Il debito dell'IA: 466 miliardi in 9 mesi

Costruire data center, comprare chip e garantirsi l'energia costa più di quanto anche le società più ricche riescano a pagare con la cassa. Per questo il boom dell'AI passa sempre più dal mercato del debito. Secondo Morgan Stanley, da gennaio al 30 settembre 2026 le emissioni legate all'intelligenza artificiale hanno raggiunto 466 miliardi di dollari, più del doppio dei 216 miliardi di tutto il 2025.

Le stime cambiano a seconda di cosa si conta, ma vanno tutte nella stessa direzione.

Stima

Debito AI 2026

Cosa comprende

Fonte

Morgan Stanley

466 mld $

emissioni al 30 settembre

Morgan Stanley Research

BofA

568 mld $

anche il credito privato, all'11 settembre

BofA Global Research

Goldman Sachs

oltre 575 mld $

emissioni lorde globali legate all'AI

Goldman Sachs

Bloomberg

quasi 500 mld $

nuovo debito per le infrastrutture AI

Bloomberg

Chi si indebita?

Secondo Morgan Stanley i grandi gruppi del cloud (gli hyperscaler) valgono 132 miliardi, Oracle 25 e SpaceX altri 25. Il grosso passa dalle obbligazioni investment grade (306 miliardi), ma crescono anche high yield (53 miliardi) e prestiti. Goldman Sachs stima che gli hyperscaler emetteranno 250 miliardi nel 2026, di cui 230 già collocati, e 420 nel 2027.

L'ultimo caso arriva da SpaceX: secondo una nota di Goldman Sachs del 7 ottobre la società tratta con Apollo un finanziamento da 40 miliardi, 10 di prestiti bancari e 30 di debito investment grade, per comprare chip Nvidia.

Fonte: Morgan Stanley Research

Il debito che non si vede

Oltre al debito vero e proprio ci sono gli impegni. Morgan Stanley calcola 586 miliardi di debito rettificato in bilancio per gli hyperscaler, 662 miliardi di affitti di data center firmati ma non ancora partiti e 969 miliardi di impegni futuri totali. Allargando a Nvidia e Broadcom, gli impegni fuori bilancio superano i 3.400 miliardi.

Il mercato del credito si sta preoccupando?

Qualche segnale di preoccupazione c'è. Goldman Sachs nota che le società accorciano le scadenze: da luglio il 46,4% delle emissioni degli hyperscaler è a meno di 5 anni, contro il 29,9% del primo semestre.

Gli spread dei bond degli hyperscaler di qualità sono saliti di 22 punti base da inizio anno, contro 3 dell'indice investment grade (Morgan Stanley). I data center in high yield pagano circa 365 punti di spread, contro 284 dell'indice (Goldman Sachs). In questo quadro, i volumi dei CDS sui nomi dell'AI sono cresciuti del 400% in un anno.

Non è un allarme: i bilanci delle big tech restano solidi, con più cassa che debito. Ma il costo del capitale sale proprio mentre il Treasury a 10 anni è vicino ai massimi dal 2002.

Condividi su

Informazioni sull'autore

Ti è piaciuto l'articolo?

Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!

Iscriviti alla newsletter

Articolo completo su FreeFinance Pro

L'articolo completo è disponibile su FreeFinance Pro, che richiede la registrazione gratuita. Proseguendo, verrai reindirizzato alla pagina dell'articolo sulla piattaforma FreeFinance Pro.

Cerca nelle News