Fed: meglio non dare per scontato un taglio dei tassi a marzo

Stando alle attese del mercato pubblicate dal CME FedWatch Tool, le probabilità per il primo taglio dei tassi a marzo è di circa il 70%. Gli analisti di Morgan Stanley però non sono d’accordo, in quanto gli ultimi dati economici e le parole degli esponenti del board dell’istituto centrale USA sono più in linea con una riduzione a giugno.

Gli ultimi dati del lavoro USA evidenziano un mercato ancora rigido e senza segnali di raffreddamento. Le recenti misurazioni sull’inflazione sono risultate sopra le previsioni, con la rilevazione annualizzata a 6 mesi che ha registrato un incremento. Si è poi assistito un’inflazione degli affitti appiccicosa, una minore deflazione dei beni core e i prezzi delle assicurazioni auto alti. Quest’ultima tendenza è vista in aumento nel 1° semestre 2024. A ciò si può aggiungere il fatto che l’indice dei prezzi alla produzione core si è attestato al 2,5% a/a, oltre il 2,4% di novembre.

Considerando queste informazioni, Morgan Stanley vede un PCE core in aumento dello 0,17% su base mensile a dicembre. Nel dato è prevista un’accelerazione dei servizi di base, oltre ad un percorso appiccicoso in futuro. Gli analisti ritengono che la misura dei servizi core rifletta meglio gli effetti della politica monetaria sui prezzi. In tale contesto, sembra che nei prossimi mesi la strada da percorrere per l’indice dei prezzi al consumo sarà accidentata.

Le ultime dichiarazioni di Mester, Goolsbee e Barkin sono in linea con l’opinione che a marzo sia prematuro un taglio del costo del denaro. Per il Capoeconomista globale di MS, Seth Carpenter, ci vorrebbero importanti tensioni sui mercati finanziari o sorprese notevoli al ribasso sui dati macroeconomici per vedere una riduzione del costo del denaro tra 2 mesi.

Fed: quando attendersi il primo taglio dei tassi



Fonte: ricerca Morgan Stanley

In generale, gli esperti di Morgan Stanley vedono 100 punti di tagli nel 2024 e altri 200 nel 2025. La tempistica sul primo taglio dipenderà molto dalla convinzione secondo cui il calo dei prezzi sia duraturo. Questo potrebbe avvenire nel meeting di maggio, specie se li Non-Farm Payrolls di marzo e l’inflazione core si trovino rispettivamente sotto le 60mila unità e sotto lo 0,25% su base mensile.

Fonte: ricerca Morgan Stanley

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