Dichiarazioni Kazaks, Dolenc e Nagel (BCE) sulla politica monetaria

Martins Kazaks, Presidente della Banca centrale lettone, ha detto che l'urgenza di aumenti consecutivi dei tassi è diminuita in modo significativo. L’esponente del board dell’Eurotower ritiene che è però ancora presto per capire cosa farà l’istituto a luglio o settembre. Per ora, lo shock energetico è stato contenuto, con pochi rischi di effetti di secondo impatto sul mercato del lavoro.

Kazaks ha comunque difeso la decisione di giugno, respingendo l'idea che si sia trattato di un errore di politica monetaria e descrivendo l'aumento come una risposta solida e attentamente ponderata a quasi 4 mesi di costi energetici elevati.

Più prudente il tono di Primoz Dolenc, Governatore della Banca centrale slovena, secondo cui una pausa a luglio sarebbe giustificata se i costi energetici restassero vicini ai livelli attuali e non emergessero effetti di secondo round. Dolenc ritiene possibile adottare un approccio attendista fino a settembre, ma ha avvertito che il quadro può cambiare rapidamente: negli ultimi giorni le ostilità sono riprese e, a suo giudizio, il conflitto non si risolverà a breve, lasciando l'incertezza elevata.

Sulla stessa linea attendista si è mosso Joachim Nagel, Presidente della Bundesbank, che ha detto di voler mantenere aperte tutte le opzioni per gli appuntamenti di luglio e settembre. Nagel ha definito la flessione del petrolio una sorpresa, di cui però resta da valutare la tenuta, così come l'esito di un eventuale accordo di pace tra USA e Iran.

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