Alto rendimento, ma con moderazione
Come monetizzare al meglio lo scenario attuale nel breve termine. Come selezionare un rendimento annuo superiore al 30%
I mercati continuano a muoversi in equilibrio tra rischio e ottimismo. Da una parte restano sul tavolo tutte le fragilità che gli investitori monitorano ormai da mesi: tensioni geopolitiche diffuse, inflazione ancora non completamente riassorbita, rendimenti obbligazionari elevati e valutazioni azionarie che iniziano a incorporare aspettative molto aggressive sulla crescita futura. Dall’altra parte, però, il contesto resta impostato sul “risk on”.
L’elemento dominante continua a essere l’intelligenza artificiale. È il tema che sta catalizzando flussi, multipli e narrativa di mercato, spingendo gli investitori a guardare oltre i rischi macroeconomici tradizionali. Non si tratta più soltanto dei grandi nomi del software o dei semiconduttori già noti al mercato: il rally si sta progressivamente allargando a tutta la filiera legata all’infrastruttura AI, dai data center alle memorie ad alta banda, fino ai comparti energetici e industriali necessari per sostenere l’espansione computazionale.
Il caso Micron rappresenta perfettamente questo scenario. La società, sostenuta dalla forte domanda di memorie HBM utilizzate nei server dedicati all’intelligenza artificiale, ha raggiunto il traguardo simbolico del trilione di dollari di capitalizzazione. Un segnale che evidenzia come il mercato stia premiando in maniera selettiva le aziende considerate strategiche per il nuovo ciclo tecnologico.
Micron, società storicamente considerata un player ‘noioso’ del comparto memorie, è passata in meno di due anni da circa 100 miliardi a oltre 1 trilione di dollari di capitalizzazione. Un’accelerazione impressionante che fotografa meglio di qualsiasi altro indicatore la forza del super ciclo legato all’intelligenza artificiale.
Se NVIDIA ha impiegato circa quattro anni per passare da 100 miliardi a oltre 1 trilione di dollari di capitalizzazione, Micron starebbe compiendo una traiettoria simile in meno di due anni. È la dimostrazione di quanto il mercato stia accelerando i tempi del super ciclo legato all’intelligenza artificiale.
Oggi vince lo stock picking
Ed è proprio la selettività il tema centrale della fase attuale. Il mercato continua a salire, ma lo fa con una leadership sempre più ristretta e con forti differenze tra i singoli titoli. Lo stock picking sta tornando ad avere un peso determinante: non basta più essere esposti genericamente all’azionario, perché la dispersione delle performance tra vincitori e ritardatari si sta ampliando in modo significativo.
In questo contesto, il tema per l’investitore non è soltanto partecipare al trend “risk on”, ma capire come monetizzarlo in maniera efficiente. Ed è qui che entrano in gioco i certificati di investimento, in particolare le strutture ad alto rendimento. Perché se lo stock picking vince, i certificati a capitale protetto condizionato aiutano l’investimento ad essere più flessibile e maggiormente asimmetrico.
L’attuale combinazione di volatilità implicita ancora sostenuta, mercati direzionalmente costruttivi e forte differenziazione tra i sottostanti crea infatti un terreno particolarmente interessante per i certificati ad elevato payoff cedolare. Da un lato, la volatilità permette di costruire strutture con premi potenzialmente molto generosi; dall’altro, il contesto di mercato ancora favorevole consente di lavorare su scenari che non richiedono necessariamente ulteriori accelerazioni dell’equity per risultare profittevoli.
La vera sfida diventa quindi individuare i sottostanti giusti, i livelli di protezione (quello che in gergo chiamiamo buffer dalla barriera) più coerenti con il contesto e le strutture capaci di trasformare il premio al rischio del mercato in rendimento potenziale. Perché in una fase dominata dall’AI, dalla dispersione delle performance e dalla ricerca continua di rendimento, i certificati ad alto rendimento possono rappresentare uno degli strumenti più interessanti per monetizzare uno scenario ancora orientato al “risk on”, senza rinunciare a elementi di protezione condizionata.
La selezione sul secondario

Non tutto è oro quel che luccica. Abbiamo deciso di adottare un criterio quantitativo/matematico e uno qualitativo. Il primo criterio rappresenta i filtri nella sezione dei certificati. Abbiamo infatti impostato per la selezione dei certificati ad alto rendimento un buffer barriera di almeno il 36% e un rendimento cedolare annuo di almeno il 35%. Con questa selezione siamo sicuri di arrivare ad un elenco di certificati che abbiano un flusso di premi molto sostenuto, coerente con il posizionamento del livello barriera. Abbiamo inoltre eliminato tutti quei certificati con rendimento residuo negativo o comunque inferiore al 10% annuo.
Di questa selezione ordinata per rendimento decrescente, non sfuggirà la folta presenza di titoli legati al comparto tech USA o più in generale esposti alla tematica AI. È vero che rappresenta il tema di mercato, ma non possiamo tenere conto dei nostri approfondimenti legati a quanto questo segmento abbia spinto tutti gli indicatori di ipercomprato compresi i multipli (approfondimento sul Shiller Cape).
Rimanendo quindi coerenti con il nostro approccio, il criterio qualitativo ci ha portato ad escludere questo comparto e a prediligere le big cap europee che chiaramente garantiscono trade-off meno “aggressivi”, ma pur sempre interessanti in ottica di prodotti high yield.
Con questa logica si distinguono due certificati che analizziamo di seguito più approfonditamente.
Il primo certificato della lista composto da soli titoli UE ovvero il Cash Collect Memory Step Down (Isin DE000VY5RW17) emesso da Vontobel e legato ai titoli Commerzbank, Siemens Energy, Stellantis e STM. Il premio è di 3,14% mensili (pari quindi al 37,68% annuo), con una struttura fast che vede la prima potenziale finestra di uscita già dal mese di luglio (rilevazione del 27 luglio 2026) con trigger subito sotto la pari al 98% e poi uno step down particolarmente aggressivo del 2% mese che contribuisce a stabilizzare la struttura in caso di ribassi moderati dei sottostanti. Prodotto che si distingue per una barriera capitale capace di assorbire perdite entro il -40% dai livelli iniziali, attualmente aggiornata al -37% sulla base dei livelli correnti del worst of, ovvero Siemens Energy, in ribasso del 4% da strike.
Certificato che si acquista leggermente sotto la pari e quindi garantisce potenzialmente un ritorno più alto rispetto all’emissione e rappresenta oggi il prodotto più remunerativo fuori dal panorama dei certificati agganciati a sottostanti USA/Big Tech/AI.
Analisi di scenario del DE000VY5RW17 (Fonte FreeFinance PRO )

Analisi di rendimento del DE000VY5RW17 (Fonte FreeFinance PRO)

Il secondo certificato è il DE000UN8FF63 di Unicredit, costruito su Leonardo, Banca MPS, Stellantis e STM. I sottostanti sono leggermente sopra strike: MPS a +3,96%, Leonardo a +7%, Stellantis a +8% e STM a +13,85%. Il buffer a barriera è del 51,91%. La barriera autocall parte dal 95% e scende dell’1% al mese fino al 66%. Se non va in autocall prima, scade a maggio 2029.
Da un primo sguardo sembrerebbe più competitivo del DE000VY5RW17 ma ha una caratteristica peculiare che lo rende molto più rischioso e meno interessante. Infatti, il certificato è una sorta di maxi-coupon: paga un premio elevato inizialmente di 3,70 euro da giugno a novembre ma poi il premio si riduce drasticamente: 0,34 euro al mese per le restanti date di valutazione.
Dunque, il rendimento cambia drasticamente se l’autocall avviene nel breve o meno. Infatti, con il prezzo di acquisto ben sopra la pari (104,96 euro), il rendimento va da un 34,26% annuo nel caso di autocall a novembre e scende ad un misero 8,79% annuo nel caso si arrivasse a scadenza.
Bisogna inoltre notare che la caratteristica “fast” è particolarmente importante quando si opera a più alto rischio: più l’autocall è vicino minore è la probabilità di una correzione più profonda e quindi maggiori sono le probabilità di autocall. In più avere un trigger autocall relativamente basso (sul DE000VY5RW17 la barriera autocall parte dal 98% e scende del 2% al mese) facilita il rimborso anticipato. Avere l’autocall lontano che scende lentamente (come nel caso del DE000UN8FF63) aumenta il rischio di rimanere incastrati in una posizione a più alto rischio.
Analisi di rendimento del DE000UN8FF63 (Fonte FreeFinance PRO)

La medesima struttura con premio iniziale elevato e premio successivo molto più basso si ripete anche per gli altri certificati su titoli europei (IT0006775826, XS3345530359, XS3280792246 e XS2878538748) che hanno quindi la stessa problematica del DE000UN8FF63: autocall poco probabile e lontano con il premio basso equivale al rischio di rimanere incastrati ad alto rischio e basso rendimento. Facciamo notare infatti che il XS2878538748, emissione più vecchia, ha visto una forte correzione nel prezzo (si rivende a circa 887 euro) dovuta alla correzione di due sottostanti che rendono improbabile l’autocall a breve e che quindi costringono l’investitore in uno strumento ad alto rischio e basso rendimento.
Dunque, strutture Cash Collect standard come il DE000VY5RW17, con autocall fast e autocall trigger che parte basso e scende veloce, possono essere una soluzione ottimizzata ad alto rischio-alto rendimento per investire in questa fase di mercato “risk-on”.
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