BCE: le attese per la riunione di settembre
Giovedì 10 settembre le attenzioni degli investitori saranno rivolte alla riunione della BCE, che dovrebbe alzare I tassi di 25 punti base, portando la misura sui depositi al 2,50%. L’incognita sarà se l’aumento chiuderà il ciclo di strette o preparerà un altro intervento entro la fine dell’anno.
Il focus sarà poi sulle nuove proiezioni economiche e sulla conferenza stampa della Presidente Christine Lagarde. La crescita dell’Eurozona ha mostrato una tenuta superiore alle attese, mentre il nuovo aumento dei prezzi dell’energia rende più lungo il ritorno dell’inflazione verso il 2%.
Il messaggio di Lagarde dovrà tenere insieme due elementi: da un lato i prezzi dell’energia hanno allungato il periodo in cui l’inflazione potrebbe restare sopra il target, dall’altro le pressioni non si sono ancora diffuse in modo convincente e la crescita potrebbe perdere slancio.
Vediamo quali sono le attese degli analisti.
Goldman Sachs

- La BCE alzerà i tassi di 25 punti base.
- Dovrebbe essere confermato un approccio dipendente dai dati e basato sulle decisioni di ciascuna riunione, lasciando aperte le opzioni per dicembre.
- L’istituto centrale dovrebbe alzare 0,1 punti percentuali le stime sul PIL, allo 0,9% nel 2026 e all’1,3% nel 2027, mantenendo l’1,5% per il 2028. L’aggiornamento rifletterebbe la recente forza dell’economia. Sul tema inflazione, le proiezioni sul dato headline potrebbero passare al 2,9% nel 2026, al 2,7% nel 2027 e restare al 2% nel 2028. Per la misura core, le stime sono pari al 2,4% per il 2026, al 2,6% per il 2027 e al 2,2% per il 2028.
- Sul fronte della comunicazione, non ci dovrebbero essere non si aspetta cambiamenti sostanziali nella valutazione dei rischi, che resterebbero orientati al ribasso per la crescita e al rialzo per l’inflazione. Un tono più accomodante emergerebbe da una maggiore enfasi sulla debolezza dei dati sui prezzi; un messaggio più restrittivo, invece, da un richiamo alla durata dello sforamento del target o da un avallo implicito delle attese di mercato.
Rabobank

- I tassi dovrebbero salire di 25 punti base
- L’inflazione dovrebbe attestarsi al 3% nel 2026, al 3,1% nel 2027 e al 2,2% nel 2028, valori vicini allo scenario avverso pubblicato dalla BCE a giugno. L’inflazione core non dovrebbe accelerare. Rabobank stima un PIL in aumento dello 0,7% nel 2026, dell’1,1% nel 2027 e dell’1% nel 2028.
- Lagarde dovrebbe ribadire la disponibilità ad agire senza assumere impegni sulle riunioni successive.
Deutsche Bank

- I tassi dovrebbero crescere di 25 punti base
- Deutsche Bank si aspetta che Lagarde ribadisca che le decisioni sono legate ai dati, senza impegni preventivi.
- Per quanto riguarda il PIL, la BCE potrebbe vedere una crescita dello 0,8% nel 2026, dell’1,2% nel 2027 e dell’1,3% nel 2028. L’inflazione headline potrebbe attestarsi al 3% nel 2026, al 2,7% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. L’inflazione core invece potrebbe registrare il 2,4% nel 2026, il 2,6% e 2027 e il 2,2% nel 2028.
- Per i mercati sarà rilevante capire se Lagarde ripeterà che la funzione di reazione della BCE è compresa “molto bene”. Con un tasso terminale prezzato dal mercato tra il 3,00% e il 3,10%, Deutsche Bank giudicherebbe questa formulazione restrittiva rispetto al proprio scenario.
Fonti: ricerche Goldman Sachs, RaboResearch e Deutsche Bank
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