OCSE: PIL globale al 2,9% nel 2026, attesi nuovi rialzi dei tassi
L’OCSE ha alzato marginalmente le stime sulla crescita globale per il 2026, avvertendo che un’inflazione più persistente potrebbe richiedere ulteriori rialzi dei tassi. Il PIL mondiale è atteso in aumento del 2,9% quest’anno, 0,1 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di giugno, dopo il 3,4% del 2025.
Per il 2027, la stima è stata invece ridotta di 0,1 punti al 3%. A sostenere l’attività, nonostante la guerra in Medio Oriente, hanno contribuito condizioni finanziarie ancora favorevoli, scorte petrolifere consistenti, forniture energetiche alternative al Golfo e misure di sostegno pubblico.
Sul fronte delle principali economie, per il 2026 l’organizzazione prevede una crescita del 2,2% negli USA, dell’1% nell’Eurozona e dello 0,8% in Giappone, con revisioni al rialzo di 0,2 punti per tutte e 3 le aree.
Invariata al 4,5% la previsione per la Cina. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere produzione e commercio e potrebbero favorire una crescita superiore alle attese. L’OCSE segnala però il rischio che i rendimenti di questi investimenti deludano o richiedano più tempo per concretizzarsi, con possibili ricadute sulle attività collegate e sulle valutazioni finanziarie.
Il nodo principale resta l’inflazione, alimentata dai rincari energetici e da pressioni della domanda superiori alle attese. Nel G20 è prevista al 4,1% nel 2026 e al 3,6% nel 2027, con quest’ultima stima rivista al rialzo di 0,5 punti rispetto a giugno. Per il prossimo anno, le previsioni salgono al 2,6% negli USA e al 2,9% nell’Eurozona, entrambe con un aumento di 0,5 punti. In Italia l’inflazione è attesa al 2,6%, 0,4 punti in più.
In questo quadro, l’OCSE prevede un ulteriore rialzo della Fed entro fine anno, altri incrementi moderati nell’Eurozona, in Australia e in Corea del Sud e nuovi aumenti in Giappone. Si attende invece tassi invariati per il momento nel Regno Unito e in Canada.
L’aumento dei rendimenti obbligazionari rafforza inoltre il richiamo a contenere e riallocare la spesa pubblica, migliorandone l’efficienza e rafforzando le entrate per preservare la sostenibilità del debito.
Fonte immagine: Bloomberg
Condividi su
Informazioni sull'autore
Ti è piaciuto l'articolo?
Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!
Iscriviti alla newsletterArticolo completo su FreeFinance Pro
L'articolo completo è disponibile su FreeFinance Pro, che richiede la registrazione gratuita. Proseguendo, verrai reindirizzato alla pagina dell'articolo sulla piattaforma FreeFinance Pro.