere fermo il costo del denaro . Il PIL reale è atteso all’1,7% nel 2025, al 2,3% nel 2026, al 2% nel 2027, all’1,9% nel 2028 e all’1,8% nel Longer run (da 1,6%, 1,8%, 1,9% e 1,8% per gli ultimi due periodi). Le stime sul tasso di disoccupazione non hanno visto variazioni: 4,5% nel 2025, 4,4% nel 2026 e 4,2% nel 2027, 2028 e Longer run. Il PCE core è visto al 3% nel 2025, al 2,4% nel 2026, al 2,1% nel 2027 e al 2% nel 2028 e Longer run. Il dot-plot è restato stabile: la proiezione mediana sui tassi è al 3,6% nel 2025, al 3,4% nel 2026, al 3,1% nel 2027 e 2028 e al 3% nel Longer run. Pertanto, le attese sono per un taglio nel 2026 e uno nel 2027.

La Fed taglia i tassi di 25 punti base

Come da attese, la Fed ha tagliato i tassi di 25 punti base , portandoli all’intervallo 3,5%-3,75%. Dal comunicato stampa del meeting, si legge come l’attività economica sta crescendo ad un ritmo moderato. Gli indicatori più recenti indicano che la crescita dell’occupazione ha subito un rallentamento, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto. In questo quadro, l’inflazione resta elevata. L’incertezza sulle prospettive rimane alta, con i rischi sul lato occupazionale del mandato che sono aumentati negli ultimi mesi. Gli acquisti di Treasury Bills inizieranno il 12 dicembre e nei prossimi 30 giorni saranno effettuati acquisti per 40 miliardi di dollari. In futuro, saranno valutati il timing e l’entità di ulteriori aggiustamenti dei tassi . All’interno del board, Miran ha votato a favore di un taglio da 50 punti, mentre Goolsbee e Schmid avrebbero preferito mantenere fermo il costo del denaro . Il PIL reale è atteso all’1,7% nel 2025, al 2,3% nel 2026, al 2% nel 2027, all’1,9% nel 2028 e all’1,8% nel Longer run (da 1,6%, 1,8%, 1,9% e 1,8% per gli ultimi due periodi). Le stime sul tasso di disoccupazione non hanno visto variazioni: 4,5% nel 2025, 4,4% nel 2026 e 4,2% nel 2027, 2028 e Longer run. Il PCE core è visto al 3% nel 2025, al 2,4% nel 2026, al 2,1% nel 2027 e al 2% nel 2028 e Longer run. Il dot-plot è restato stabile: la proiezione mediana sui tassi è al 3,6% nel 2025, al 3,4% nel 2026, al 3,1% nel 2027 e 2028 e al 3% nel Longer run. Pertanto, le attese sono per un taglio nel 2026 e uno nel 2027.

Simkus (BCE): i tagli dei tassi non sono più necessari

Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ha detto che non è necessario tagliare ulteriormente i tassi , visto che inflazione ed economia si sono rivelate più forti del previsto. Per Simkus, i rischi al ribasso che gravitavano intorno all’Eurozona si sono concretizzati in misura minore rispetto a quanto previsto. In ogni caso, come già detto da Villeroy, è ancora troppo presto per pensare ad aumenti del costo del denaro, in quanto non ci sono prove di pressioni sui prezzi superiori al target del 2%.

Simkus (BCE): i tagli dei tassi non sono più necessari

Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ha detto che non è necessario tagliare ulteriormente i tassi , visto che inflazione ed economia si sono rivelate più forti del previsto. Per Simkus, i rischi al ribasso che gravitavano intorno all’Eurozona si sono concretizzati in misura minore rispetto a quanto previsto. In ogni caso, come già detto da Villeroy, è ancora troppo presto per pensare ad aumenti del costo del denaro, in quanto non ci sono prove di pressioni sui prezzi superiori al target del 2%.

Cina: restano i timori per la deflazione

A novembre, l’indice dei prezzi alla produzione in Cina si è attestato al -2,2% su base annuale , sotto il -2% atteso e il precedente -2,1%. L’inflazione ha invece registrato lo 0,7% a/a, in linea con il consensus e oltre lo 0,2% di ottobre. L’aumento dei costi alimentari ha fatto raggiungere ai prezzi al consumo i massimi in oltre un anno. Anche a dispetto del miglioramento, restano alti i timori per la forte deflazione, testimoniati dal PPI. Fonte immagine: Bloomberg

Cina: restano i timori per la deflazione

A novembre, l’indice dei prezzi alla produzione in Cina si è attestato al -2,2% su base annuale , sotto il -2% atteso e il precedente -2,1%. L’inflazione ha invece registrato lo 0,7% a/a, in linea con il consensus e oltre lo 0,2% di ottobre. L’aumento dei costi alimentari ha fatto raggiungere ai prezzi al consumo i massimi in oltre un anno. Anche a dispetto del miglioramento, restano alti i timori per la forte deflazione, testimoniati dal PPI. Fonte immagine: Bloomberg

USA: aperture lavori JOLTS ai massimi da 5 mesi

A ottobre, le aperture di lavori JOLTS si sono attestate a 7,67 milioni di unità , sopra le stime Bloomberg a 7,117 milioni di unità e sotto le precedenti 7,658 milioni. Per la rilevazione, si tratta dei massimi degli ultimi 5 mesi. Il tasso di assunzione è sceso dal 3,4% al 3,2%, mentre quello di separazioni dal 3,3% al 3,2%.

USA: aperture lavori JOLTS ai massimi da 5 mesi

A ottobre, le aperture di lavori JOLTS si sono attestate a 7,67 milioni di unità , sopra le stime Bloomberg a 7,117 milioni di unità e sotto le precedenti 7,658 milioni. Per la rilevazione, si tratta dei massimi degli ultimi 5 mesi. Il tasso di assunzione è sceso dal 3,4% al 3,2%, mentre quello di separazioni dal 3,3% al 3,2%.

Cina considera limiti all'accesso di chip H200 di Nvidia

Secondo quando riporta il Financial Times, la Cina starebbe pensando di limitare i permessi per l’accesso ai chip H200 di Nvidia. I compratori potrebbero doversi sottoporre ad un processo di approvazione, spiegando i motivi secondo cui non possono usare i microchip dei produttori nazionali. Una decisione finale non è ancora stata presa. Dopo la notizia, le azioni Nvidia hanno ridotto i guadagni nel pre-market di Wall Street.

Cina considera limiti all'accesso di chip H200 di Nvidia

Secondo quando riporta il Financial Times, la Cina starebbe pensando di limitare i permessi per l’accesso ai chip H200 di Nvidia. I compratori potrebbero doversi sottoporre ad un processo di approvazione, spiegando i motivi secondo cui non possono usare i microchip dei produttori nazionali. Una decisione finale non è ancora stata presa. Dopo la notizia, le azioni Nvidia hanno ridotto i guadagni nel pre-market di Wall Street.

Kazimir (BCE): nessun motivo per toccare i tassi

Peter Kazimir, Presidente della Banca centrale slovacca, ha detto di non vedere ragioni per muovere i tassi nei prossimi mesi , con l’istituto che dovrebbe tenere sotto controllo i rischi di aumento dell’inflazione. Questo perché il blocco ha una situazione caratterizzata da un mercato del lavoro rigido, una crescita economica più forte del previsto e una moderazione dei salari più lenta delle attese. Al contrario, ciò che non preoccupa Kazimir è il pericolo di undershooting.

Kazimir (BCE): nessun motivo per toccare i tassi

Peter Kazimir, Presidente della Banca centrale slovacca, ha detto di non vedere ragioni per muovere i tassi nei prossimi mesi , con l’istituto che dovrebbe tenere sotto controllo i rischi di aumento dell’inflazione. Questo perché il blocco ha una situazione caratterizzata da un mercato del lavoro rigido, una crescita economica più forte del previsto e una moderazione dei salari più lenta delle attese. Al contrario, ciò che non preoccupa Kazimir è il pericolo di undershooting.

Schnabel (BCE): prossima movimento dei tassi sarà un rialzo

Isabel Schnabel, esponente del board della BCE, ha detto di essere d’accordo con le scommesse del mercato secondo cui il prossimo movimento dei tassi sarà al rialzo . Questo perché la spesa dei consumatori, gli investimenti delle imprese e l’aumento della spesa pubblica sosterranno l’economia. I rischi su PIL ed inflazione per l’Eurozona sono orientati al rialzo, con il blocco che ha superato le turbolenze tariffarie.

Schnabel (BCE): prossima movimento dei tassi sarà un rialzo

Isabel Schnabel, esponente del board della BCE, ha detto di essere d’accordo con le scommesse del mercato secondo cui il prossimo movimento dei tassi sarà al rialzo . Questo perché la spesa dei consumatori, gli investimenti delle imprese e l’aumento della spesa pubblica sosterranno l’economia. I rischi su PIL ed inflazione per l’Eurozona sono orientati al rialzo, con il blocco che ha superato le turbolenze tariffarie.

USA: indice sentiment UoM supera le attese

A dicembre, l’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan (preliminare) si è attestato a 53,3 punti , sopra le attese Bloomberg a 52 punti e i 51 punti di novembre. L’indice sulle condizioni correnti è passato da 51,1 punti a 50,7 punti, mentre quello sulle aspettative da 51 a 55 punti. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono scese dal 4,5% al 4,1% (minimi da gennaio), mentre quelle a 5-10 anni dal 3,4% al 3,2%. Johanne Hsu, Surveys of Consumers Director, ha detto che sono migliorate le aspettative sulle finanze personali e sul mercato del lavoro. Tuttavia, i consumatori continuano a citare i prezzi elevati.

USA: indice sentiment UoM supera le attese

A dicembre, l’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan (preliminare) si è attestato a 53,3 punti , sopra le attese Bloomberg a 52 punti e i 51 punti di novembre. L’indice sulle condizioni correnti è passato da 51,1 punti a 50,7 punti, mentre quello sulle aspettative da 51 a 55 punti. Le aspettative di inflazione a 1 anno sono scese dal 4,5% al 4,1% (minimi da gennaio), mentre quelle a 5-10 anni dal 3,4% al 3,2%. Johanne Hsu, Surveys of Consumers Director, ha detto che sono migliorate le aspettative sulle finanze personali e sul mercato del lavoro. Tuttavia, i consumatori continuano a citare i prezzi elevati.

USA: PCE in linea con le attese a settembre

A settembre, il PCE si è attestato al 2,8% su base annuale, in linea con le attese degli analisti censiti da Bloomberg e sopra il 2,7% precedente. La misura core è passata dal 2,9% al 2,8% , anche in questo caso in linea con le previsioni. Intanto, i redditi e i consumi personali di settembre hanno registrato rispettivamente lo 0,4% e lo 0,3% , confrontandosi con i precedenti 0,4% e 0,5% (rivisto da 0,6%) e con le stime allo 0,3% per entrambi.

USA: PCE in linea con le attese a settembre

A settembre, il PCE si è attestato al 2,8% su base annuale, in linea con le attese degli analisti censiti da Bloomberg e sopra il 2,7% precedente. La misura core è passata dal 2,9% al 2,8% , anche in questo caso in linea con le previsioni. Intanto, i redditi e i consumi personali di settembre hanno registrato rispettivamente lo 0,4% e lo 0,3% , confrontandosi con i precedenti 0,4% e 0,5% (rivisto da 0,6%) e con le stime allo 0,3% per entrambi.
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