Hormuz riapre al traffico, ma resta il rischio Libano

Il memorandum d'intesa USA-Iran è entrato in vigore e lo Stretto di Hormuz ha ripreso ad accettare traffico commerciale: il CENTCOM statunitense ha revocato ufficialmente il blocco alle navi dirette o provenienti dai porti iraniani.

La Casa Bianca ha confermato che il conto alla rovescia da 60 giorni per definire i termini dell'accordo permanente ha cominciato a scorrere. JD Vance ha nel frattempo rimandato il viaggio in Svizzera per i negoziati, ritardando l'incontro con il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

Il Vicepresidente USA ha smorzato i timori sull'eventualità che Teheran possa imporre pedaggi sul transito. La clausola del memorandum parla esplicitamente di traffico commerciale senza oneri "per i soli 60 giorni" del periodo negoziale, lasciando aperta la questione per la fase successiva.

La pressione al rialzo sull'energia arriva però dal fronte militare: le Forze di Difesa Israeliane dichiarano di aver condotto attacchi durante la notte e di continuare a colpire militanti e infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale.

Lato commerciale, è da segnalare la mossa USA sulla Germania in ambito farmaceutico. L'Ufficio del Rappresentante per il Commercio statunitense ha avviato un'indagine ai sensi della Section 301 nei confronti di Berlino per "pagamento persistentemente insufficiente dei prodotti farmaceutici innovativi", prendendo di mira la riforma sanitaria tedesca in fase di approvazione accelerata, che prevede tagli alla spesa e un irrigidimento dei rimborsi.

Il rappresentante Jamieson Greer ha definito la mossa "un serio passo indietro in un momento in cui i nostri partner commerciali devono cominciare a pagare la loro giusta quota per finanziare la ricerca e lo sviluppo farmaceutico innovativo." L'indagine, che può concludersi con dazi sulle merci tedesche, prevede un'udienza il 22 settembre con raccolta di commenti pubblici fino al 10 agosto. Greer ha lasciato aperta la porta alla risoluzione per via diplomatica, citando come precedente l'accordo USA-UK raggiunto a inizio anno.

Nel Regno Unito, Andy Burnham ha conquistato il seggio parlamentare di Makerfield con il 54,8% dei voti, aprendo la strada a una sfida diretta al premier laburista Keir Starmer. Il candidato di Reform UK si è fermato al 34,5%, con un'affluenza insolitamente alta per un'elezione suppletiva, attorno al 59%.

Nella base di Starmer il segnale è inequivocabile: quasi un quarto degli oltre 400 deputati laburisti aveva già chiesto le sue dimissioni dopo il crollo alle amministrative di maggio, e l'entourage di Burnham sarebbe pronto a chiedergli un calendario di uscita prima di avviare una formale sfida alla leadership.

SpaceX ha intanto ricevuto rating investment grade dai tre principali istituti di valutazione del credito e starebbe preparando la prima emissione obbligazionaria da almeno 20 miliardi di dollari. Gli analisti di Oppenheimer si aspettano un debito netto di oltre 400 miliardi entro il 2031, partendo dagli attuali 13 miliardi, mentre Goldman Sachs e Evercore ISI stimano una spesa complessiva superiore al trilione di dollari entro fine decennio, con il grosso concentrato su centri dati orbitali e infrastrutture per l'intelligenza artificiale.

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