Iran: Bessent minaccia sanzioni e apre il fronte con la Cina

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha minacciato ritorsioni economiche contro qualsiasi Paese continui a fare affari con l'Iran, nell'ambito di quella che ha definito una campagna di D-Day economico per isolare la Repubblica islamica e tentare di chiudere quasi 6 mesi di conflitto.

Trump starebbe chiamando personalmente i leader mondiali con richieste specifiche di cessare i rapporti con Teheran. Le varie Nazioni avranno un termine preciso per interrompere i legami con l'Iran prima di incorrere in sanzioni unilaterali USA.

Il Tesoro ha annunciato sanzioni contro oltre 60 soggetti, concentrate su quelli che Bessent ha definito 5 dei principali canali vitali dell’Iran: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Il segretario ha inoltre minacciato di sanzionare entro la fine della settimana un grande istituto finanziario legato all’Iran, senza indicarne il nome.

Resta però da capire se le misure basteranno ad allentare la presa di Teheran sullo Stretto di Hormuz.

Gli analisti di Bloomberg Economics Jennifer Welch e Adam Farrar hanno scritto che l'annuncio lascia aperti interrogativi importanti, incluso se Washington sia disposta a rischiare la fragile tregua commerciale con Pechino, e che il vero banco di prova sarà se le minacce si tradurranno in sanzioni contro grandi istituzioni finanziarie ed energetiche cinesi.

Il capo negoziatore iraniano con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha scritto sui social che Washington non è nella posizione economica per restringere ulteriormente i rapporti con altri Paesi.

Lo scetticismo sulla reale portata della nuova offensiva è alimentato dai precedenti: in aprile Bessent aveva già annunciato una campagna denominata Economic Fury, minacciando sanzioni secondarie contro gli istituti finanziari esteri che sostengono le attività iraniane, mentre in passato Trump aveva promesso ritorsioni contro qualunque Paese o azienda acquirente di petrolio iraniano, una minaccia mai attuata.

La minaccia di Bessent espone comunque Washington al rischio di uno scontro diretto con la Cina. Una campagna che escluda Pechino difficilmente avrebbe un impatto sostanziale sull'Iran, ma colpire le aziende cinesi potrebbe innescare ritorsioni e aggiungere ulteriore dolore all'economia globale, tanto più a poche settimane dall'incontro tra Trump e il Presidente cinese Xi Jinping.

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