Mercati globali in recupero, stasera focus su Micron

I mercati globali hanno ripreso fiato dopo la correzione di ieri. L'attenzione degli investitori si è spostata sui risultati trimestrali di Micron Technology, attesi dopo la chiusura di Wall Street e che potrebbero fornire indicazioni importanti sulla tenuta della domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale.

Il rimbalzo più pronunciato si è registrato in Corea del Sud, dove il Kospi ha recuperato circa il 3% dopo il crollo del 10% di martedì, trainato anche da un report sulla possibilità che Samsung Electronics annunci un piano di buyback.

I Treasury si sono stabilizzati dopo la salita di martedì, quando la discesa delle azioni e delle materie prime energetiche avevano ridotto le aspettative di ulteriore inasprimento monetario. L'asta di titoli a 2 anni ha registrato una domanda solida.

Stando agli analisti di Citadel Securities, l'impegno di Warsh sul controllo dell'inflazione rafforza la credibilità della Fed, creando condizioni favorevoli per i rendimenti a lungo termine.

Il greggio ha esteso le perdite a causa della ripresa del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, segnale di allentamento delle tensioni a seguito dei progressi nei negoziati tra Washington e Teheran verso un accordo per porre fine al conflitto.

Sul fronte corporate, la notizia di giornata è il debutto di SpaceX nel mercato obbligazionario investment-grade. La società ha raccolto 25 miliardi di dollari in cinque tranche con cedole comprese tra il 5,35% e il 6,65%, con una domanda che ha raggiunto i 89 miliardi al picco per poi ridursi a 73 miliardi al pricing.

Il book finale, inferiore a tre volte l'ammontare offerto, si è collocato al di sotto della media di circa quattro volte registrata quest'anno per le emissioni investment-grade. I titoli con scadenza 2036 hanno prezzato a uno spread di 140 punti base sui Treasury, circa 40 punti base più ampio della media del segmento BBB, a indicare una certa cautela del mercato del credito rispetto all'entusiasmo visto in sede di IPO.

L'operazione segna la conclusione della riorganizzazione del debito dell'universo Musk: i 17,5 miliardi di obbligazioni e prestiti di X e xAI, con tassi compresi tra il 9,5% e il 12,5% e un costo annuo di circa 1,8 miliardi, vengono sostituiti con un onere di 1,5 miliardi all'anno. Il deal ha anche rifinanziato un bridge loan da 20 miliardi contratto nell'attesa dell'emissione.

La cautela degli obbligazionisti è in parte spiegata dal profilo di cassa: xAI ha generato 3,2 miliardi di ricavi nel 2025 a fronte di perdite operative per 6,4 miliardi, con un deficit che secondo S&P Global continuerà ad ampliarsi fino almeno al 2030.

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