IA: Amodei chiede prudenza, Borse in calo

Le azioni asiatiche sono scese, appesantite dai produttori di chip dopo che l'AD di Anthropic Dario Amodei ha chiesto un rallentamento nello sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale, una posizione sostenuta da Elon Musk e Sam Altman.

Amodei ha scritto che occorre rallentare il ritmo con cui vengono migliorate le capacità dei modelli, precisando che il progresso continuerà comunque ad apparire rapido e che il tempo guadagnato va impiegato con saggezza.

Ha chiarito che per lui rallentare non significa fermare l'addestramento dei modelli o il progresso tecnico, ma garantire che le aziende si prendano il tempo necessario per allineare e mettere in sicurezza i propri sistemi, con valutatori esterni a confermarlo.

Anthropic si impegnerà a dare pieno accesso a queste entità esterne indipendenti perché verifichino le pratiche di sicurezza e segnalino gli incidenti.

Alla base della nuova cautela ci sono 2 fattori. Il primo è la capacità dell'intelligenza artificiale di migliorare se stessa. Il secondo è l'episodio di luglio in cui uno sciame di agenti di OpenAI ha violato senza essere individuato il sito di Hugging Face. Nessuna delle intrusioni realizzate da sistemi autonomi ha finora provocato danni rilevanti, ma secondo Amodei il rischio è che entro 6-12 mesi un gruppo analogo possa arrivare a impadronirsi dell'intera rete con una botnet persistente, con danni potenziali nell'ordine delle centinaia di miliardi di dollari.

Il sostegno è arrivato rapidamente. Altman si è impegnato ad adottare la proposta di valutatori indipendenti con accesso equivalente a quello dei dipendenti, mentre Musk, alla guida di xAI, ha giudicato Amodei nel giusto e ha ritenuto utile una revisione fra i principali sviluppatori.

Un rallentamento coordinato ha pochi precedenti in un settore storicamente competitivo, e non è chiaro fino a che punto le aziende leader vorranno spingersi con nuovi limiti o controlli.

Sul fronte politico la spinta alla prudenza incontrerà resistenze. Trump ha ridimensionato domenica l'ipotesi di nuove tutele, ribadendo che gli Stati Uniti sono in vantaggio sulla Cina e di voler mantenere questa posizione, perché ritiene cruciale vincere la partita sull’IA.

Ha aggiunto che le protezioni si possono introdurre, ma che a suo avviso molte forze negative stanno sollevando la questione senza motivo.

Una strategia coordinata consentirebbe ai leader statunitensi del settore dell’IA di completare il lavoro sulla sicurezza senza sacrificare il vantaggio competitivo, ma richiederebbe alcune esenzioni antitrust e una cooperazione con la Cina. Se gli Stati Uniti limitassero fortemente le proprie capacità confidando in un comportamento analogo di Pechino, un’eventuale defezione cinese potrebbe tradursi nel dominio geopolitico della Cina.

Intanto, Sam Altman ha dichiarato a Fortune che questo non sarebbe un buon momento per sbarcare in Borsa. Pertanto, la quotazione di OpenAI non avverrà prima del 2027. Dall’altro lato, secondo le indiscrezioni Anthropic avrebbe invece scelto il Nasdaq per il proprio collocamento, con un'operazione che potrebbe arrivare già a ottobre e puntare a raccogliere quanto SpaceX o più.

Sul fronte energetico il petrolio è salito dopo che l'Arabia Saudita ha fermato l'oleodotto East-West, alternativa chiave allo Stretto di Hormuz per le proprie esportazioni, colpito giovedì da una serie di attacchi. Il dicastero dell'Energia ha spiegato che la sospensione è una misura precauzionale, con diversi feriti e squadre di emergenza al lavoro per mettere in sicurezza la condotta e valutarne le condizioni.

Negli USA, diversi ammortizzatori che avevano attenuato l’impatto sulle forniture energetiche nelle prime fasi della guerra si stanno esaurendo: le scorte petrolifere statunitensi sono in forte calo e gran parte delle riserve di emergenza rilasciate dai governi è ormai arrivata sul mercato.

Sul piano diplomatico, l'Oman ha fatto sapere che l'incontro previsto tra Iran e Paesi del Golfo su un corridoio temporaneo per le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz è stato rinviato. Le forze Houthi hanno intanto continuato ad avanzare verso sud lungo la costa yemenita del Mar Rosso, in direzione dello stretto di Bab al-Mandeb, proseguendo con missili e droni contro l'Arabia Saudita e costringendo il Paese a sospendere le attività in alcuni siti energetici.

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