Credito privato sotto pressione: default e rendimenti in calo
Il Wall Street Journal evidenzia che il credito privato mostra segnali di tensione crescente, nonostante i toni rassicuranti diffusi dai principali gestori del settore nel tentativo di archiviare un anno turbolento.
Un'analisi del WSJ mostra che nei fondi di Ares Management, Blackstone, Blue Owl Capital e Golub Capital, quotati in borsa e quindi tenuti ad aggiornare periodicamente gli azionisti, i default sui prestiti hanno toccato il livello più alto da almeno 2021, mentre le ultime trimestrali segnalano un peggioramento sia della qualità del credito che dei rendimenti per gli investitori.
Molti operatori del comparto continuano a sostenere che i timori sul mercato siano eccessivi e che i loro portafogli restino solidi. David Golub, co-amministratore delegato di Golub Capital, ha preso le distanze da chi parla di crollo imminente e da chi nega qualunque problema, spiegando che il comparto attraversa semplicemente un normale ciclo del credito, non particolarmente critico ma comunque destinato a produrre vincitori e perdenti.
Credito privato, default ai massimi da 5 anni

I dati raccontano però una dinamica meno rassicurante. La quota di prestiti in default nel fondo di Blue Owl è salita al 2,8% nel secondo trimestre, il livello più alto da almeno 5 anni, mentre i crediti deteriorati degli altri tre fondi hanno toccato i massimi degli ultimi 5 anni superando i livelli del 2023, quando i rialzi dei tassi della Federal Reserve avevano messo sotto pressione le finanze delle aziende indebitate innescando un ampio ribasso su azioni e obbligazioni.
Le insolvenze si concentrano finora nel settore sanitario, come nel caso della catena di servizi odontoiatrici Affordable Care, e tra le aziende colpite dal rialzo del petrolio, tra cui il produttore di film plastici Loparex.
Il timore di analisti e gestori è che i default possano estendersi anche ai prestiti concessi a società software, che rappresentano il 20% o più dei portafogli di molti fondi. Il livello di stress resta comunque inferiore a quello registrato durante la pandemia di Covid o il crollo del petrolio del 2015, e potrebbe attenuarsi se i tassi scendessero e l'attività economica restasse solida senza spingere l'inflazione al rialzo.
Debitori sotto osservazione e rischio di nuovi default

Quanto ai debitori sotto osservazione, Marc Lipschultz, co-amministratore delegato di Blue Owl, ha sottolineato durante la conference call trimestrale che le società software restano tra i debitori più redditizi del fondo e che la watchlist non ha registrato variazioni significative rispetto a un anno fa.
Ares, Golub e KKR hanno invece riportato quest'anno un aumento dei nomi in watchlist, ai massimi dal 2022-2023, quando i tassi erano in fase di rialzo. Secondo l’analisi del WSJ, l’aumento dei debitori sotto osservazione può segnalare la maturazione di nuovi default, un rischio reso più insidioso dal fatto che lo stress emerge mentre l'economia USA continua a crescere, condizione che potrebbe amplificare le perdite in caso di rallentamento.
Rendimenti in calo e svalutazioni nei fondi
Le pressioni si riflettono anche sui rendimenti: se in passato i fondi di credito privato conseguivano abitualmente rendimenti annui del 10% o superiori; oggi anche i più solidi faticano a raggiungere il 7%
Un fondo gestito da KKR ha perso il 6,55% negli ultimi 12 mesi fino a giugno, un lieve miglioramento rispetto alla perdita del 9,17% registrata nel periodo precedente. Il calo dei profitti riflette più fattori: il rallentamento delle operazioni di private equity, che riduce il flusso di nuovi prestiti redditizi da erogare, le svalutazioni imposte dal peggioramento delle società prenditrici e dal ribasso sul mercato obbligazionario pubblico anche su posizioni che continuano a pagare gli interessi, e la discesa dei tassi di riferimento dai massimi precedenti, che comprime il rendimento degli investimenti in portafoglio.
Il rischio di un’uscita degli investitori
I gestori considerano queste oscillazioni fisiologiche per un settore che presta a società con rating creditizi bassi, ma molti investitori privati non hanno mai attraversato una fase così debole, e se i rendimenti restassero fermi o scendessero ulteriormente potrebbero decidere di uscire. Una base di investitori più ristretta renderebbe più difficile raccogliere nuovo capitale, riducendo le risorse disponibili per rifinanziare i prestiti societari in scadenza.
Fonte: Wall Street Journal
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