Alibaba torna a correre: il mercato riscopre il potenziale dell'AI cinese

Dopo mesi in cui i riflettori sono rimasti puntati quasi esclusivamente sulle big tech statunitensi, gli investitori sembrano tornare a guardare alla Cina. Valutazioni più contenute, prospettive di crescita del Cloud e sviluppo dell'intelligenza artificiale stanno alimentando una rotazione all'interno del settore tecnologico, riportando Alibaba al centro dell'interesse del mercato.

 

Alibaba è tornata improvvisamente al centro dell'attenzione dei mercati, mettendo a segno un rialzo superiore al 13% alla Borsa di Hong Kong nelle ultime due sedute, il migliore degli ultimi mesi. A sostenere il movimento non è stata tanto una revisione delle stime sugli utili, quanto un insieme di fattori che stanno cambiando il sentiment degli investitori verso la tecnologia cinese.

Il principale catalizzatore è arrivato da un briefing riservato agli analisti in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa locale, il management avrebbe evidenziato un significativo restringimento delle perdite nella divisione di instant commerce, uno dei segmenti più competitivi del gruppo, mentre la redditività complessiva sarebbe rimasta stabile nonostante gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale. Un segnale che il mercato ha interpretato come l'inizio di una possibile inversione di tendenza dopo mesi di pressione sui margini.

Ma il rally racconta una storia ancora più ampia. Dopo una lunga corsa dei produttori di semiconduttori di Corea del Sud e Taiwan, gli investitori starebbero ruotando parte dei capitali verso le big tech cinesi, considerate oggi un modo più conveniente per esporsi al tema dell'intelligenza artificiale. Alibaba rappresenta probabilmente il caso più emblematico: oltre al business dell'e-commerce, il gruppo dispone di una delle principali piattaforme cloud asiatiche e del modello linguistico Qwen, destinato a giocare un ruolo sempre più centrale nell'ecosistema AI cinese. A rafforzare questa narrativa contribuiscono anche le indiscrezioni secondo cui società come DeepSeek e Zhipu starebbero sviluppando chip proprietari per l'intelligenza artificiale, alimentando l'idea di una filiera tecnologica cinese sempre più autonoma.

A dare ulteriore credibilità a questa lettura si aggiunge il giudizio di Morgan Stanley. La banca d'investimento ritiene che la crescita della divisione Cloud sia destinata a proseguire anche nei prossimi trimestri, sostenuta dalla crescente domanda di servizi AI e dalla monetizzazione dell'ecosistema Qwen. Già negli ultimi risultati il Cloud aveva registrato una forte accelerazione, con ricavi trainati proprio dai servizi legati all'intelligenza artificiale, e gli analisti ritengono che questo business possa diventare il principale motore di crescita del gruppo nei prossimi anni.

Per gli investitori il messaggio è chiaro: dopo mesi di sottoperformance e valutazioni rimaste sensibilmente inferiori rispetto ai grandi colossi tecnologici americani, il mercato sta tornando a guardare con interesse alle società cinesi che possono beneficiare della crescita dell'AI senza pagare i multipli estremamente elevati delle "Magnificent Seven" e più in generale di tutti i titoli che sono entrati di diritto nell’ecosistema AI americano. In questo contesto, non solo Alibaba ma in generale anche gli indici maggiormente esposti alla tecnologia cinese, come l'Hang Seng Tech, tornano ad assumere un ruolo strategico per chi vuole investire nella narrativa dell'intelligenza artificiale attraverso un'esposizione più diversificata rispetto al singolo titolo.

Certificati su Alibaba

Avere a disposizione dell’asimmetria per non sbagliare timing di ingresso su Alibaba, potrebbe essere un fattore di successo. Quindi, la domanda chiave diventa: come poter cavalcare il trend di Alibaba con i certificati di investimento?

Proviamo a fornire una risposta andando a vedere cosa c’è sul mercato secondario e per questo siamo andati ad individuare tutti i basket che contenessero all’interno il titolo Alibaba come worst of ma con tutti gli altri titoli del basket in territorio positivo da strike. Con questo filtro siamo sicuri di agganciare la nostra view esclusivamente al titolo Alibaba.

Con tali caratteristiche sono presenti sul mercato secondario 6 certificati firmati BNP Paribas, Marex, Vontobel e Barclays. Nella tabella abbiamo riportato le caratteristiche chiave che tengono conto chiaramente del buffer barriera, utile per chi non volesse sbagliare timing e avere accesso quindi ad asimmetria, l’importo della cedola e il rendimento annuo a scadenza che non tiene quindi conto di eventuali autocall intermedi.

Ogni lettore può trovare soddisfazione nelle differenti proposte, nel senso che il Cash Collect Memory Step Down (Isin DE000VH7EXQ0) di Vontobel è chiaramente il certificato più aggressivo in un’ottica di medio termine con il miglio rendimento potenziale ma anche un buffer assai ridotto dalla barriera su Alibaba (3,8%), con conseguente premio sulla lineare che graverebbe in uno scenario negativo per il worst of.

Un buon compromesso anche in ragione della qualità dell’intero basket e delle caratteristiche di forte resilienza, può tornare interessante il Phoenix Memory Lookback (Isin XS3305563150) di Barclays agganciato a Alibaba, AMD, Microsoft e Nvidia. Alibaba gira attualmente a -7% da strike, AMD a +146%, Nvidia a +14% e Microsoft a +3,64%, mentre il certificato si acquista a 99,76. Il certificato ha appena staccato la cedola trimestrale del 4,25% e successivamente si avranno a disposizione cedole trimestrali di pari importo prima di arrivare alla rilevazione di aprile dove per la prima volta si apriranno le porte anche ad un potenziale autocall, con trigger che rimarrà fisso al 100%.

Fonte: FreeFinancePRO

Guardando al rendimento potenziale, alla prima data di autocall l’investitore potrebbe aver accesso al 13,2% (il 17,78% annualizzato) qualora si verificassero le condizioni per il rimborso anticipato, legato, ad oggi, esclusivamente ad Alibaba.

Questo certificato, in virtù anche della barriera capitale al 55%, rappresenta un buon compromesso tra rischio-rendimento per chi volesse esporsi alla dinamica del titolo con la più alta asimmetria, con il boost alla cedola dato dal basket “diversificato” su tema tecnologia, oggi dal rischio potenzialmente sottostimato perché tutto in positivo da strike tranne il titolo cinese.

Conclusione

È ancora presto per parlare di un cambio di leadership all'interno del settore tecnologico, ma alcuni segnali iniziano a emergere con maggiore chiarezza. La combinazione tra valutazioni più interessanti, accelerazione del Cloud e crescente ruolo della Cina nella filiera dell'intelligenza artificiale sta riportando Alibaba sotto i riflettori. Per l'investitore il punto non è tanto prevedere se il titolo tornerà rapidamente sui massimi, quanto costruire un'esposizione che permetta di beneficiare di un eventuale recupero senza dipendere esclusivamente dal perfetto timing di ingresso. È proprio in questo contesto che i certificati possono rappresentare uno strumento efficace, grazie alla possibilità di affiancare potenziale di rivalutazione, cedole periodiche e una protezione condizionata del capitale.

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