Conferenza stampa Jerome Powell

Alla conferenza stampa, Jerome Powell ha ripetuto che i rischi per l’occupazione e l’inflazione sono aumentati, ma l’attuale orientamento politico lascia la Banca centrale ben posizionata per affrontare gli sviluppi economici in modo tempestivo.

Parlando di dazi, il Governatore della Federal Reserve ha dichiarato che le imprese hanno anticipato i possibili impatti. Le preoccupazioni sulla politica commerciale hanno fatto peggiorare i sondaggi su famiglie e imprese. Tuttavia, resta da vedere quanto tali sviluppi possano influenzare la spesa e gli investimenti futuri.

L’effetto delle tariffe sull’economia è incerto ma, se gli aumenti dovessero essere sostenuti, ci sarebbero impatti su crescita, occupazione e inflazione. La durata e l’intensità dei dazi determineranno se l’inflazione indotta sarà di breve o lunga durata.

Powell ha sottolineato come le aspettative di inflazione di lungo periodo resta coerente con l’obiettivo della Fed al 2%.

In generale, è ancora presto per sapere quale dei due lati del mandato è la preoccupazione maggiore. La Banca centrale comunque non ha nessuna fretta di tagliare i tassi. Il costo del denaro è in territorio moderatamente restrittivo. Il messaggio chiave è che l’approccio resta “wait and see”. In ogni caso, l’istituto si potrà muovere velocemente se fosse appropriato. Per ora, non ci sono dati che supportano una riduzione.

Per il Governatore della Federal Reserve, è possibile che non vengano fatti progressi verso gli obiettivi per almeno il prossimo anno. Secondo Powell, l’incertezza sul percorso dell’economia è estremamente elevata. Per ora comunque, gli USA stanno reggendo bene e i numeri del PIL saranno probabilmente rivisti al rialzo. Lo shock delle tariffe non è ancora arrivato.

I punti chiave della conferenza stampa

Fonte: Bloomberg

Ecco i punti chiave della conferenza stampa del Presidente della Fed. Il grafico illustra che è prevalso un linguaggio neutrale.

  • I rischi per occupazione e inflazione sono aumentati.

  • L’attuale orientamento politico lascia la Fed ben posizionata per reagire tempestivamente agli sviluppi economici.

  • Riguardo ai dazi, Powell ha detto che le imprese hanno già anticipato i possibili impatti.

  • Le preoccupazioni sulla politica commerciale hanno peggiorato i sondaggi su famiglie e imprese.

  • Non è ancora chiaro quanto questi sviluppi influenzeranno la spesa e gli investimenti futuri.

  • L’effetto delle tariffe sull’economia è incerto; se gli aumenti saranno sostenuti, ci saranno impatti su crescita, occupazione e inflazione.

  • La durata e l’intensità dei dazi determineranno se l’inflazione indotta sarà temporanea o duratura.

  • Le aspettative di inflazione di lungo periodo restano coerenti con l’obiettivo della Fed al 2%.

  • È ancora presto per stabilire quale tra inflazione e occupazione sia la preoccupazione maggiore.

  • La Fed non ha fretta di tagliare i tassi; il costo del denaro resta moderatamente restrittivo.

  • Il messaggio chiave è che l’approccio resta “wait and see”.

  • La Fed si potrà muovere velocemente se necessario, ma al momento non ci sono dati che giustificano una riduzione dei tassi.

  • Secondo Powell, è possibile che non vengano fatti progressi verso gli obiettivi per almeno il prossimo anno.

  • L’incertezza sul percorso dell’economia è estremamente elevata.

  • Gli Stati Uniti stanno comunque reggendo bene e Powell ha dichiarato che è probabile una revisione al rialzo dei dati sul PIL.

  • Lo shock delle tariffe non si è ancora manifestato.

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