Hormuz resta sotto pressione, l’AI spinge i mercati asiatici

Le trattative tra Stati Uniti e Iran per un accordo di pace permanente proseguono nonostante 2 giorni di scontri che hanno messo a rischio la già fragile tregua in vigore da giugno. Washington resta impegnata a trovare una soluzione diplomatica con Teheran, definendo i colloqui in corso come tecnici e puntando a un'intesa permanente entro circa la metà di agosto, anche se quella tempistica potrebbe slittare.

Qatar e Pakistan restano i principali mediatori del negoziato, che riguarda soprattutto il programma nucleare della Repubblica islamica, con gli Stati Uniti che chiedono una moratoria pluriennale sull'arricchimento dell'uranio e la rinuncia alle scorte già accumulate vicine al livello utilizzabile per un ordigno. Trump ha lasciato intendere che la tregua fosse ormai finita, pur precisando che non avrebbe impedito la prosecuzione dei negoziati.

I colloqui hanno rallentato questa settimana per i giorni di lutto osservati in Iran in seguito alla morte del Leader Supremo Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo nel primo giorno del conflitto e sepolto giovedì a Mashhad. Il figlio e successore, Mojtaba, non si è mostrato in pubblico né ha diffuso video da quando ha assunto il nuovo ruolo, alimentando dubbi sul suo stato di salute e sul suo coinvolgimento nei negoziati.

Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è calato nel corso della settimana. La decisione del Tesoro USA di revocare l'esenzione che consentiva la vendita di greggio iraniano sui mercati globali ha rappresentato la sfida più seria all'intesa provvisoria siglata il mese scorso, che prevedeva la riapertura dello Stretto.

Washington sostiene che Teheran stia attaccando le navi in transito, mentre l'Iran accusa gli Stati Uniti di interferire con il controllo della via marittima. L'Iran insiste perché le imbarcazioni chiedano la sua autorizzazione al passaggio e prevede l'istituzione di un sistema di gestione permanente che potrebbe includere il pagamento di pedaggi, un'ipotesi che Washington e gli altri Paesi giudicano inaccettabile, ribadendo il diritto al libero transito.

Sui mercati asiatici gli indici azionari sono saliti sull'onda dell'ottimismo per la domanda legata all'intelligenza artificiale. Sul fronte valutario, lo yen e i titoli di Stato giapponesi sono saliti dopo che il Ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha invitato i fondi pensione del Paese ad aumentare gli investimenti in attività nazionali.

Nel corso della consueta conferenza stampa, Katayama ha indicato tra le priorità del governo quella di incoraggiare famiglie e fondi pensione, incluso il GPIF, ad aumentare l’esposizione verso le attività finanziarie domestiche. Il fondo, tra i più grandi al mondo, gestisce circa 1.810 miliardi di dollari. Le dichiarazioni, arrivate in risposta a una domanda sui piani di investimento del governo, hanno colto di sorpresa gli operatori, spingendo la valuta nipponica al rialzo e i rendimenti al ribasso in una settimana già segnata da forti pressioni su entrambi gli asset.

Va notato che il GPIF è sottoposto alla supervisione del Ministero del Lavoro e non del Ministero delle Finanze, per cui un'eventuale revisione della strategia di investimento richiederebbe un processo consolidato e tempi lunghi.

Il Giappone è il maggiore detentore estero di Treasury USA, con uno stock di 1.200 miliardi di dollari, e ha quasi 5.000 miliardi di dollari di capitale complessivamente investito all'estero.

Le parole di Katayama arrivano dopo che il mese scorso la Premier Sanae Takaichi ha presentato un piano da 370.000 miliardi di yen di investimenti nell'economia nell'arco di 14 anni, di cui oltre un quarto destinato a intelligenza artificiale e semiconduttori.

Sul fronte corporate, SK Hynix ha raccolto 26,5 miliardi di dollari attraverso il collocamento di ADR sul mercato USA, il più grande debutto azionario di sempre per una società straniera negli Stati Uniti. Il produttore sudcoreano di memorie ha venduto 177,9 milioni di ADR a 149 dollari l’una, ciascuna pari a un decimo di un’azione ordinaria quotata a Seul, superando il debutto di Alibaba e diventando la terza maggiore quotazione di sempre.

L’offerta, prezzata con un premio di circa il 3% rispetto alla chiusura di giovedì a Seul, è stata coperta oltre 7 volte, con una domanda complessiva vicina ai 200 miliardi di dollari. Il collocamento si inserisce nello stesso filone di ottimismo sulla domanda legata all’intelligenza artificiale che ha sostenuto gli indici asiatici in giornata, dopo l’IPO record di SpaceX a giugno e in vista della raccolta da 85 miliardi di dollari prevista da Alphabet per finanziare i propri piani sull’AI.

SK Hynix, che nel 4° trimestre del 2025 deteneva il 57% del mercato globale delle memorie ad alta banda secondo Counterpoint Research, avvierà oggi le negoziazioni condizionate delle ADR al Nasdaq.

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