Moderna: azioni in rally dopo il successo del vaccino anti-melanoma
Rally delle azioni Moderna e Merck, dopo che il vaccino oncologico personalizzato sviluppato dalle due società ha ridotto le recidive di melanoma in un ampio studio di fase avanzata, segnando un traguardo importante per la tecnologia a mRNA. Lo studio ha centrato l'obiettivo primario, dimostrando che il vaccino, combinato con il farmaco immunoterapico di Merck, riduce le recidive di melanoma più della sola immunoterapia. È stato raggiunto anche un obiettivo secondario chiave, rallentando la diffusione del tumore verso nuove aree del corpo.
Si tratta del primo studio di fase 3 con esito positivo per una terapia oncologica a base di mRNA, un risultato che offre la prova più solida finora disponibile che la tecnologia resa celebre da Moderna durante la pandemia possa avere un secondo capitolo di successo, mentre per Merck rappresenta un nuovo mercato potenziale proprio mentre il gruppo si prepara a perdere l'esclusiva brevettuale sul proprio farmaco di punta, il Keytruda.
Nel pre-market di Wall Street, le azioni Moderna segnano un rialzo superiore al 100%, mentre quelle di Merck stanno guadagnando oltre l’8%.
Le società non hanno reso noto di quanto il vaccino abbia migliorato la sopravvivenza libera da recidive, mentre lo studio prosegue per valutare se i pazienti trattati vivano più a lungo. Le due aziende hanno detto che discuteranno con le autorità regolatorie la richiesta di approvazione e presenteranno i dati a un prossimo congresso medico.
L'amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, ha detto che il prodotto potrebbe ottenere l'approvazione già nel 2027, a seconda dell'esito dell'iter regolatorio, definendo il risultato un traguardo straordinario per la scienza basata su mRNA.
Restano aperte alcune domande, in particolare sul costo e sulla fattibilità di produrre su larga scala trattamenti oncologici così personalizzati.
Nello studio, il vaccino a mRNA è stato somministrato insieme a Keytruda dopo la rimozione chirurgica del tumore, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto la sola immunoterapia, trattamento standard per prevenire le recidive nei pazienti a rischio, con l'obiettivo di addestrare il sistema immunitario ad attaccare le eventuali cellule tumorali residue.
Le due società stanno testando la tecnologia anche su altre neoplasie, inclusa quella al polmone, ma gli studi sul melanoma restano i più avanzati.
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