IA e mercato del lavoro: effetti visibili ma ancora limitati

Le stime sull’adozione dell’intelligenza artificiale variano sensibilmente in base alla definizione utilizzata e al campione analizzato. Secondo i dati riportati da UBS, il Census Bureau stima che il 24,3% delle aziende statunitensi preveda di utilizzare l’IA nei sei mesi successivi, con una quota del 44,1% nel settore dell’informazione.

Fonte: ricerca Goldman Sachs

L’indice Ramp, basato sugli abbonamenti aziendali a pagamento, indica invece un utilizzo superiore al 50%, mentre rilevazioni più ampie della Federal Reserve di Atlanta e dello Stanford AI Index arrivano a circa il 90%. I risultati non sono direttamente confrontabili, ma mostrano quanto la misura dell’adozione dipenda dai criteri impiegati.

Per rendere più comparabili risultati così distanti, Goldman Sachs ha aggregato 11 rilevazioni mediante un modello Bradley-Terry, riscalando la graduatoria risultante sul sondaggio OCSE. Su questa base le economie sviluppate si collocano fra il 15% e il 20%, con Francia e USA al vertice e Italia e Giappone alla base, mentre le principali economie emergenti restano fra il 10% e il 15%.

Mercato del lavoro: effetti concentrati in pochi comparti

Fonte: ricerca Goldman Sachs

Nei dati ufficiali e nelle banche dati private esaminate da Goldman gli effetti risultano di entità contenuta. Nella regressione dei posti vacanti rilevati da Indeed sui punteggi di esposizione all’automazione, gli analisti identificano dal secondo semestre 2022 una crescita delle offerte più lenta nei settori più esposti.

L'occupazione nei servizi di informazione e comunicazione resta sopra o vicina al trend di lungo periodo ovunque tranne che negli Stati Uniti. Nella regressione su oltre 800 professioni basata su Revelio Labs, un punteggio di esposizione del 10% si associa a una frenata di 0,1 punti percentuali della crescita annua degli organici in Francia, Canada e USA, con effetti nulli o lievemente positivi altrove.

I cali si concentrano in pochi comparti. L'occupazione nei call center si colloca il 39% sotto trend negli Stati Uniti, il 33% in Canada e il 27% in Germania, con cadute analoghe in editoria software, consulenza direzionale e pubblicità. Stratificando la regressione per anzianità, la relazione risulta più chiaramente negativa per i profili di primo ingresso e, in misura minore, per le professioni con maggiore rischio di sostituzione.

UBS riporta indicazioni diverse. Secondo ricerche della Federal Reserve citate dalla banca, tra i lavoratori di 25-54 anni il tasso di separazione è più basso nelle occupazioni più esposte che in quelle a esposizione moderata o minima.

Sul piano aggregato, il tasso di licenziamento USA resta sui minimi storici, all'1,1%. Le probabilità di trovare impiego calano invece modestamente nelle occupazioni più esposte, mentre Challenger collega all'IA quasi 200.000 tagli annunciati dal 2023.

Sulla percezione interna alle aziende, uno studio della Harvard Business Review citato da UBS rileva che il 76% dei vertici ritiene i dipendenti entusiasti dell'adozione, contro il 30% dei lavoratori non manageriali che esprime lo stesso giudizio.

Asia: più pressione sui profili junior e sul settore tecnologico

Nel campione indicativo di 69 segnalazioni societarie raccolte fra il 2022 e l’agosto 2026, Nomura conta circa 131.000 assunzioni associate all’IA e circa 61.000 fra tagli e uscite. I dati descrivono le tendenze, ma non consentono stime in valore assoluto.

Circa il 58% dei tagli si concentra nei servizi finanziari e il 30% nella tecnologia, mentre oltre il 90% delle nuove posizioni resta nel comparto tecnologico, in buona parte in annotazione dati e addestramento dei modelli, attività la cui durata la stessa fonte giudica incerta. Molte imprese rallentano o bloccano le assunzioni anziché licenziare, e secondo Xpheno, nell’informatica indiana le assunzioni nette sono scese da 600.000 nell’esercizio 2022 a 140.000 in quello 2026.

Il divario per anzianità ricorre in entrambe le aree. Un'indagine ICRIER su 651 imprese informatiche indiane rileva un calo degli ingressi junior nel 55% dei casi, contro il 25% dei profili intermedi e il 14% dei senior. La Bank of Korea documenta fra il 2022 e il 2025 una perdita di 211.000 occupati giovani, quasi interamente in settori ad alta esposizione, a fronte di 209.000 posti in più fra i cinquantenni.

Il tracker di Goldman sull'India registra un calo delle menzioni di tagli occupazionali e uscite del personale nei commenti societari del settore tecnologico dopo il picco di fine 2024, rilevate su conference call e presentazioni agli investitori e comprensive dei tagli riferiti ai clienti. Il rapporto fra vendite e costo del personale delle società informatiche ha toccato nel quarto trimestre 2025 il massimo in 6 anni.

Investimenti in IA e segnali di spiazzamento

Goldman stima la spesa statunitense in IA a quasi 600 miliardi di dollari nel 2026, pari a circa il 2% del PIL, e nella media del 1° semestre a oltre il 10% degli investimenti fissi delle imprese e a circa il 15% di quelli in attrezzature. Il contributo diretto alla crescita misurata del PIL nel 2026 è stimato in 0,1 punti percentuali e raggiunge 0,3 punti includendo gli investimenti in semiconduttori e le esportazioni di servizi di progettazione non pienamente rilevati nei conti nazionali.

Gli hyperscaler hanno finanziato l'espansione riducendo buyback e ricorrono ora al debito, mentre chi acquista servizi di IA copre due terzi della spesa tagliando altre voci, quasi tutte consumi intermedi. La spesa per data center è salita al 9% della spesa per costruzioni private non residenziali, in coincidenza con un calo simile nei cantieri manifatturieri sussidiati da Inflation Reduction Act e CHIPS Act.

Le emissioni di debito associate all’IA valgono quasi un quarto delle emissioni lorde investment grade, e applicando una regola empirica Goldman stima un effetto di circa 5 punti base sui tassi di finanziamento, considerando finora limitate le ricadute sulle imprese non esposte. Su scala nazionale i segnali di spiazzamento restano quindi contenuti, e gli effetti indiretti ridurrebbero di circa 0,1 punti percentuali il contributo dell'IA alla crescita del PIL statunitense nel 2026.

I limiti delle evidenze disponibili

Goldman conclude che le frenate occupazionali sono visibili nelle statistiche ma confinate a un insieme ristretto di settori e lavoratori, mentre lo studio della Bank of Korea citato da Nomura non individua differenze statisticamente significative fra le retribuzioni reali dei comparti più e meno esposti. UBS riporta che oltre il 60% delle imprese utilizzatrici censite da McKinsey non attribuisce all'IA alcuna crescita dei ricavi e che l'84% di quelle intervistate da Deloitte non ha ancora ridisegnato ruoli e processi.

Fonti: ricerche Goldman Sachs, UBS, Nomura

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