Escalation nello Stretto di Hormuz: traffico quasi azzerato

Lo Stretto di Hormuz è entrato in una nuova fase di escalation. Nelle prime ore di giovedì le forze iraniane hanno aperto il fuoco su tre navi commerciali in transito nel corridoio e sequestrato almeno due di esse portandole verso le coste iraniane per ispezionarle. Questo fatto, accaduto per la prima volta dall’inizio del conflitto, ha di fatto azzerato il traffico nel passaggio: solo una nave è stata avvistata in transito nelle prime ore del giorno, mentre altre hanno lasciato perdere dopo l'apertura del fuoco.

Il blocco reciproco si consolida ulteriormente: Washington mantiene il cordone navale sulle imbarcazioni dirette ai porti iraniani, Teheran tiene chiuso lo Stretto alla quasi totalità del traffico internazionale. La Casa Bianca ha dichiarato che Trump non ha fissato una scadenza per ricevere una proposta iraniana, mentre Teheran ha ribadito di non avere piani imminenti per rientrare al tavolo negoziale.

Sul fronte diplomatico, il Senato USA ha respinto per la quinta volta un tentativo democratico di limitare i poteri militari del presidente in Iran.

L'impatto energetico si fa sempre più pesante. Il Brent si è portato in area 106 dollari al barile, con un rialzo di quasi il 13% nelle ultime tre sedute, mentre i prezzi della benzina negli Stati Uniti hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi 4 anni.

A complicare le previsioni di ripristino dei flussi, il Washington Post ha riportato che lo sminamento dello Stretto potrebbe richiedere fino a sei mesi, prolungando potenzialmente l'impatto economico fino a fine anno o oltre. 

Sul fronte dei semiconduttori, TSMC ha dichiarato che non adotterà i macchinari high-NA EUV di ASML per la produzione di chip almeno fino al 2029, adducendo costi proibitivi: ogni apparecchio supera i 350 milioni di euro.

Il Deputy Co-COO Kevin Zhang ha sottolineato come le macchine EUV correnti continuino a garantire rendimenti sufficienti e ha annunciato che il chip A13 di nuova generazione entrerà in produzione nel 2029. La decisione rappresenta un potenziale contrattempo per ASML, che punta a raggiungere ricavi fino a 60 miliardi di euro nel 2030 sull'onda dell'adozione massiva della nuova tecnologia.

SoftBank sta negoziando un prestito da 10 miliardi di dollari garantito dalla propria partecipazione in OpenAI, secondo quanto riporta Bloomberg citando fonti informate. Il prestito, della durata di 2 anni con opzione di estensione, verrebbe erogato a un tasso iniziale indicativo di circa 425 punti base sopra il SOFR, pari a circa il 7,88% ai livelli attuali.

L'operazione si inserisce in una serie di finanziamenti già ingenti: il mese scorso il gruppo giapponese aveva siglato un prestito da 40 miliardi di dollari, il più grande mai contratto in dollari, in parte per sostenere il recente investimento aggiuntivo da 30 miliardi in OpenAI. S&P Global Ratings ha già abbassato l'outlook di SoftBank a negativo a marzo, segnalando preoccupazioni per la liquidità e la qualità degli attivi in seguito alla concentrazione crescente sull'AI.

Condividi su

Informazioni sull'autore

Ti è piaciuto l'articolo?

Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!

Iscriviti alla newsletter

Articolo completo su FreeFinance Pro

L'articolo completo è disponibile su FreeFinance Pro, che richiede la registrazione gratuita. Proseguendo, verrai reindirizzato alla pagina dell'articolo sulla piattaforma FreeFinance Pro.

Cerca nelle News