Kospi oggi: -3,65%, pesano Samsung, SK Hynix e i timori sull’AI

La Borsa di Seul ha chiuso la seduta di lunedì 12 ottobre con un calo pesante: il Kospi ha perso 241,69 punti, pari al -3,65%, fermandosi a 6.384,2. È il ribasso giornaliero più forte dal 2 settembre e la prima chiusura sotto quota 6.400 dall'11 agosto. A guidare la discesa sono stati i due colossi dei chip di memoria, Samsung Electronics e SK Hynix, proprio pochi giorni dopo che Samsung aveva annunciato il trimestre più redditizio della sua storia.

I numeri della seduta

Indice

Chiusura del 12 ottobre

Variazione

Kospi

6.384,24 punti

-3,65%

Kosdaq

849,19 punti

-4,83%

Samsung Electronics

250.500 won

-4,39%

SK Hynix

1.605.000 won

-4,52%

SK Square

-

-6,29%

Won contro dollaro

1.335,1 won per dollaro

won in rialzo di 7,7 won

Taiex (Taiwan)

49.301,96 punti

-0,02%

 

Quella di oggi è la quarta seduta consecutiva in calo: nelle ultime 4 sessioni il Kospi ha lasciato sul terreno 619,5 punti, pari al -8,85%, scendendo in pochi giorni sotto le soglie dei 7.000, dei 6.500 e dei 6.400 punti. Rispetto al massimo storico in chiusura di 9.114,55 punti, toccato il 22 giugno, la distanza è ormai di circa il 30%.

Il Kosdaq, il listino dei titoli a più piccola capitalizzazione e più legati alla tecnologia, ha fatto ancora peggio con un -4,83%, con cali a due cifre per diversi titoli dei semiconduttori e delle batterie, come Leeno Industrial ed EcoPro BM.

Chi ha venduto: gli investitori esteri

Il dato che colpisce di più è quello dei flussi. Secondo i dati di fine seduta riportati dalla stampa coreana, gli investitori stranieri hanno venduto azioni sul listino principale per circa 2.019 miliardi di won, mentre i risparmiatori coreani hanno comprato per circa 1.467 miliardi e gli investitori istituzionali hanno venduto per circa 111 miliardi. È un copione che in Corea si è visto spesso nelle fasi di correzione: gli stranieri escono, le famiglie comprano sul ribasso.

Curiosamente, il won si è rafforzato contro il dollaro, chiudendo a 1.335,1: le vendite di azioni da parte degli stranieri, quindi, non si sono tradotte in una fuga dalla valuta.

Perché il Kospi scende: le spiegazioni degli analisti

Non c'è un singolo evento che spieghi la seduta. Gli analisti delle case d'investimento coreane indicano però alcuni fattori, che riportiamo per quello che sono: interpretazioni del mercato, non certezze.

  • I timori sull'intelligenza artificiale arrivati da Wall Street. Venerdì 9 ottobre la Borsa di Seul era chiusa per festività, e oggi ha dovuto assorbire in un colpo solo quello che era successo negli Stati Uniti. Giovedì il Nasdaq aveva perso l'1,25% dopo le notizie secondo cui i ricavi annualizzati di OpenAI sarebbero vicini ai 50 miliardi di dollari, contro i circa 70 miliardi che circolavano sul mercato (secondo la stampa coreana la differenza dipende da criteri contabili, non da un calo delle vendite). Venerdì il Nasdaq aveva poi recuperato lo 0,64%, ma Seul non ha potuto beneficiare del rimbalzo. Secondo Mirae Asset Securities, Samsung e SK Hynix sono scesi proprio perché gli investitori sono tornati a interrogarsi su una possibile bolla dell'intelligenza artificiale.
  • Una crescita degli utili che ha passato il picco. IBK Investment & Securities stima che 151 società del Kospi 200 registreranno nel terzo trimestre un utile operativo in aumento del 243% su base annuale, ma solo del +6% su base sequenziale. Si tratterebbe del primo trimestre in cui la crescita degli utili ha superato il suo punto massimo, e un rallentamento potrebbe pesare sul sentiment.
  • Le memorie da sole non bastano. Gli analisti chiedono più prove che il “superciclo” dei chip durerà e che i produttori coreani resteranno competitivi nelle memorie ad alta larghezza di banda (HBM), quelle che lavorano accanto ai processori di Nvidia. Yuanta Securities fa notare che gli utili coreani dipendono soprattutto dalle memorie, mentre i leader americani dell'AI coprono un ventaglio di servizi molto più ampio. Il calo non va letto come una perdita di competitività dei produttori coreani, ma come un cambiamento nell'allocazione dei portafogli globali.
  • La tensione in Medio Oriente e i rendimenti globali. Sul mercato ha pesato anche l'attacco missilistico degli Houthi yemeniti contro l'Arabia Saudita, che ha causato vittime, tra cui un cittadino USA: un fatto che riporta in primo piano la possibilità di una risposta degli Stati Uniti. Il ministro delle Finanze sudcoreano ha ricordato che i rendimenti obbligazionari globali restano elevati e che il governo è pronto a intervenire con misure di stabilizzazione, se necessario.

Il paradosso Samsung: utili record, titolo in calo

Il calo arriva a pochi giorni da un risultato senza precedenti. L'8 ottobre Samsung Electronics ha comunicato le stime preliminari del terzo trimestre: utile operativo di circa 107.400 miliardi di won, il più alto della sua storia, in crescita di circa il 20% rispetto al trimestre precedente e di oltre otto volte rispetto a un anno fa, con ricavi record di 195.000 miliardi di won e un margine operativo del 55,1%. Il motore è la domanda di memorie per i data center dell'intelligenza artificiale.

Fonte: Bloomberg

Il fatto che il titolo scenda dopo numeri del genere è un segnale tipico delle fasi mature di un rally: le buone notizie sono già nei prezzi e il mercato comincia a chiedersi quanto potranno durare. Le prossime verifiche arriveranno presto: questa settimana pubblicano i conti ASML e TSMC, il 27 ottobre tocca a SK Hynix e il 29 ottobre Samsung presenterà i risultati completi.

Il clima in Asia: gli avvertimenti sulla corsa dell'AI

Nei giorni scorsi in Asia si sono moltiplicati i segnali di prudenza sulla corsa dei titoli legati all'intelligenza artificiale. Nessuno di questi episodi è stato indicato dagli analisti come causa diretta della seduta di oggi, ma aiutano a capire il clima.

  • L'8 ottobre il primo ministro di Singapore, Lawrence Wong, ha detto che il rally globale della tecnologia andrà incontro prima o poi a una correzione: “Non sappiamo quando succederà né come, e non sappiamo chi saranno le vittime, ma nessun boom dura per sempre”.
  • In Australia è saltata la quotazione di Firmus, l'operatore di data center sostenuto da Nvidia: l'offerta valutava la società circa 30 miliardi di dollari americani al prezzo di 11 dollari australiani per azione, ma la domanda non è stata sufficiente, il prezzo è stato tagliato del 25% e alla fine la società ha ritirato la domanda di quotazione, citando la volatilità dei mercati.

Il confronto con il resto dell'Asia è istruttivo: Taiwan, l'altro grande mercato dei semiconduttori, ha chiuso quasi invariata (-0,02%), a poca distanza dal record del 6 ottobre, mentre la Borsa di Tokyo era chiusa per festività.

Il contesto: un rally senza precedenti

Per capire la correzione bisogna ricordare da dove arriva il Kospi. Nel 2025 l'indice era salito del 75,6%, chiudendo l'anno a 4.214,17 punti. Nel 2026 la corsa è proseguita a un ritmo ancora più veloce: il 6 maggio ha superato per la prima volta quota 7.000, il 18 giugno quota 9.000, fino al record in chiusura di 9.114,55 del 22 giugno. Anche dopo il calo di oggi, il Kospi resta in rialzo di circa il 51,5% da inizio anno.

Le ragioni del rally sono due:

  • le memorie per l'intelligenza artificiale: la domanda di chip HBM e di memorie per i data center ha moltiplicato gli utili di Samsung e SK Hynix, come mostra il grafico qui sopra;
  • le riforme per valorizzare le società coreane: il programma "Value-up", avviato nel 2024 per spingere le aziende a distribuire più dividendi, ricomprare azioni e migliorare la governance, e la riforma del codice commerciale approvata nel 2025, pensata per ridurre il cosiddetto "sconto coreano", cioè le valutazioni storicamente più basse delle società di Seul rispetto alle concorrenti estere.

Cosa vuol dire per chi investe

  • La concentrazione. Quando due titoli pesano così tanto, l'indice si comporta quasi come un'azione sola: nelle fasi di rialzo amplifica i guadagni, nelle fasi di correzione li cancella con la stessa velocità. Il -30% dal massimo di giugno, in meno di quattro mesi, è la misura concreta di questo rischio.
  • La volatilità dei chip di memoria. Le memorie sono storicamente il segmento più ciclico dei semiconduttori: prezzi e utili salgono molto quando la domanda supera l'offerta e scendono altrettanto quando arriva nuova capacità produttiva. I conti record di oggi non garantiscono quelli di domani, ed è esattamente questo il dubbio che il mercato sta prezzando.
  • Gli strumenti. Chi si espone alla Corea lo fa di solito con ETF che replicano indici come l'MSCI Korea o il Kospi 200, oppure con certificati che hanno tra i sottostanti l'indice coreano o i singoli titoli dei chip. Sono esempi generici: in tutti questi casi il rischio di concentrazione resta, e nei certificati la distanza tra prezzo attuale e barriera può ridursi in fretta in sedute come quella di oggi. Prima di qualunque scelta conta guardare al peso dei singoli titoli nell'indice, alla volatilità storica e all'orizzonte di investimento, valutando il tutto nel quadro del proprio portafoglio.
  • Il cambio. Per un investitore italiano c'è anche il rischio valutario: il rendimento in euro dipende dall'andamento del won, che oggi si è rafforzato ma che nelle fasi di tensione tende spesso a indebolirsi.

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