USA-Iran, accordo più vicino: Brent giù e mercati in rialzo
Dopo settimane di stallo, la trattativa tra Washington e Teheran si avvicina a un punto di svolta. Le due parti sarebbero ormai prossime a un accordo che porterebbe alla riapertura dello Stretto di Hormuz, pur precisando che nulla è pronto per la firma e che ulteriori giorni potrebbero essere necessari per finalizzare il linguaggio sui nodi ancora aperti.
Trump, in un post sui social, ha scritto che il rapporto con l'Iran si sta facendo "molto più professionale e produttivo", aggiungendo tuttavia di non voler correre per arrivare a un'intesa. La trattativa ruota attorno a un'estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto e all'Iran sarebbe consentito tornare a vendere petrolio.
Stando ai rumors, Teheran avrebbe accettato in linea di principio di smaltire le riserve di uranio altamente arricchito, mentre Washington ha escluso lo sblocco degli asset iraniani congelati nel deal attualmente in discussione. I termini temporali della moratoria sull'arricchimento restano materia di negoziato.
I punti di frizione rimangono significativi. Stando all'agenzia semi-ufficiale Tasnim, la bozza potrebbe ancora naufragare perché Washington sarebbe di ostacolo su alcune clausole chiave, tra cui la richiesta iraniana di restituzione degli asset congelati.
L'agenzia Fars ha nel frattempo definito lontana dalla realtà la dichiarazione di Trump di sabato secondo cui un'intesa era "sostanzialmente negoziata". Sul fronte interno USA, il presidente della commissione Armed Services del Senato Roger Wicker ha scritto che un nuovo cessate il fuoco "sarebbe un disastro" e diversi falchi repubblicani hanno paragonato l'accordo emergente all'intesa del 2015 negoziata da Obama.
Sul piano pratico, l’Oman ha avviato con Teheran discussioni sui principi che dovrebbero regolare la libertà di navigazione nello Stretto in conformità con il diritto internazionale.
La sola prospettiva di un accordo ha prodotto movimenti importanti sui mercati: il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile per la prima volta da settimane, i futures azionari americani hanno guadagnato terreno e le Borse asiatiche sono salite, con il consigliere economico di Trump, Kevin Hassett, che ha sottolineato come la fine del conflitto potrebbe creare spazio per un taglio dei tassi della Federal Reserve.
Sul fronte societario, Uber ha formulato un'offerta non vincolante su Delivery Hero a 33 euro per azione, valorizzando il gruppo tedesco dell'asporto a circa 10 miliardi di euro, 0,03 euro sopra l'ultima chiusura di Borsa prima che la notizia trapelasse, un livello che alcuni investitori considerano largamente insufficiente: secondo il Financial Times l'offerta sarebbe già stata respinta da parte dell'azionariato, con una fascia di soci orientata a richiedere oltre 40 euro per azione.
Uber detiene già il 20% del capitale, con opzioni su un ulteriore 5,6%, e starebbe lavorando con i propri advisor per valutare come incrementare ulteriormente la quota. L'assenza di un premio reale apre la strada a possibili offerte concorrenti: DoorDash avrebbe manifestato interesse per il business mediorientale di Delivery Hero, noto come Talabat, pur senza ancora formalizzare una proposta.
Il settore del food delivery europeo è in piena fase di consolidamento: DoorDash ha già acquisito Deliveroo nel Regno Unito, mentre Prosus ha rilevato Just Eat Takeaway nei Paesi Bassi. Bloomberg Intelligence stima che Delivery Hero potrebbe valere tra i 15 e i 18 miliardi di dollari in un'operazione con Uber una volta incorporato un premio adeguato.
Infine, nella seduta odierna Wall Street sarà chiusa per il Memorial Day.
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