Conferenza stampa Christine Lagarde
La Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi d'interesse nella riunione di luglio, una decisione ampiamente attesa dai mercati. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, mentre il tasso di rifinanziamento principale rimane al 2,40%.
La scelta di Francoforte riflette la volontà di prendersi una pausa per valutare gli effetti del conflitto tra Israele e Iran sull'inflazione e sull'economia europea, come riportato anche da Bloomberg. La presidente Christine Lagarde ha ribadito che il Consiglio direttivo dispone oggi di una politica monetaria adeguatamente restrittiva e che non vi è alcuna urgenza di intervenire nuovamente.
"Siamo in una posizione adeguata per attendere" (We are positioned adequately to wait), ha dichiarato Lagarde.
Economia: arrivano segnali di miglioramento
La presidente della BCE ha sottolineato che gli ultimi dati macroeconomici mostrano un graduale miglioramento dell'attività economica nell'Eurozona.
Tra gli elementi positivi evidenziati:
- la parziale ripresa del settore dei servizi;
- la continua espansione dei servizi digitali, sostenuti dagli investimenti nell'intelligenza artificiale;
- la tenuta del comparto manifatturiero, favorita dall'aumento della spesa per la difesa.
Nonostante ciò, la BCE continua ad aspettarsi una crescita modesta nel breve termine, mentre imprese e famiglie prevedono un mercato del lavoro meno dinamico rispetto al periodo precedente al conflitto.
Golfo e Iran: la nuova variabile da monitorare
Uno dei temi centrali della conferenza è stato il deterioramento dello scenario geopolitico.
Lagarde ha definito "allarmanti" i recenti sviluppi nel Golfo Persico, spiegando che il Consiglio direttivo considera il conflitto nell'area una delle principali fonti di rischio per lo scenario macroeconomico.
Proprio per questo motivo, la BCE ha incaricato il proprio staff di elaborare diversi scenari sull'evoluzione dei prezzi del petrolio e del gas da presentare in occasione della riunione di settembre.
Secondo Lagarde, lo scenario più favorevole, caratterizzato da un impatto limitato sui prezzi energetici, appare oggi piuttosto improbabile, segnale di quanto Francoforte consideri elevata l'incertezza legata alle materie prime energetiche.
Petrolio: il Brent è sceso più rapidamente del previsto
Tra gli elementi favorevoli emersi nelle ultime settimane, Lagarde ha osservato che il recente calo delle quotazioni del Brent, successivo al memorandum d'intesa (MoU), è stato più rapido di quanto previsto dalla BCE.
Si tratta di un fattore positivo per il breve periodo, ma che non modifica il quadro complessivo: la banca centrale continua infatti a ritenere che il comparto energetico rappresenti il principale fattore di rischio per l'inflazione nei prossimi trimestri.
Inflazione: nessun effetto di secondo livello, ma resta alta l'attenzione
Sul fronte dei prezzi, Lagarde ha ribadito che l'inflazione di fondo rimane sotto controllo, mentre gli effetti completi dello shock energetico devono ancora manifestarsi.
Secondo le stime della BCE:
- l'inflazione energetica potrebbe mantenere il dato complessivo sopra il target del 2% fino alla prima metà del 2027;
- successivamente è previsto un graduale rientro;
- più a lungo i prezzi dell'energia resteranno elevati, maggiore sarà il rischio di trasmissione all'economia reale.
La presidente ha precisato che al momento la BCE non osserva effetti di secondo livello, ossia una spirale tra salari e prezzi.
"Non stiamo osservando effetti di secondo livello", ha affermato Lagarde.
Ha però aggiunto che il Consiglio direttivo sarà particolarmente attento all'eventuale comparsa di questi fenomeni nei prossimi mesi.
A incidere sulle prospettive inflazionistiche potrebbero contribuire anche gli eventi climatici estremi, destinati a esercitare ulteriori pressioni sui prezzi alimentari.
Salari in rallentamento
Un elemento giudicato incoraggiante riguarda la dinamica salariale.
Secondo Lagarde, le indagini della BCE mostrano una graduale decelerazione della crescita dei salari, mentre l'aumento della produttività sta contribuendo a contenere il costo del lavoro per unità di prodotto.
Questo riduce, almeno per ora, il rischio di una spirale salari-prezzi.
Politica fiscale: aiuti sì, ma temporanei
La presidente ha ribadito l'invito ai governi europei a mantenere eventuali misure di sostegno contro il caro energia mirate, proporzionate e temporanee, evitando interventi permanenti che potrebbero alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Nessuna fretta sui tassi e nessuna forward guidance
Lagarde ha chiarito che oggi non vi è stata alcuna spinta all'interno del Consiglio direttivo per un rialzo dei tassi.
Allo stesso tempo ha ribadito che la BCE non fornirà indicazioni preventive sulle prossime decisioni, mantenendo il consueto approccio dipendente dai dati.
"Non stiamo fornendo forward guidance sui tassi, ma un quadro di riferimento (framework guidance)."
Le decisioni continueranno quindi a essere prese riunione per riunione.
Riserve minime: tema non affrontato, ma non escluso
Interpellata sull'eventuale modifica del requisito minimo di riserva per le banche, Lagarde ha spiegato che l'argomento non è stato discusso durante questa riunione.
Ha tuttavia precisato che ciò non significa che il tema non possa essere affrontato in futuro, lasciando aperta la porta a eventuali valutazioni nei prossimi mesi.
Settembre sarà la riunione decisiva
La presidente della BCE ha confermato che la riunione di settembre sarà particolarmente importante, poiché il Consiglio direttivo avrà a disposizione molti più elementi per valutare lo scenario.
Oltre ai nuovi dati su crescita e inflazione, saranno disponibili anche le analisi elaborate dallo staff della BCE sui possibili scenari relativi ai prezzi del petrolio e del gas.
Lagarde: "Questo capitano resta sulla nave"
Nel corso della conferenza non è mancato anche un passaggio sul suo futuro alla guida della BCE.
Rispondendo alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, Lagarde ha escluso qualsiasi ipotesi di uscita anticipata dal proprio incarico.
"Non vedrete le mie spalle prima del 2027. Questo capitano resta sulla nave."
Una dichiarazione che conferma la volontà della presidente di portare a termine il proprio mandato, in scadenza nell'ottobre 2027.
Il messaggio ai mercati
Dalla conferenza emerge una BCE che vede i primi segnali di stabilizzazione dell'economia, ma ritiene ancora troppo elevata l'incertezza per modificare la politica monetaria. Il conflitto in Medio Oriente, l'evoluzione dei prezzi dell'energia e i possibili effetti sull'inflazione rappresentano oggi le principali variabili sotto osservazione.
L'assenza di effetti di secondo livello, il rallentamento della crescita salariale e il recente calo del Brent sono elementi incoraggianti, ma Francoforte preferisce attendere nuovi dati prima di prendere qualsiasi decisione. Tutti gli occhi sono ora puntati sulla riunione di settembre, che potrebbe rappresentare il vero spartiacque per le prossime mosse della BCE.
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