Private equity tech: il capitale c’è, manca la fiducia

Secondo un report di Bain & Co. elaborato su dati Dealogic, il valore dei deal di private equity nel settore tecnologico è crollato del 70% nel primo trimestre 2026, scendendo a 20 miliardi di dollari.

Le valutazioni delle società software sono scese dell'8% circa nel periodo, contro un calo dello 0,3% per tutti gli altri settori. La causa principale è l'incertezza sul valore delle aziende nell'era dell'intelligenza artificiale, che si è aggiunta alle già note difficoltà del settore: guerra in Iran, timori sul credito privato e il cosiddetto "SaaSpocalypse".

Per Bain il problema non è tanto il capitale, ma la fiducia. I periodi di detenzione degli asset si sono allungati a sei-sette anni rispetto ai tre-quattro del passato, e la quota di distribuzioni sul NAV rimane ai minimi storici, con un numero crescente di società intrappolate nei portafogli. Per generare un rendimento di 2,5 volte l'investito, le aziende devono oggi crescere in utili di circa il 12% annuo nel periodo di holding, contro il 5% storicamente richiesto.

In generale, gli asset di qualità continuano a trovare compratori, ma quelli più datati con questioni aperte riguardo le prestazioni future e le valutazioni elevate continuano a rappresentare una sfida.

Fonte: Bloomberg

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