USA-Iran: accordo in stallo
Il fine settimana non ha portato la firma attesa dell’accordo tra USA e Iran e rimangono aperte le medesime questioni irrisolte. Stando a quanto riportano sia Bloomberg che Tasnim, le due parti si sono scambiate messaggi con proposte di modifica al testo, senza un quadro chiaro di avanzamento.
La televisione di Stato iraniana ha descritto sabato l'esistenza di una bozza che attribuirebbe a Teheran "l'autorità esclusiva di determinare la natura delle navi in transito" nello Stretto, un punto che Washington non ha mai accettato. La stessa bozza prevederebbe lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati entro 60 giorni da inviare direttamente alle banche di Teheran senza restrizioni.
Tasnim ha tuttavia precisato che il testo non è finalizzato, che è cambiato più volte negli ultimi giorni e che le segnalazioni dei media occidentali sul contenuto della bozza sarebbero "inaccurate". Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha detto che "tutto ciò che viene detto in questo momento è speculazione e non va preso in considerazione".
Scott Bessent ha sostenuto su Fox News che per la prima volta in 47 anni l'Iran è disponibile a discutere la rinuncia all'arma nucleare, definendola una novità storica ascrivibile a Trump. La lettura resta però politicamente sensibile, anche perché Teheran ha più volte sostenuto di non perseguire un’arma nucleare
Sul campo di battaglia le tensioni non si allentano. Un missile balistico iraniano ha colpito una base aerea in Kuwait. Il Paese ha comunicato di stare intercettando missili e droni ostili.
Il fronte libanese si è riaperto con violenza: Israele ha condotto la sua più ampia incursione terrestre in Libano negli ultimi 25 anni.
In risposta alla pressione dei prezzi energetici, l'Unione Europea starebbe valutando di congelare temporaneamente il price cap sul petrolio russo, attualmente fissato a 44,10 dollari al barile, per impedire a Mosca di beneficiare dei prezzi elevati generati dalla guerra. La revisione di luglio porterebbe automaticamente il tetto ad almeno 65 dollari, superiore alla soglia originale del G7 di 60 dollari. Tra le opzioni al vaglio ci sono la sospensione degli aumenti automatici fino a fine anno e il mantenimento del cap al livello attuale.
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