Treasury al 5,03%, Trump e Huang ridimensionano i rischi dell’IA
Il rendimento del Treasury a 10 anni è balzato al 5,03%, il livello più alto da quasi 20 anni, spinto dal rincaro dell'energia, dall'aumento del debito e dall'inflazione.
Durante un panel all'All-In Summit di Los Angeles, l'AD di Nvidia Jensen Huang ha ricevuto sul palco una telefonata in diretta da Trump, che ha liquidato come una bufala i pericoli legati all'intelligenza artificiale. Trump ha criticato la spinta a rallentare il ritmo di sviluppo, che a suo giudizio fa il gioco di chi non vuole che questa tecnologia si affermi. Ha aggiunto che dietro quelle pressioni potrebbero esserci ambienti politici oppure la Cina.
Huang si è detto d'accordo con il Presidente, affermando che ha colto la sostanza di una questione complessa.
Pur ridimensionando i rischi, ha elogiato il ricercatore di Anthropic dimessosi proprio per quei timori, definendo coraggiosa la scelta di Jacob Coxon di esprimere le proprie preoccupazioni. Ha aggiunto che le organizzazioni devono prendere sul serio chi segnala criticità dall’interno. Secondo Huang, tuttavia, il clima di allarme ha creato una falsa alternativa tra rapidità dell'innovazione e sicurezza dei sistemi.
Dal fronte delle Banche centrali arriva un avvertimento sulle valutazioni. Il vicepresidente della BCE Boris Vujcic ha dichiarato che le quotazioni elevate trainate soprattutto dall'intelligenza artificiale espongono l'azionario al rischio di una correzione.
L’esponente del board dell’Eurotower ha osservato che i P/E e P/E forward sono su livelli che non si vedevano da molto tempo. Ha avvertito che l'esposizione è ampia e in aumento, e che proprio la dimensione degli investimenti convogliati sul tema crea un rischio concreto di riprezzamento dei mercati azionari.
Le sue parole si aggiungono a un coro crescente di banchieri centrali, autorità di vigilanza e investitori secondo cui le principali società dell'intelligenza artificiale potrebbero essere sopravvalutate, con il rischio che un calo improvviso di quei valori si propaghi all'intero mercato globale.
Nelle sue dichiarazioni Vujcic ha indicato altri 2 fattori di rischio per il sistema finanziario. Il primo è la geopolitica, che può cambiare rapidamente prezzi e atteggiamento dei mercati. Il secondo è la politica fiscale, con alcuni Paesi che presentano posizioni insostenibili nel lungo periodo. Ha ricordato che l'esperienza passata insegna che ciò che è insostenibile prima o poi si rivela tale, ed è meglio affrontare questi problemi prima piuttosto che dopo.
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