Petrolio in calo dopo la bozza USA-Iran: oggi focus sulla Fed

A 48 ore dalla firma prevista in Svizzera, sono usciti i dettagli della bozza finale in 14 punti del memorandum d'intesa tra USA e Iran, che chiarisce per la prima volta la portata dei benefici economici destinati a Teheran.

La questione più immediata riguarda il petrolio: il Dipartimento del Tesoro USA emetterà, al momento della firma, deroghe per le esportazioni di greggio iraniano, di prodotti petrolchimici e dei relativi servizi, inclusi quelli bancari, assicurativi e di trasporto.

Le vendite dovrebbero però riguardare soltanto il greggio già caricato sulle navi, non un'autorizzazione generalizzata alla ripresa delle esportazioni. Il testo impegna inoltre USA e partner regionali a creare un piano per la riabilitazione economica dell'Iran con finanziamenti per almeno 300 miliardi di dollari, e prevede che i fondi congelati di Teheran siano svincolati e resi pienamente disponibili, senza tuttavia fissare scadenze.

Trump ha in precedenza negato che gli USA pagheranno riparazioni di guerra: la bozza chiarisce che i 300 miliardi includeranno anche contributi dei partner regionali. I nodi sul nucleare vengono rimandati al negoziato dei successivi 60 giorni: il testo si limita ad affermare che l'Iran "non produrrà mai armi nucleari" e che il destino del materiale arricchito sarà adeguatamente affrontato nell'accordo finale, mantenendo nel frattempo lo status quo sul programma atomico.

I mercati continuano a digerire la prospettiva della riapertura dello Stretto. Il Brent tratta sotto gli 80 dollari al barile dopo un calo del 15% nelle ultime quattro sedute, la serie ribassista più lunga dell'anno, mentre i Treasury a 10 anni si attestano vicino ai minimi a un mese, con il rendimento a 4,44%.

Il focus di oggi va però sulla decisione sui tassi della Fed. La decisione attesa è di un costo del denaro fermo, ma l'attenzione degli operatori è tutta rivolta alle proiezioni aggiornate e alla conferenza stampa. Bloomberg Economics ritiene che Warsh non parteciperà al dot plot, rompendo con la prassi dei predecessori.

Gli economisti intervistati da Bloomberg si attendono che le proiezioni mostrino inflazione significativamente più alta e un rinvio delle aspettative di taglio al 2027, dopo che il precedente FOMC indicava un solo taglio nel 2026 e uno nel 2027. Diversi componenti del board hanno già delineato scenari che potrebbero giustificare una stretta sul costo del denaro, e si attendono la rimozione dal comunicato dell’orientamento accomodante.

Sul fronte delle banche centrali asiatiche, il governatore della PBOC Pan Gongsheng ha indicato che l’istituto migliorerà la gestione dei tassi a breve con un focus sul tasso overnight, avvicinandosi alla prassi delle omologhe globali.

In tema di dati economici, nel Regno Unito l'inflazione si è fermata al 2,8% a maggio, confermando la lettura di aprile e risultando inferiore alle attese del 3%, sebbene il dato sui servizi sia salito al 3,7% dal 3,2% del mese precedente.

SpaceX ha segnato il terzo rialzo consecutivo dalla quotazione. Il titolo ha chiuso in progresso del 4,8%, portando il guadagno complessivo dal prezzo di collocamento a 135 dollari a circa il 49%, con una capitalizzazione salita a 2.650 miliardi di dollari, circa 8 miliardi sopra quella di Amazon. Nel corso della seduta il gruppo di Elon Musk ha brevemente superato anche Microsoft, diventando la quarta società per valore al mondo prima di ritracciare.

Nel frattempo, Yum! Brands ha annunciato la vendita della divisione Pizza Hut per 2,7 miliardi di dollari per concentrarsi sui marchi KFC e Taco Bell, mentre Robinhood ha annunciato un taglio del 10% della forza lavoro, pari a circa 300 posizioni.

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