Bolla AI, il rischio per l’Eurozona passa da Wall Street

Secondo un'analisi di Bloomberg Economics, una brusca correzione del mercato azionario USA legata a un'eventuale bolla dell'intelligenza artificiale potrebbe essere sufficiente a spingere l'area euro in recessione, anche se la regione non è al centro del ciclo espansivo dell'IA.

Perché l’Europa è esposta a uno shock AI negli Stati Uniti

La vulnerabilità europea deriva da 2 canali principali: i legami commerciali con gli Stati Uniti e la crescente esposizione degli investitori europei alle azioni USA, quadruplicata nell'ultimo decennio secondo i dati della BCE, in larga parte come conseguenza della ricerca di rendimenti più elevati all'estero.

Lo scenario Bloomberg: S&P 500 giù del 20%

Attraverso il modello SHOK, gli economisti hanno ipotizzato uno scenario con un calo del 20% dell'S&P 500, pari a circa la metà del crollo registrato durante lo scoppio della bolla dot-com, accompagnato da un aumento dell'incertezza, un allargamento degli spread creditizi e una brusca interruzione degli investimenti nei data center.

Il crollo dell'S&P e il conseguente picco del VIX si trasmetterebbero direttamente ai mercati europei, mentre il rallentamento dell'economia USA peserebbe sulle esportazioni del blocco e sui ricavi delle imprese europee.

In questo scenario, e assumendo che la correzione parta nel 1° trimestre del 2027, l'impatto sull'area euro si attesterebbe a 1,2 punti percentuali di PIL annuo. Paesi più direttamente esposti all'ecosistema AI, come gli Stati Uniti stessi e la Corea del Sud, subirebbero perdite più consistenti, ma l’Eurozona, partendo da una previsione di crescita per il 2027 già contenuta all'1,1%, si troverebbe comunque in recessione nel primo anno.

Il rischio non si ferma ai canali di domanda e ai mercati azionari. Bloomberg Economics modella anche uno scenario di contagio agli spread sovrani intra-europei, con un meccanismo analogo a quello del marzo 2020: le perdite mark-to-market subite dai fondi esposti alle azioni USA li spingerebbero a liquidare asset sicuri, inclusi i titoli di Stato, ampliando i differenziali.

La BCE stessa ha segnalato nella sua ultima Financial Stability Review come i cambi di sentiment sull'IA rappresentino una sensibilità specifica per i mercati europei, e ha più volte espresso preoccupazione per il ruolo degli intermediari finanziari non bancari nell'amplificare episodi di stress finanziario globale.

Per calibrare l'entità dello shock, gli economisti hanno utilizzato il beta mobile degli spread sovrani rispetto ai Bund tedeschi in risposta a forti correzioni dell'S&P, calcolato su una finestra di 10 anni, applicando poi queste elasticità allo scenario di correzione AI.

Il risultato è un allargamento degli spread a 10 anni fino a 100 punti base per l'Italia, 55 per la Spagna e 35 per la Francia, con il picco atteso nel secondo trimestre del 2027. Con questo ulteriore canale, il danno complessivo sull'area euro salirebbe a 1,4 punti percentuali di PIL, portando la crescita 2027 a -0,3% rispetto a una baseline dell'1,1%.

Cosa potrebbe fare la BCE

Il modello incorpora già un significativo allentamento della politica monetaria in risposta al calo dell'attività: se il contagio agli spread sovrani dovesse generare ulteriore frammentazione finanziaria, la BCE potrebbe intervenire con acquisti diretti di titoli di Stato, come fece nel marzo 2020.

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