Trump alza la pressione sull’Iran, Treasury sotto esame
Trump ha annunciato un "economic D-Day" contro l'Iran, un'escalation che riflette la crescente frustrazione della Casa Bianca per il rifiuto di Teheran di cedere nonostante settimane di raid militari e il blocco navale USA che ha già ridotto le esportazioni di petrolio del Paese.
Il Presidente degli Stati Uniti non ha specificato quali misure adotterà ma la minaccia di colpire i partner commerciali dell'Iran, pur senza citarne nessuno, ha spostato l'attenzione sulla Cina, che assorbe la maggior parte del petrolio iraniano.
In un messaggio sui social Trump ha parlato di guerra economica e isolamento su scala senza precedenti, avvertendo che qualsiasi Paese consenta a istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti pubblici di offrire una via di salvezza a Teheran subirà pesanti conseguenze economiche. Ha inoltre chiesto il sostegno degli alleati per isolare e sconfiggere la minaccia iraniana.
Le parole di Trump arrivano dopo l'avvertimento del Segretario al Tesoro Bessent su nuove misure economiche in arrivo e segnalano la volontà di Washington, alle prese con carenze di munizioni, costi crescenti e forze armate sovraestese, di ridurre il peso della campagna militare che finora non è riuscita a piegare l'Iran, pur avendo eliminato gran parte dei suoi vertici e messo a dura prova le sue forze armate.
Resta poco chiaro quale ulteriore pressione economica gli Stati Uniti possano ancora imporre a un Paese già sotto sanzioni da decenni, mentre colpire le esportazioni petrolifere iraniane rischierebbe di aprire un nuovo fronte con Pechino, complicando i piani di Trump di prolungare la tregua sui dazi con il Presidente cinese Xi Jinping.
Sul fronte obbligazionario, il Tesoro USA ha annunciato che almeno raddoppierà l’ammontare dei riacquisti di titoli a lunga scadenza, presentando la misura come un sostegno alla liquidità del mercato.
Questa dichiarazione ha fatto scendere i rendimenti a lungo termine e reso il segretario Bessent il titolare del Tesoro più interventista degli ultimi decenni. Gli strategist di JP Morgan avvertono però che la mossa affronta i sintomi e non la causa di fondo, ovvero un deficit USA al 6% in un'economia vicina alla piena occupazione.
In assenza di un vero piano di risanamento dei conti pubblici i mercati potrebbero considerare la strategia poco credibile, con il rischio di un premio a termine e di rendimenti più alti nel tempo qualora il Tesoro si allontanasse dal principio di regolarità e prevedibilità che ha sempre seguito.
Più in generale, l’annuncio segue una serie di mosse del Tesoro che segnalano la crescente preoccupazione per il rialzo dei rendimenti a lungo termine, arrivati secondo alcune misure ai massimi dal 2001.
JPM ritiene insolita la tempistica dell'annuncio, arrivato appena 2 settimane dopo la pubblicazione del calendario dei buybacks, e aumenta le probabilità che il Tesoro possa in futuro ridurre le dimensioni delle aste sulle scadenze lunghe se i rendimenti continuassero a salire. Washington ha però ancora bisogno di finanziarsi in misura consistente: gli analisti stimano un fabbisogno di oltre 3.500 miliardi di dollari nei prossimi anni fiscali, che richiederà probabilmente più offerta di titoli lunghi.
Sul fronte corporate, Samsung Electronics e SK Hynix si preparano a varare programmi record di ritorno agli azionisti dopo che i timori sulla sostenibilità della spesa in hardware per l'IA avevano fatto crollare i loro titoli. Secondo MoneyToday, Samsung dovrebbe annunciare a breve un piano da oltre 100.000 miliardi di won, pari a 72 miliardi di dollari, mentre SK Hynix ha già varato un riacquisto di azioni da 40.000 miliardi di won, pari a 29 miliardi di dollari, con JP Morgan che si attende ulteriori ritorni per almeno 130 miliardi di dollari.
Samsung punta a destinare il 50% del Free Cash Flow alla remunerazione degli azionisti, soprattutto sotto forma di dividendi.
SK Hynix riacquisterà fino a 24 milioni di azioni proprie e ha alzato l'obiettivo di ritorno cumulato agli azionisti a oltre il 50% del Free Cash Flow nel periodo 2025-2027, dal precedente tetto del 50%.
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