IEA: scorte di petrolio in contrazione record

Nel suo rapporto mensile di maggio, l'IEA ha certificato che le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record, con un calo di circa 4 milioni di barili al giorno in marzo e aprile.

Le forniture totali perse dall'inizio del conflitto hanno raggiunto 12,8 milioni di barili al giorno, con un ulteriore calo di 1,8 milioni ad aprile. Per l’agenzia, il mercato resterà in forte deficit di offerta almeno fino a ottobre, anche ipotizzando una risoluzione del conflitto entro giugno: il ripristino dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz richiederebbe comunque settimane, se non mesi.

Anche la domanda sta subendo un deterioramento, con i consumi mondiali attesi in calo di 2,45 milioni di barili al giorno nel trimestre in corso, il peggior dato dal 2020. I settori più colpiti sono la petrolchimica, dove la disponibilità di materie prime si sta riducendo in modo significativo e l'aviazione, ancora ben al di sotto dei livelli normali.

Lo shock complessivo ha rimosso oltre 1 miliardo di barili dal mercato dall'inizio della guerra, azzerando l'eccesso di offerta che era atteso per il 2026. In risposta, a marzo l'IEA aveva coordinato il rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei paesi membri. I flussi dall'Atlantico, guidati da Stati Uniti, Brasile, Canada e Venezuela, stanno parzialmente compensando il deficit sui mercati asiatici più esposti.

 

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