Lo spettro dei dazi torna a spaventare i mercati

Lo spettro dei dazi torna a scuotere i mercati. Nel corso del weekend, Trump ha annunciato un dazio del 10% a partire dal 1° febbraio, che salirà al 25% a giugno, contro gli 8 Paesi europei che avrebbero intrapreso esercitazioni militari simboliche della NATO in Groenlandia. Si tratta di Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia.

Secondo le stime di Bloomberg, l’export verso gli USA di questi Paesi potrebbe subire un calo del 50% se venisse applicata la misura del 25%.

Se dovesse essere trovato un accordo per “l’acquisto” della Groenlandia, allora le tariffe non saranno applicate.

Come risposta, l’UE starebbe discutendo di imporre dazi per un valore di 93 miliardi di euro di merci statunitensi se le tariffe minacciate da Trump diventassero reali. Tuttavia, prima di procedere, si cercherà una soluzione diplomatica. Oltre a questo, Bruxelles ha sospeso l’approvazione del deal commerciale con gli Stati Uniti previsto per luglio.

Un’ulteriore escalation potrebbe arrivare con l’utilizzo dello strumento anti coercizione da parte dell’Europa. Questo strumento, pensato principalmente come deterrente, potrebbe imporre nuovi dazi, nuove tasse sulle aziende tech, restrizioni agli investimenti nell’UE, limitazioni dell’accesso ad alcune parti del mercato europeo e la restrizione della partecipazione alle gare d’appalto nel blocco.

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