USA: ISM manifatturiero in calo a giugno

A giugno, l’ISM manifatturiero si è attestato a 53,3 punti, sotto le attese Bloomberg a 53,9 punti e i precedenti 54 punti. L’indice dei prezzi pagati è passato da 82,1 a 73 punti, quello dei nuovi ordini da 56,8 a 56 punti e quello dell’occupazione da 48,6 a 49,7 punti.

L’attività manifatturiera USA ha visto un’espansione per il sesto mese consecutivo, grazie all’attenuarsi dell’impennata dei costi dei fattori di produzione causata dalla guerra.

A sostenere il settore hanno contribuito investimenti in capitale robusti, tra cui quelli legati all'intelligenza artificiale e alla spesa per la difesa, oltre all'accumulo di scorte da parte di alcune aziende in risposta alla guerra. Il clima tra i produttori resta tuttavia cupo: secondo Susan Spence, a capo del comitato che cura il sondaggio ISM, solo il 34% dei commenti raccolti tra le imprese è risultato positivo, con riferimenti ricorrenti a costi dei fattori ancora elevati, incertezza sui dazi e allungamento dei tempi di consegna dei fornitori.

L'espansione manifatturiera non si è ancora trasferita al mercato del lavoro, dove l'indice dell'occupazione resta debole. I portafogli ordini sono cresciuti al ritmo più lento dell'anno e le scorte di materie prime hanno raggiunto il livello più alto da oltre un anno, complici i timori di nuovi rialzi dei prezzi.

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