Futures Nasdaq in recupero, credito IA e trimestrali al centro
In breve
- I futures USA recuperano dopo le vendite sui semiconduttori. Le trimestrali dei grandi gruppi tecnologici metteranno alla prova la fiducia negli investimenti nell’IA.
- I Treasury tornano a mostrare una funzione di rifugio. Il rendimento decennale si attesta al 5,06%, dopo una discesa di circa 17 punti base nella scorsa settimana, durante la quale il Nasdaq 100 ha perso il 5,5%.
- Le difficoltà di CoreWeave rendono più selettivo il credito alle infrastrutture per l’IA. Nella scorsa settimana il rendimento medio del debito high yield USA ha raggiunto l’8,41%, massimo da 18 mesi.
- La Cina cresce più delle attese nel terzo trimestre, con il PIL al +4,5% annuo contro il +4,4% previsto. Migliorano consumi e produzione industriale, ma gli investimenti restano deboli.
I futures USA recuperano dopo la correzione dei titoli tech, ma la sostenibilità finanziaria degli investimenti nell’intelligenza artificiale resta al centro dell’attenzione.
Le trimestrali di Tesla, Meta e IBM, attese mercoledì dopo quella di Netflix di domani, offriranno nuovi elementi sulla capacità della spesa tecnologica di generare ritorni adeguati.
Secondo lo strategist di Global X Marc Jocum, i risultati aiuteranno a capire se le vendite della scorsa settimana siano state una reazione eccessiva o un segnale di difficoltà più profonde.
L’Amministratore Delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha invece invitato a guardare oltre le oscillazioni di breve periodo e a concentrarsi sul valore della tecnologia nel lungo termine.
Sul reddito fisso, i Treasury mostrano primi segnali di recupero del loro ruolo di rifugio. Il rendimento del decennale è sceso di circa 17 punti base nella scorsa settimana e si attesta al 5,06% negli scambi asiatici di lunedì. Il movimento è stato sostenuto anche dalla chiusura di posizioni ribassiste, dopo che gli investitori avevano accumulato scommesse particolarmente aggressive contro i titoli di Stato.
Secondo lo strategist di Julius Baer Afonso Borges, un rallentamento guidato dall’IA potrebbe tradursi in uno shock negativo della domanda e favorire la disinflazione, restituendo ai Treasury una funzione di copertura. Inoltre, venerdì il rincaro del petrolio aveva fatto scendere contemporaneamente azioni e obbligazioni, mostrando quanto la protezione offerta dai titoli di Stato resti sensibile all’inflazione energetica.
Le tensioni più evidenti riguardano il credito alle società che finanziano l’espansione dei data center. I rendimenti delle obbligazioni high yield di CoreWeave hanno raggiunto il 15% nella scorsa settimana, mentre il mercato teme che il gruppo intenda aumentare ulteriormente l’indebitamento.
La società ha ribadito l’adeguatezza della propria posizione finanziaria agli obblighi di debito e Huang ne ha difeso la solidità. Per alcuni investitori, tuttavia, il problema è soprattutto la quantità di nuove emissioni che il mercato dovrà assorbire.
Mercoledì scorso il rendimento medio del debito high yield USA ha raggiunto l’8,41%, massimo da 18 mesi, con premi per il rischio ai livelli più ampi da marzo. Volta Infrastructure ha dovuto accettare un rendimento superiore all’11% inizialmente discusso per un prestito da 5 miliardi di dollari, mentre le nuove emissioni obbligazionarie high yield della settimana si sono limitate a 3 operazioni per complessivi 2 miliardi.
Secondo Goldman Sachs, quest’anno sono stati collocati sul mercato 106 miliardi di dollari di obbligazioni per finanziare progetti, spesso legati all’IA, contro 37 miliardi nell’intero 2025. Nel 2027 le emissioni globali di questo tipo potrebbero superare 300 miliardi.
Gli analisti ritengono che costi del capitale più elevati possano rallentare gli investimenti senza necessariamente interromperli, ma avvertono che alcune società potrebbero trovare i mercati temporaneamente chiusi. La selettività non equivale però a un blocco generalizzato: Tencent ha raccolto quasi 5,7 miliardi di dollari tramite obbligazioni in yuan e dollari, incontrando una domanda forte, e i grandi istituti bancari USA hanno collocato agevolmente debito dopo i risultati.
Sul fronte macro, il PIL cinese è cresciuto del 4,5% annuo nel terzo trimestre, dal 4,3% del secondo e sopra il consensus Bloomberg del 4,4%. L’espansione dei primi 9 mesi raggiunge così il 4,6%, all’interno dell’obiettivo governativo annuo del 4,5%-5%. A settembre la produzione industriale è aumentata del 5,5%, in linea con le attese, mentre le vendite al dettaglio sono salite dell’1,1%, dallo 0,4% di agosto. Il tasso di disoccupazione urbana è sceso al 5,2% dal 5,3%.
Il miglioramento potrebbe ridurre l’urgenza di nuovi stimoli, ma la ripresa resta disomogenea. Gli investimenti fissi sono diminuiti del 7,2% nei primi 9 mesi, con quelli immobiliari in calo del 20,6% e quelli infrastrutturali del 4,2%.
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