BMW lancia il profit-warning: crollano le azioni
BMW ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per il 2026, segnalando che il margine sull'attività automotive potrebbe scendere tra l'1% e il 3%, contro un range precedente fino al 6%.
Il CFO Walter Mertl ha spiegato che le ipotesi di marzo si basavano su volumi stabili di circa 50.000 vetture al mese in Cina. Lo scenario è cambiato rapidamente: le consegne nel primo trimestre erano già in calo del 10% a/a. Nei mesi successivi la flessione è peggiorata, portando le vendite cumulate del periodo gennaio-maggio al -17,6%.
Il deterioramento ha colpito in particolare le vetture a motore termico, in un contesto in cui l'impatto della guerra in Iran si è rivelato più significativo del previsto sia sul fronte dei costi energetici che per la contrazione del sentiment dei consumatori a livello globale.
Il gruppo prevede per il secondo trimestre un calo significativo degli utili e del free cash flow, e ha rivisto le aspettative sulle consegne annuali da piatte a “in leggero calo”. Le azioni hanno ceduto fino all'11,5%, la flessione intraday più accentuata in quasi due anni, portando il calo da inizio anno a circa il 27%.
Fino ad ora, BMW era considerata la più resiliente tra i grandi gruppi automotive tedeschi, grazie a una strategia di elettrificazione più flessibile rispetto a Mercedes e Volkswagen, che aveva permesso di mantenere una gamma ibrida ampia e di resistere meglio ai rallentamenti della domanda EV e ai cambi di politica industriale negli Stati Uniti.
La società ha anche annunciato un'espansione del programma di riduzione dei costi per il 2026 che genererà un onere una tantum nel secondo semestre, senza precisare se le misure includeranno tagli al personale. I risultati trimestrali completi sono previsti per il 30 luglio.
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