Bond in sell-off e petrolio in rialzo: cresce la pressione sui mercati

La riapertura della settimana ha amplificato le vendite avviate venerdì: le tensioni sull'Iran hanno spinto il Brent sopra i 111 dollari al barile alimentando le attese di un'inflazione strutturalmente più alta.

Sul fronte obbligazionario la pressione era concentrata sulle scadenze lunghe. Il rendimento del titolo governativo a 30 anni USA ha superato il 5%, livello che stando all'analisi di Mark Cranfield di Bloomberg non sta attraendo compratori ma sta “risvegliando la mentalità dei vigilantes”.

In Giappone il decennale è balzato di dieci punti base ai livelli del 1996, mentre il trentennale ha guadagnato venti punti base attestandosi ai massimi dal debutto del 1999.

Il quadro geopolitico non offre segnali di distensione. Tehran ha definito l'approccio di Washington un tentativo di ottenere concessioni non raggiunte durante la guerra, portando la trattativa verso uno stallo, secondo quanto riferisce l'agenzia semi-ufficiale Mehr. Trump ha dichiarato che il tempo stringe per arrivare ad un deal. A complicare ulteriormente il quadro, un attacco con droni ha innescato un incendio a un generatore elettrico all'esterno del perimetro della centrale nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti.

Intanto, Ed Yardeni ha invitato la Fed a eliminare il proprio orientamento accomodante già alla riunione di giugno, avvertendo che un mancato adeguamento ai mercati obbligazionari potrebbe tradursi in una perdita di controllo sui tassi a lungo termine. Una posizione più restrittiva del nuovo presidente Warsh potrebbe paradossalmente servire gli interessi della Casa Bianca, ha scritto Yardeni: contenere i rendimenti a lungo termine farebbe scendere i tassi sui mutui e alleggerirebbe il costo del credito alle imprese.

Sul fronte commerciale, la Casa Bianca ha annunciato che la Cina si è impegnata ad acquistare almeno 17 miliardi di dollari di prodotti agricoli americani ogni anno fino al 2028 e che i due Paesi abbasseranno i dazi su alcune categorie di beni.

Nel Regno Unito, la crisi di leadership del Labour si è ulteriormente complicata: Wes Streeting ha dichiarato che parteciperà a qualsiasi sfida interna a Starmer e ha auspicato un ritorno del Paese nell'Unione Europea, un'apertura che rafforza le preoccupazioni degli investitori su una possibile svolta fiscale espansiva.

Gli hedge fund hanno incrementato le scommesse ribassiste sulla sterlina dopo che Andy Burnham ha aperto la strada a una candidatura.

Sul versante societario, SpaceX punta a quotarsi in Borsa il 12 giugno sul Nasdaq, con un obiettivo di raccolta che potrebbe superare gli 80 miliardi di dollari, stando a quanto riferisce il Wall Street Journal: si tratterebbe del maggiore collocamento azionario di tutti i tempi. BlackRock valuterebbe un investimento fino a 10 miliardi di dollari nell'operazione, secondo The Information e la società ha effettuato un frazionamento azionario 5:1 in preparazione alla quotazione.

Questa settimana il test cruciale per il sentiment sarà rappresentato dai risultati di Nvidia: con oltre l'80% delle società dell'S&P 500 che ha già battuto le stime, secondo i dati Bloomberg, qualsiasi delusione potrebbe pesare sull'intero comparto tecnologico e più in generale sull'umore del mercato.

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