Escalation USA-Iran e rialzo dei rendimenti pesano sui mercati
Gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro l'Iran dopo aver accusato Teheran di tentate aggressioni alle spedizioni commerciali e alle forze statunitensi, mettendo fine a settimane di relativa calma.
Si è trattato del secondo round di raid USA in circa 3 giorni. Nel giro di poche ore l'Iran ha reso noto di aver lanciato quella che ha definito un'operazione decisiva contro le basi statunitensi nella regione, sparando missili verso una base in Giordania e verso una struttura militare in Bahrein, mentre il Kuwait ha riferito di aver intercettato del fuoco in arrivo.
Trump ha ridimensionato le prospettive di un accordo, affermando di non voler forzare l'Iran a tornare al tavolo negoziale e di non curarsi se fosse firmata quella che ha definito un'intesa priva di valore per gli iraniani, ribadendo che l'economia del Paese sarebbe ormai sull'orlo del collasso.
Il Presidente USA ha detto che gli ultimi attacchi sono una rappresaglia per il tentativo iraniano di minare lo Stretto di Hormuz e per un precedente attacco a una base militare nella regione, minacciando ulteriori azioni in caso di risposta da Teheran.
Sui mercati, azioni, obbligazioni e oro hanno ceduto terreno mentre la ripresa dei combattimenti in Medio Oriente ha spinto al rialzo il petrolio, alimentando timori di inflazione e attese di una politica monetaria più restrittiva.
Nel frattempo, i rendimenti obbligazionari globali continuano ad aggirarsi sui massimi dal 2008, spingendo gli operatori ad aumentare le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della Fed e di altre Banche centrali. Il rendimento del titolo USA a 30 anni ha toccato il 5,27%, lo stesso livello registrato poco prima che Bessent annunciasse l'ampliamento del programma di buyback.
Sul fronte corporate, Nvidia sarebbe in trattative avanzate per acquisire la startup di intelligenza artificiale Hugging Face, in un'operazione che potrebbe valere circa 14 miliardi di dollari.
Secondo una delle fonti, il corrispettivo dell’acquisizione potrebbe ammontare a 12,9 miliardi, ai quali si aggiungerebbe un pacchetto di retention da 1 miliardo per i dipendenti di Hugging Face. Un accordo potrebbe essere raggiunto già questa settimana, ma non è stata ancora raggiunta un’intesa definitiva e tempi e condizioni potrebbero cambiare.
L'operazione rappresenterebbe la mossa più ambiziosa finora compiuta da Jensen Huang per allargare la diffusione dell’IA e la base clienti di Nvidia, dando al gruppo il controllo di una delle principali piattaforme su cui gli sviluppatori condividono modelli di intelligenza artificiale, in linea con l'impegno di Huang a favorire i modelli open source per evitare che poche grandi aziende, che pure restano tra i maggiori clienti di Nvidia pur sviluppando propri chip, finiscano per dominare il settore.
Nvidia è già tra i finanziatori di Hugging Face insieme a Google, Amazon, Intel e Salesforce. La startup era stata coinvolta in un incidente di sicurezza in cui un modello in fase di test da parte di OpenAI aveva inavvertitamente violato la piattaforma, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza delle tecnologie di intelligenza artificiale più avanzate.
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