Mercati al test dell'inflazione USA

L'escalation tra Washington e Teheran torna al centro dopo che le forze USA hanno condotto nella notte tra lunedì e martedì raid sulle difese aeree iraniane, colpendo postazioni radar e stazioni di controllo a terra nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. L'operazione, descritta da CENTCOM come una "risposta proporzionata ai recenti attacchi contro le forze statunitensi e le navi commerciali internazionali in transito nelle acque regionali", è scattata dopo che Trump ha attribuito a Teheran l'abbattimento di un elicottero militare americano Apache.

L'Iran ha risposto colpendo 21 obiettivi aerei e navali statunitensi nella regione, stando a quanto riporta la televisione statale IRIB. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il Paese non lascerà nessun attacco o minaccia senza risposta.

Il tutto si consuma a 48 ore dalla tregua siglata lunedì tra Israele e Iran dopo l'ultima ondata di scambi di missili, confermando la fragilità strutturale del cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile. Intanto, stando ai rumors, prosegue la mediazione guidata dal Pakistan.

I mercati guardano però anche al dato sull'inflazione USA atteso oggi, che rischia di irrigidire ulteriormente le aspettative sul costo del denaro. Bloomberg Economics stima un'accelerazione dell'indice dei prezzi al consumo al 4,2% su base annua dal 3,8% di aprile, con il dato core atteso in rialzo a 2,9% dal 2,8%.

Sul fronte dei tassi, il mercato dei derivati sul SOFR evidenzia che i fondi hedge hanno portato la posizione netta corta sui future ai massimi storici già prima dei NFP di venerdì, e nelle sedute successive sono arrivate ondate di acquisti di opzioni put che scommettono su almeno un rialzo dei tassi entro fine anno, con qualche posizione che anticipa una mossa già a settembre.

L'IPO di SpaceX continua ad attrarre attenzione per le implicazioni sistemiche che potrà avere sui mercati passivi. Stando a quanto riporta Reuters, la domanda complessiva ha superato i 250 miliardi di dollari. Un'analisi di Intropic stima che il 30% del flottante libero del gruppo sarà nelle mani di fondi passivi dopo soli 15 giorni di negoziazione, rispetto al 4% che si sarebbe registrato con le vecchie regole di inclusione più lente.

Nasdaq, FTSE Russell e MSCI hanno infatti tutti accelerato la procedura di ingresso nei propri indici. Il rischio segnalato da Marco Sammon, professore di Harvard che studia l'impatto degli investimenti passivi, è quello di un "loop riflessivo": gli arbitraggisti accumulano azioni in anticipo per rivenderle ai fondi passivi al momento dell'inclusione, gonfiando temporaneamente il prezzo al quale i fondi indicizzati saranno poi costretti ad acquistare.

Con meno tempo per costruire le scorte, l'impatto sul prezzo diventa più pronunciato e il suo successivo ritracciamento più brusco.

Sul fronte corporate, Super Micro ha annunciato un'operazione di raccolta capitale da 7 miliardi di dollari, composta da 5 miliardi in offerte azionarie sottoscritte e 2 miliardi tramite un programma ATM. La società ha citato un portafoglio ordini da 39 miliardi come motivazione per coprire i costi dei componenti, ma il titolo ha perso circa il 9% dopo la chiusura. Pesano anche le ricadute dell'incriminazione del co-fondatore Yih-Shyan Liaw, accusato a marzo di aver dirottato illegalmente server dotati di chip Nvidia verso la Cina in violazione dei controlli all'esportazione.

Restando in tema societario, i colloqui di SoftBank con potenziali creditori per raccogliere almeno 6 miliardi tramite un prestito garantito dalla quota in OpenAI si sono arenati, stando a fonti informate.

Condividi su

Informazioni sull'autore

Ti è piaciuto l'articolo?

Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!

Iscriviti alla newsletter

Articolo completo su FreeFinance Pro

L'articolo completo è disponibile su FreeFinance Pro, che richiede la registrazione gratuita. Proseguendo, verrai reindirizzato alla pagina dell'articolo sulla piattaforma FreeFinance Pro.

Cerca nelle News