Treasury e bond globali sotto pressione: rendimenti in rialzo
I rendimenti dei bond governativi continuano a salire in tutto il mondo, con i Treasury USA a 30 anni arrivati al livello più alto dalla metà del 2007. Gli yield sui titoli lunghi francesi hanno toccato i massimi dal 2008, quelli tedeschi sono sui valori del 2011, i gilt britannici si avvicinano al 6% e i titoli giapponesi di pari scadenza sfiorano i massimi storici.
I fattori che spingono al rialzo i rendimenti comprendono la crescente frammentazione politica, il rischio di shock dell’offerta e pressioni inflazionistiche persistenti, i dubbi sulla capacità dei Governi di contenere la spesa pubblica e il calo strutturale della domanda degli acquirenti tradizionali di lungo termine.
Molti ministri delle Finanze stanno spostando l'emissione del debito verso scadenze più brevi, dove i rendimenti restano più contenuti, pur con margini di manovra limitati in un contesto in cui non è più possibile bloccare per decenni costi di finanziamento ai minimi storici.
A spingere al rialzo i rendimenti a lungo termine è anche la concorrenza delle emissioni societarie: un ritmo record di collocamenti obbligazionari ha aumentato l’offerta di duration sui mercati USA con le società tecnologiche che, per finanziare gli investimenti in intelligenza artificiale, cercano scadenze sempre più lunghe e si rivolgono sempre più spesso ai mercati esteri.
Sul lato della domanda, la base degli investitori sta mutando: i fondi pensione si allontanano dai sistemi a prestazione definita e le normative li spingono verso l'azionario, lasciando ai Governi una platea di acquirenti sempre più composta da investitori privati sensibili al rendimento piuttosto che enti pubblici guidati da obiettivi di policy.
Nonostante un deficit annuale USA vicino ai 2.000 miliardi di dollari, gli strategist di Yardeni Research non vedono ancora motivo di allarme sul mercato obbligazionario americano.
Sul fronte della domanda estera, le detenzioni straniere di Treasury sono scese a giugno, guidate dai cali di Giappone e Cina: il totale è calato di 72,1 miliardi di dollari rispetto a maggio, a 9.300 miliardi di dollari, terzo calo negli ultimi 4 mesi dal record di febbraio. Il dato riflette anche le variazioni di valutazione dei titoli e non corrisponde quindi interamente a vendite nette.
Il Giappone, che resta il maggiore holder estero, ha ridotto le proprie riserve di circa 26,4 miliardi a 1.120 miliardi di dollari. La Cina ha ridotto le proprie riserve di 25,9 miliardi a 633,4 miliardi di dollari.
Guardando alle tensioni in Medio Oriente, Trump ha detto di non essere interessato a prorogare l'intesa con Teheran. Le due parti restano distanti su diversi dossier, incluso lo Stretto di Hormuz, dove l'Oman sta negoziando con l'Iran le modalità di gestione del traffico senza il coinvolgimento di Washington.
Lato corporate, Stellantis ha richiamato quasi 1 milione di veicoli per un problema software che può impedire la visualizzazione delle immagini della telecamera di retromarcia sullo schermo di bordo: il provvedimento riguarda circa 850.000 veicoli Jeep, Chrysler, Dodge e Ram negli Stati Uniti degli anni modello 2026 e 2027, oltre a circa 107.000 unità in altri mercati.
La correzione avverrà tramite aggiornamento software da remoto e il gruppo ha detto di non essere a conoscenza di incidenti o infortuni legati al difetto. Il richiamo si aggiunge a una lunga serie di problemi alle telecamere di retromarcia, tra le funzioni più soggette a difetti nelle auto moderne.
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