Amazon: un'opportunità di acquisto nel 2023?

Tra le società del comparto tech che sono state fortemente penalizzate in Borsa durante il 2022 vi è sicuramente Amazon. La società, che come core business ha l’e-commerce ma in realtà è estremamente diversificata, ha perso il 49,62% a Wall Street. I motivi sono sostanzialmente i soliti noti: rialzo dei tassi, timori sul rallentamento economico e una normalizzazione dell’esplosione della crescita dei ricavi che si è avuta nel post-Covid. In questi primi giorni del 2023 la performance è in effetti leggermente positiva, Amazon segna al momento della pubblicazione un +3.7%.

Di recente, l’azienda è tornata a far parlare di sé, in quanto starebbe cercando di vendere lo spazio in eccesso sui suoi aerei cargo (al momento ne possiede circa 100 tra in USA ed Europa). Stando alle indiscrezioni, le possibilità includono il riempimento dei velivoli di ritorno da Hawaii e Alaska con ananas e salmone. La decisione verrebbe presa per aumentare i profitti in un periodo di rallentamento del fatturato. Il servizio Amazon Air è stato lanciato nel 2016 con l’obiettivo di spostare rapidamente l’inventario del gruppo accelerando i tempi di consegna. La notizia si ricollega in qualche modo a quella di maggio 2022, quando sono emersi dei rumors in merito al fatto che l’azienda stesse cercando di subaffittare almeno 10 milioni di metri quadri di spazio nei suoi magazzini, esplorando anche opzioni per terminare o rinegoziare i contratti di locazione con i proprietari di magazzini esterni. Le varie problematiche che sta affrontando Amazon hanno inoltre portato il gruppo a tagliare circa 10.000 posti di lavoro.

Stando alle previsioni di Statista, la crescita del settore e-commerce si è raffreddata nel 2022, passando dai 3.840 miliardi di dollari del 2021 a 3.590 miliardi. Dal 2023 i ricavi dovrebbero continuare a crescere, passando a 4.480 miliardi di dollari per arrivare a 6.390 miliardi di dollari nel 2027 (CAGR 9,30%). Interessante menzionare i dati raccolti da Tidio, secondo cui nel mondo il 27% della popolazione compra online, con il 20% di tutte le vendite al dettaglio che avvengono in rete. Se nei Paesi più industrializzati lo sviluppo di questo comparto è ragionevolmente vicino ai suoi massimi, lo stesso non si può dire delle Nazioni emergenti. Per esempio, nel 2022 Filippine, India e Indonesia hanno registrato la crescita più grande delle vendite online. Queste aree contano per circa 2 miliardi di persone.

Il comparto e-commerce può anche essere visto in ottica generazionale: dalla generazione X in poi, la tendenza è quella di fare più acquisti in rete. Il comparto e-commerce ha tutti i presupposti per continuare a svilupparsi. Tuttavia, non è ragionevole attendersi che vi sarà una crescita esplosiva come in passato.

Amazon: le principali aree di business

Oltre al settore dell'e-commerce, Amazon ha iniziato a diversificare, iniziando a competere in svariati settori. Un esempio è quello dello streaming video on demand con Amazon Prime Video e l’acquisto della storica casa di produzione MGM. Un altro esempio potrebbe essere la presenza sul comparto delle auto elettriche con Rivian, di cui il gruppo detiene il 17,34% e che nel corso del 2022 ha pesato sui conti. Il titolo veleggia infatti sui minimi storici e attualmente si attesta a 18,43 dollari. Non si deve dimenticare che il gruppo è presente anche nel settore healthcare.

Questo è un settore enorme: la Peter G. Peterson Foundation evidenzia che nei soli Stati Uniti la spesa sanitaria potrebbe essersi attestata a 4.500 miliardi di dollari nel 2022 e che il dato dovrebbe arrivare a 6.800 miliardi di dollari nel 2030. La spesa sanitaria nel Paese dovrebbe crescere più dell’economia e conterà per il 19,6% del PIL nel 2030. Del settore healthcare ne abbiamo parlato approfonditamente anche nell'ultimo webinar della serie "Investire con Francesca Fossatelli" che puoi rivedere cliccando qui.

Un altro business in rapida crescita del gruppo è quello della pubblicità, che secondo i dati Bloomberg dovrebbe passare da ricavi di 31,16 miliardi di dollari del 2021 a 70,298 miliardi nel 2026.

Da menzionare anche il comparto del cloud computing con AWS (seconda fonte di entrate del gruppo e business ad alta marginalità), il primo servizio cloud al mondo con una quota di mercato del 34%. Sempre guardando alle stime Bloomberg, il fatturato di questa area dovrebbe crescere rapidamente da 97,311 miliardi di dollari nel 2022 a 171,206 miliardi nel 2026.

Per gli analisti inoltre, Amazon potrebbe portare il segmento grocery al 5% del GMV entro il 2025 rispetto al 2,8% del 2020. Oltre a questo, le attese Bloomberg sono per un arrivo del volume lordi di merci a 1.200 miliardi di dollari entro il 2026 grazie ai potenziali guadagni a due cifre delle terze parti: le stime sono per sempre più commercianti che si uniscono alla piattaforma.

In generale, Amazon è sicuramente il leader dell’e-commerce nel mondo: da segnalare come il 50% dei prodotti venduti nella piattaforma sia evaso dai servizi Amazon. Inoltre, la compagnia permette ad altre aziende di vendere sul suo sito, percependo una commissione sulla vendita. Questo ha permesso alla società fondata da Jeff Bezos di avere un catalogo enorme, capace di soddisfare le esigenze dei clienti che possono acquistare qualsiasi cosa comodamente da casa e in una piattaforma sicura. Gli abbonamenti al servizio premium Prime inoltre, permettono agli utenti di beneficiare di spedizioni più rapide e gratis, oltre a vari altri benefit come il servizio Video, quello Music (con limitazioni) e altri.

Le prospettive sulla società sono comunque positive, dei 58 analisti censiti da Bloomberg che seguono il titolo, 54 forniscono un giudizio buy, 3 hold e 1 sell. Il prezzo obiettivo medio a 12 mesi è a 139,5 dollari, il 63% circa in più rispetto alle quotazioni attuali.

Anche le attese su ricavi ed EPS sono positive: gli esperti si attendono utili per azione passare da -0,10 dollari del 2022 a 4,10 dollari nel 2026. Nello stesso periodo, le previsioni sul fatturato sono per un dato a 510,331 miliardi nel 2022 e a 810,595 nel 2026.

Un altro dato da segnalare per Amazon è l’aumento del debito, che da fine 2018 a fine 2021 è cresciuto in maniera decisa da 49,289 a 132,318 miliardi di dollari. Al 3° trimestre, la rilevazione si attesta a 144,58 miliardi. Sebbene si sia registrato un forte incremento delle passività, attualmente i livelli di debito non appaiono preoccupanti.

A livello di multipli, il P/E a 12 mesi si attesta a 60,23x, ancora su livelli elevati, ma molto più bassi rispetto al quasi 140x di luglio 2020 ma ancora alto sul 21,96x del NASDAQ 100.

I competitor

Difficilmente si può pensare ad un vero e proprio competitor di Amazon vista la larghissima scala su cui opera la società. In Cina si può considerare Alibaba, mentre un altro marketplace in USA è quello di eBay, anche se non è totalmente confrontabile. Una problematica tuttavia potrebbe arrivare dai social network, dove gli influencer spingono gli utenti ad acquistare merci attraverso la piattaforma interna all’app. Per fare un esempio, attraverso la sua app gemella cinese Douyin, TikTok ha venduto beni per 119 miliardi di dollari nel 2021. Amazon sta comunque testando un’app similare chiamata Inspire, che permette di mostrare agli utenti foto e video con al centro prodotti in vendita. Appare comunque difficile che il gruppo di Bezos riesca a replicare sul fronte social il successo di TikTok.

Conclusioni

Amazon è sicuramente il leader indiscusso del suo settore e ha un modello di business estremamente diversificato. Il recente calo in Borsa è da attribuire a quello più generalizzato del mercato e ad una sopravvalutazione che hanno avuto i titoli (specie quelli tech) nel post Covid. A parte un potenziale rallentamento delle vendite dovuto ad una minore forza dell’economia globale, per il gruppo non sembrano esserci criticità di rilievo e il recente calo in Borsa potrebbe dunque essere visto come un’opportunità. Il settore si sta dimostrando in salute ed è atteso in crescita anche nel futuro.

In termini di multipli invece, Amazon sembra essere ancora costosa rispetto ad alternative come Alibaba (10,82x) o eBay (10,07x). Le azioni si trovano tuttavia su livelli che non si vedevano dal 2019 e l’area tra gli 84 e i 69,50 dollari è interessante anche da un punto di vista grafico. Inoltre, visto il forte crollo si potrebbe pensare che uno scenario negativo sia stato quantomeno parzialmente scontato dalle attuali quotazioni.

I più interessanti Certificati per puntare ad un rimbalzo di Amazon

Per chi vuole puntare al rimbalzo di Amazon vi sono diversi certificati di investimento interessanti.

Effettuando la ricerca tramite CedLab PRO:

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  • Elimino i certificati con frequenza premio troppo elevata, favorendo la resilienza del prezzo
  • Elimino tutti i certificati che presentano un connubio rischio/rendimento peggiore rispetto ad altri certificati della selezione (in altre parole se vi sono due o più certificati quasi sovrapponibili, tengo nella selezione solo il certificato con connubio rischio/rendimento migliore).
Per puntare ad una ripresa di Amazon, considerando che le nuove emissioni presentano rendimenti piuttosto scarsi (il migliore certificato su Amazon single stock è di Goldman e paga un 7,32% p.a.), è utile focalizzarsi sulle vecchie emissioni, che presentano un rendimento da premio comparabile ma un forte sconto sul nominale. In allegato la selezione, in cui ho aggiunto una colonna che somma alla cedola annua anche lo sconto di prezzo, così da avere un'immediata indicazione del livello di rendimento del certificato.

Tra i certificati speculativi più interessanti vi è il DE000VV1A6P0, Memory Cash Collect di Vontobel su Amazon, Deutsche Post, Fedex e UPS con barriera premio e capitale al 60%, premio di 0.77 euro al mese (9,24% p.a. - sul prezzo di acquisto 12,87% p.a.). Scade ad aprile 2025. Si acquista a 71.8 euro, con uno sconto sul nominale di 28,2 euro. Si tratta di un certificato speculativo in quanto Amazon deve superare la barriera di 94,302 euro entro scadenza. Al momento il certificato ha due premi in memoria. Il Certificato è presente nel portafoglio "Cavalcare la volatilità", a cui puoi iscriverti gratuitamente cliccando qui.

Fonte immagine: CedLab PRO. Tra i certificati di più recente emissione con maggiore buffer da barriera merita la nostra attenzione il DE000VV6T469, Memory Cash Collect Step-down di Vontobel su Amazon e Fedex, con barriera premio e capitale al 60%, barriera autocall leggermente discendente dal 100% al 95%, premio di 1 euro al mese (12% p.a.). Scade a settembre 2024. Si acquista a 91 euro quindi con 9 euro di sconto sul nominale. Con Fedex a +13%, il Certificato dipende soprattutto dall'andamento di Amazon ed è un certificato alternativo all'investimento nell'azione stessa in quanto permette di guadagnare anche in caso di ulteriore ribasso dell'azione (la barriera è a 73 dollari circa) ma permette anche di beneficiare di eventuali rialzi. Il certificato è piuttosto costoso rispetto alla lineare in quanto ha beneficiato della volatilità di Fedex per catturare un premio elevato, rimanendo quindi un prodotto effettivamente resiliente. Il rischio si ha in caso di forte discesa di Amazon che tuttavia è poco probabile considerando le attuali quotazioni. Fonte immagine: CedLab PRO. Come sempre vi terremo aggiornati su Amazon sia sul canale telegram "Obiettivo Resilienza" che "Cavalcare la volatilità". Vi ricordo inoltre che il 12 gennaio alle ore 11 si terrà il primo webinar dell'anno della serie "Investire con Francesca Fossatelli", per iscriverti al prossimo appuntamento, seguire il webinar in diretta live e ricevere il materiale clicca qui: Iscriviti Subito! Puoi rivivere gli ultimi webinar sul nostro Canale YouTube: https://youtu.be/xg0rIGE6lf8

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