Petrolio e rendimenti frenano il rally dei mercati
Il secondo giorno del vertice di Pechino tra Trump e Xi Jinping si è chiuso su toni costruttivi sul piano commerciale: i due Paesi hanno dichiarato di aver raggiunto un'intesa per stabilizzare le relazioni economiche, stando a quanto riferisce l'agenzia ufficiale Xinhua. Sul dossier Iran e Stretto di Hormuz i progressi sono stati invece minimi. Lo stesso Trump ha alimentato incertezza con dichiarazioni contraddittorie, affermando prima che gli Stati Uniti non hanno bisogno della riapertura del passaggio, salvo poi dire a margine del summit di volerlo aperto.
Lo Stretto resta di fatto bloccato da febbraio e il quadro dell'offerta rimane critico, con circa un miliardo di barili sottratti all'offerta mondiale. L’IEA ha avvertito che il mercato resterà in condizioni di grave sotto-fornitura fino a ottobre anche qualora le ostilità cessassero il mese prossimo. L'Iran ha nel frattempo comunicato di aver autorizzato il transito delle navi cinesi a seguito di colloqui diplomatici con Pechino.
In questo contesto il petrolio si avvia a chiudere la settimana in forte rialzo, con il Brent intorno a 108 dollari al barile e il WTI sopra i 103 dollari. I prezzi dell’energia continuano ad alimentare le pressioni inflazionistiche, innescando vendite generalizzate su azionario e obbligazionario. I rendimenti dei Treasury a 2 anni hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 14 mesi, al 4,06%, mentre il decennale saliva a 4,53%. In Giappone il titolo governativo a 20 anni ha toccato il 3,61%, massimo dal 1996.
I mercati hanno ormai interamente scartato l'ipotesi di tagli al costo del denaro da parte della Fed nel 2026 e cominciano ad attribuire probabilità concrete a un rialzo entro fine anno.
Per quanto concerne il Regno Unito, la sterlina è scesa per la quinta seduta consecutiva, avviandosi verso la peggior settimana da novembre 2024. Andy Burnham, sindaco di Manchester e figura con il più alto indice di gradimento nel partito laburista, ha annunciato la candidatura a un seggio parlamentare, aprendo la strada a una sfida alla leadership del Primo Ministro Keir Starmer.
Gli investitori temono che un cambio di guida possa tradursi in un allentamento delle regole fiscali: Burnham ha proposto di dimezzare l'aliquota base dell'imposta sul reddito e di aumentare il debito per finanziare la difesa. I gilt a 30 anni rendono già quasi il 5,7%, ben al di sopra dei titoli di pari scadenza degli altri principali Paesi sviluppati.
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