Conferenza stampa Jerome Powell
Nella sua ultima conferenza stampa come Presidente della Fed, Powell ha detto che l’inflazione è elevata, in parte per via dell’aumento dei prezzi dell’energia. L’attuale orientamento della politica monetaria è visto come appropriato, con la crescita economica che resta solida, il settore immobiliare debole e gli investimenti delle imprese che stanno diminuendo velocemente. La crescita del mercato del lavoro è rallentata, ma ciò potrebbe essere dovuto alla diminuzione della forza lavoro e alla diminuzione dell’immigrazione.
Sul fronte inflazionistico, le aspettative a breve sono aumentate, ma quelle più a lungo termine restano ancorate al 2%.
Per quello che riguarda la guerra in Iran, gli impatti sull’economia non sono ancora chiari.
Gli effetti dei dazi dovrebbero raggiungere presto il loro picco, probabilmente nei prossimi due trimestri.
Sul fronte dei tassi, il Presidente dell’istituto centrale USA ha affermato che nessuno sta chiedendo un rialzo del costo del denaro in questo momento. Il tasso neutrale dovrebbe trovarsi tra il 3% e il 4%. Il centro del Comitato si sta muovendo verso una posizione più neutrale, anche se non sembra esserci ancora una maggioranza favorevole a modificare il linguaggio della Fed in senso pienamente bilaterale.
Powell ha annunciato che resterà all’interno del board per un periodo ancora da stabilire.

Secondo il Fed Sentiment Model sugli Opening Remarks di Bloomberg Intelligence, le osservazioni iniziali di Powell c’erano meno frasi dovish e più periodi hawkish.
Il riassunto della conferenza stampa
- Powell ha tenuto la sua ultima conferenza stampa da Presidente della Fed, confermando che l’inflazione resta elevata anche per il rialzo dell’energia.
- La Fed considera ancora appropriato l’attuale orientamento della politica monetaria, con un’economia solida ma segnali di debolezza su immobiliare e investimenti aziendali.
- Il mercato del lavoro sta rallentando, ma Powell ha collegato il fenomeno anche alla minore crescita della forza lavoro e al calo dell’immigrazione.
- Le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate, mentre quelle di lungo periodo restano coerenti con l’obiettivo del 2%.
- Gli effetti economici della guerra in Iran restano incerti, soprattutto per l’impatto potenziale su energia, inflazione e crescita.
- L’impatto dei dazi sull’inflazione dovrebbe raggiungere il picco nei prossimi due trimestri.
- Powell ha ribadito che nessuno, al momento, sta chiedendo un rialzo dei tassi, mentre il tasso neutrale viene stimato tra il 3% e il 4%.
- Il centro del Comitato si sta spostando verso una posizione più neutrale, ma non sembra esserci ancora una maggioranza per rendere il linguaggio della Fed pienamente bilaterale.
- Powell resterà nel board della Federal Reserve per un periodo ancora da definire, pur senza voler interferire con la futura presidenza Warsh.
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