Mercati cauti tra tensioni in Libano e corsa AI
L'Iran ha sospeso lunedì lo scambio di documenti con Washington attraverso i mediatori, citando i combattimenti in corso in Libano e ribadendo che qualsiasi accordo deve includere la cessazione delle ostilità su quel fronte.
La notizia ha aggiunto volatilità a una giornata già segnata da versioni contrastanti tra Washington e Tel Aviv. Trump ha scritto su Truth Social di aver chiesto a Netanyahu di evitare "una grande incursione su Beirut", che Israele avrebbe accettato, e di aver parlato anche con rappresentanti di Hezbollah che avrebbero concordato un cessate il fuoco reciproco.
Netanyahu ha confermato la sospensione dei raid su Beirut a condizione che Hezbollah smetta di colpire, ma ha precisato che "l'IDF continuerà a operare come pianificato nel sud del Libano".
La presidenza libanese ha confermato che Hezbollah ha accettato la proposta statunitense, chiedendo di estendere la tregua all'intero territorio nelle trattative dei prossimi giorni. La preoccupazione più immediata sui mercati ha riguardato però un elemento nuovo: l'agenzia Tasnim ha riportato che Iran e i suoi alleati starebbero valutando anche la chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, l'alternativa al percorso del Golfo Persico per le navi che trasportano greggio e GNL verso i mercati globali.
Se confermata, la mossa porterebbe a zero le vie di fuga praticabili per le forniture del Golfo.
Sul fronte valutario, il ministro delle Finanze giapponese Katayama ha segnalato la disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi se necessario, con lo yen fermo intorno a 159,70 sul dollaro. La settimana si chiuderà venerdì con la pubblicazione del dato occupazionale USA di maggio, atteso come banco di prova per valutare la salute dell'economia statunitense e la traiettoria della politica monetaria sotto la guida di Warsh.
Lato corporate, Alphabet ha svelato piani per raccogliere 80 miliardi attraverso un pacchetto di operazioni sul capitale tra cui un accordo con Berkshire Hathaway, segnalando la dimensione degli impegni di spesa legati alla costruzione dell'infrastruttura AI.
Anthropic ha presentato lunedì la documentazione riservata per la propria IPO alla SEC, bruciando OpenAI sul tempo. L'analisi di Bloomberg Intelligence sintetizza la posta: il primo a quotarsi "imposta il tono" e chi arriva secondo "rischia di sembrare un inseguitore" nelle conversazioni con gli investitori istituzionali.
La lettura contrarian è che Anthropic abbia invece assorbito per prima il rischio di disclosure, lasciando a OpenAI l'opzione gratuita di osservare le reazioni del mercato prima di fissare il proprio prezzo.
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