La Fed lascia i tassi fermi
Come da attese, la Fed ha lasciato i tassi fermi all’intervallo 3,5%-3,75%. Dal comunicato stampa si legge come l’attività economica sta crescendo ad un ritmo sostenuto nonostante l’elevata incertezza. La crescita della produttività e gli investimenti sono robusti, mentre l’occupazione ha tenuto il passo con la crescita della forza lavoro. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato.
L’inflazione resta invece elevata rispetto al target del 2%, riflettendo in parte gli shock dal lato dell’offerta che hanno determinato aumenti dei prezzi in alcuni settori, come quello energetico.
Tutto il board ha votato a favore della decisione.
L’istituto centrale ha anche pubblicato l’aggiornamento delle proiezioni economiche. Il PIL è visto al 2,2% nel 2026, al 2,3% nel 2027, al 2,2% nel 2028 e al 2% nella longer run (da 2,4%, 2,3%, 2,1% e 2%). Il tasso di disoccupazione è stimato al 4,3% nel 2026 e 2027 e al 4,2% nel 2028 e nella longer run (da 4,4%, 4,3%, 4,2% e 4,2%).
Il PCE è atteso al 3,6% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028 e nella longer run (da 2,7%, 2,2%, 2% e 2%). Il PCE core è visto al 3,3% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028 (da 2,7%, 2,2% e 2%).
Infine, la mediana sui tassi si trova al 3,8% nel 2026, al 3,6% nel 2027, al 3,4% nel 2028 e al 3,1% nella longer run (da 3,4% e 3,1%).
Dal dot-plot, emerge come 9 funzionari vedono almeno un aumento dei tassi, 6 se ne aspettano almeno due, mentre 9 vedono un costo del denaro stabile o abbassato di 25 punti base.
18 componenti su 19 hanno votato, suggerendo che Warsh non abbia fornito le sue previsioni.

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