USA e Iran restano lontani, Anthropic corre verso l’IPO
Uno dei giorni più duri da mesi di scontri in Libano complica ulteriormente i negoziati già in stallo tra USA e Iran, con la tregua tra questi ultimi in scadenza proprio oggi. Le forze armate israeliane hanno riferito di aver ucciso Abu Hassan Alaa, comandante di alto rango di Hezbollah.
Il Presidente Trump ha detto a Fox News che gli Stati Uniti intendono colpire duramente l'economia iraniana e che non gli interessa se il conflitto si concluda prima delle elezioni di metà mandato di novembre, il cui esito dipenderà in buona parte dalla percezione degli elettori sullo stato dell'economia.
Resta poco chiaro quali misure aggiuntive Washington possa adottare senza ricorrere a sanzioni secondarie, dato che la Cina acquista oltre il 90% del petrolio iraniano e colpire Pechino rischierebbe di innescare ritorsioni con conseguenze sull'economia statunitense e sui prezzi energetici globali.
Per Chris Kennedy di Bloomberg Economics, a meno che il Presidente non decida di dare priorità assoluta alla minaccia iraniana rispetto a ogni altro fronte (Cina in primis) è improbabile che le nuove misure cambino in modo sostanziale i calcoli di Teheran.
Intanto, Iran e Oman sarebbero vicini a definire una mappa condivisa per regolare il traffico nello Stretto, ma Washington resta fuori da questi colloqui e difficilmente accetterebbe termini che non ripristinino il libero passaggio nella rotta.
Nonostante gli attacchi, ingenti volumi di greggio continuano a essere trasferiti clandestinamente fuori dal Golfo Persico, contribuendo a contenere i prezzi e a scongiurare per ora un'impennata inflazionistica legata all'energia.
Questo commercio sommerso, unito a percorsi alternativi via oleodotto, rilasci di scorte e cali della domanda globale, ha finora limitato l'impatto economico del conflitto, con il Brent che per gran parte di agosto ha oscillato tra 80 e 90 dollari al barile, lontano dagli scenari fino a 150 dollari temuti all'inizio della guerra.
Sul fronte corporate, Anthropic ha comunicato ai potenziali investitori un fatturato del secondo trimestre in crescita di almeno 14 volte su base annua, a oltre 11,5 miliardi di dollari, contro 787 milioni di un anno prima e 4,73 miliardi nel 1° trimestre, con un reddito operativo adjusted tornato positivo nel periodo, secondo documenti visionati da Bloomberg. Le cifre sono preliminari e potrebbero essere riviste.
Il fatturato annualizzato di Anthropic ha superato i 47 miliardi di dollari a maggio, contro gli oltre 40 miliardi di OpenAI, anche se le due metriche potrebbero non essere calcolate con lo stesso criterio. Una quotazione in autunno vedrebbe Anthropic arrivare in Borsa prima di OpenAI e della cinese DeepSeek, che sta preparando un’IPO e potrebbe depositare la relativa documentazione già quest’anno.
La corsa all’IA sta sostenendo il mercato delle IPO, che nel 2026 ha raccolto finora 256,4 miliardi di dollari, al netto delle SPAC e degli altri veicoli finanziari: il massimo dal 2021.
Infine Alibaba ha raggiunto un accordo per cedere al fondo asiatico Trustar Capital la propria divisione gaming, Lingxi Games, in un’operazione che, secondo Bloomberg, potrebbe valutare Lingxi Games oltre 1,5 miliardi di dollari e che rientra nella strategia di virata del gruppo verso l'intelligenza artificiale sotto la guida dell'AD Eddie Wu. Il gruppo cinese ha lanciato questo mese il proprio modello di IA più grande di sempre, con prestazioni che rivendica in linea con quelle di Anthropic.
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