Semiconduttori in caduta: CoreWeave riaccende i timori sull’IA
In breve
- Le vendite sui semiconduttori trascinano al ribasso le Borse globali. Il Kospi arriva a perdere l’8%, con Samsung e SK Hynix in calo di oltre il 9%. Salgono Treasury e oro, mentre i futures su Euro Stoxx 50 e Nasdaq 100 arretrano di circa l’1%.
- CoreWeave alimenta i timori sulla sostenibilità dei finanziamenti all’IA. Le obbligazioni in scadenza nel 2032 scambiano sotto 78 centesimi per dollaro e i rendimenti del debito arrivano intorno al 15%. La società difende la propria solidità finanziaria.
- Goolsbee giudica preoccupante il dato sull’inflazione USA, con il CPI core salito dello 0,3% a settembre. Il Presidente della Fed di Chicago teme che gli investimenti nell’IA possano surriscaldare l’economia.
- TSMC supera le attese con risultati e prospettive, prevedendo ricavi fino a 54,3 miliardi di dollari nel quarto trimestre. Secondo Bloomberg, Anthropic avrebbe comunicato ricavi trimestrali di 16,8 miliardi e il raggiungimento della redditività su base rettificata.
Il timore che tassi più elevati e difficoltà di finanziamento frenino gli investimenti nell’intelligenza artificiale ha intensificato le vendite sui mercati azionari. La pressione si concentra sui semiconduttori, con il Kospi arrivato a perdere l’8% e Samsung Electronics e SK Hynix in calo di oltre il 9% ciascuna.
Il Nikkei 225 è sceso di oltre il 4% e il Taiex di Taiwan di oltre il 3%. I futures su Euro Stoxx 50 e Nasdaq 100 hanno ceduto circa l’1%, mentre Treasury e oro hanno guadagnato terreno.
La Borsa coreana ha sospeso gli scambi per 20 minuti durante l’accelerazione delle vendite. Il Kospi ha perso circa il 20% dal massimo di settembre, avvicinandosi alla soglia del mercato ribassista.
Al centro dei timori sul credito resta CoreWeave, che finanzia con un ampio ricorso al debito l’espansione della capacità di calcolo offerta agli sviluppatori di IA. Mercoledì il titolo è arrivato a perdere il 17% e le obbligazioni in scadenza nel 2032, collocate alla pari appena 4 mesi fa, sono scese sotto 78 centesimi per dollaro. I rendimenti del debito hanno raggiunto circa il 15%, mentre i CDS incorporano una probabilità implicita di insolvenza superiore al 50% nei prossimi 5 anni.
La società contesta però la lettura negativa del mercato. L’AD Michael Intrator ha sostenuto che la posizione finanziaria è adeguata agli impegni. Il gruppo ha inoltre dichiarato che il portafoglio di contratti già sottoscritti sostiene integralmente il rimborso del debito garantito e delle obbligazioni non garantite della capogruppo, senza richiedere rinnovi dei contratti con i clienti o nuove locazioni delle attività date in garanzia.
A rafforzare le preoccupazioni sul costo del capitale è arrivato il dato sull’inflazione USA, che a settembre ha registrato l’aumento mensile più rapido da 5 mesi, con la componente core in rialzo dello 0,3%.
Il Presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee ha giudicato il rapporto scoraggiante, osservando che la persistenza dell’inflazione nei servizi segnala pressioni che si estendono oltre le categorie colpite dai dazi o dalla guerra con l’Iran.
Goolsbee ritiene ancora prematuro stabilire se i tassi siano sufficientemente elevati per riportare l’inflazione al 2% e si è detto più preoccupato del possibile surriscaldamento legato ai data center e agli investimenti nell’IA. Secondo l’esponente della Fed, un eccesso di domanda rischia di generare pressioni persistenti e difficili da correggere.
I risultati di TSMC offrono però un segnale di tenuta della domanda, pur in un mercato concentrato sui rendimenti degli investimenti e sulla sostenibilità dei finanziamenti. Il gruppo ha previsto ricavi fino a 54,3 miliardi di dollari nel 4° trimestre, sopra le attese degli analisti, un’indicazione che dovrebbe tradursi in una crescita del fatturato 2026 di circa il 44%. Nel 3° trimestre l’utile è aumentato del 69%, oltre le stime, mentre i ricavi erano già risultati in crescita del 51%.
TSMC prevede investimenti fino a 64 miliardi di dollari quest’anno e sta lavorando alla costruzione e all’allestimento di circa 20 fabbriche tra Taiwan e l’estero.
Intanto, secondo Bloomberg, Anthropic avrebbe comunicato ai potenziali investitori ricavi di 16,8 miliardi di dollari nel 3° trimestre e il raggiungimento della redditività su base adjusted. La società genererebbe Free Cash Flow positivi, con un margine lordo rettificato dell’85% e un margine operativo rettificato superiore all’11%.
La promozione formale dell’IPO di Anthropic potrebbe iniziare già nella settimana del 9 novembre, con un debutto atteso entro fine anno. Prima dell’incontro con la società, alcuni investitori indicavano una valutazione ritenuta equa tra 1.800 e 2.000 miliardi di dollari, ma i dettagli dell’operazione restano in discussione. Il progetto procede mentre altri collocamenti vengono rinviati: AirTrunk ha posticipato al prossimo anno l’IPO di un veicolo immobiliare a Singapore, pochi giorni dopo il mancato decollo della quotazione australiana di Firmus.
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