Mercati in attesa di PCE e conti di Nvidia
I titoli asiatici dei semiconduttori sono saliti in vista dei conti di Nvidia, con gli analisti che stimano ricavi in forte rialzo a 92 miliardi di dollari. I Treasury hanno mantenuto i guadagni mentre emergono i primi segnali dell’impatto del piano del Segretario al Tesoro Scott Bessent per abbassare il costo dell’indebitamento.
Il petrolio ha invece ceduto terreno dopo che Iran e Oman si sono avvicinati a un accordo per l'apertura di una rotta provvisoria di spedizioni nello Stretto di Hormuz.
Secondo persone a conoscenza delle discussioni, SoftBank sta valutando con le banche d’affari una possibile emissione obbligazionaria compresa fra 10 e 20 miliardi di dollari. I bond potrebbero essere denominati in dollari e in euro e arrivare già a settembre. L’obiettivo è quello di rifinanziare parte del prestito ponte da 40 miliardi ottenuto quest’anno a sostegno dell’investimento in OpenAI.
Il gruppo giapponese punta a investire quasi 65 miliardi di dollari in OpenAI entro ottobre, in parte tramite debito. L'operazione si inserisce in un'ondata di raccolta fondi legata all'intelligenza artificiale nonostante i timori crescenti sul rischio di credito e sull'effettivo ritorno di queste decisioni.
Le aziende tech USA si preparano a investire migliaia di miliardi di dollari in data center e altre infrastrutture AI nei prossimi anni, e solo sul mercato obbligazionario hanno già preso a prestito oltre 410 miliardi di dollari quest'anno per finanziare questi progetti.
Un portavoce di SoftBank ha confermato che il gruppo sta valutando varie opzioni di rifinanziamento senza però aver ancora deciso nulla, importi inclusi. Per la prima volta in oltre un decennio la società starebbe inoltre valutando un collocamento in formato 144A, che aprirebbe l'emissione agli investitori istituzionali statunitensi ampliando la platea di potenziali acquirenti.
Lato bond, il piano di Bessent per ampliare i riacquisti di titoli di Stato ha acceso un dibattito sulla sua reale efficacia, ma alcuni indicatori di mercato suggeriscono che l’annuncio stia già influenzando il mercato.
Dall'annuncio, i Treasury hanno sovraperformato gli swap di pari scadenza, restringendo lo spread a 30 anni al livello più basso da febbraio, mentre i rendimenti hanno ripreso a scendere dopo un'iniziale fase di volatilità.
Lunedì la CNBC ha riferito che il Tesoro potrebbe finanziare gli acquisti aggiuntivi attingendo alla propria liquidità parcheggiata presso la Fed, dando ulteriore sostegno al mercato insieme al calo del petrolio.
Sul fronte commerciale, i rumors indicano che l'amministrazione Trump starebbe valutando nuove misure contro il Canada dopo che il Primo Ministro Mark Carney ha varato una ritorsione contro i nuovi dazi USA a partire dall’8 settembre.
Si tratta di un'inversione netta rispetto all'approccio più conciliante tenuto finora da Carney, che aveva rimosso gran parte dei contro-dazi ereditati dal predecessore Trudeau e fatto altre concessioni, tra cui il ritiro della tassa sui servizi digitali, nel tentativo di ricucire i rapporti con Washington.
In Europa Isabel Schnabel, esponente del board della BCE, ha dichiarato che i tassi devono salire ulteriormente, viste le pressioni al rialzo sull'inflazione legate al protrarsi del conflitto in Medio Oriente e alla sorprendente tenuta dell'economia dell'area euro.
Schnabel ha avvertito che la crescita dei prezzi resterà probabilmente sopra il 2% per un periodo prolungato a causa degli alti costi energetici, e che attendere che questo si trasferisca sui salari lascerebbe la banca centrale in ritardo sulla curva.
Servirà quindi un ulteriore inasprimento, dato che al livello attuale dei tassi l'inflazione difficilmente tornerebbe all'obiettivo nel medio termine.
Sul fronte corporate, Zoom Communications ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 1,28 miliardi di dollari, sopra la stima di 1,27 miliardi, e un EPS adjusted di 1,55 dollari contro attese per 1,48 dollari.
Il fatturato della divisione Enterprise è salito a 787,5 milioni di dollari, sopra i 775,7 milioni previsti, mentre il Free Cash Flow è sceso a 472,4 milioni, in calo del 7% ma comunque sopra il consensus di 453,1 milioni.
Per il 3° trimestre la società ha indicato un EPS adjusted tra 1,46 e 1,48 dollari, sotto la stima di 1,50 dollari, ricavi in linea con le attese a 1,28 miliardi e un utile operativo tra 510 e 515 milioni, sotto i 524,5 milioni stimati dal mercato.
Per l'intero anno fiscale 2027 Zoom ha alzato la guidance, con ricavi visti tra 5,09 e 5,10 miliardi rispetto ai precedenti 5,08-5,09 miliardi, utile operativo tra 2,07 e 2,08 miliardi ed EPS adjusted tra 6,08 e 6,12 dollari, in miglioramento rispetto ai 5,96-6 dollari indicati in precedenza, con un Free Cash Flow atteso tra 1,78 e 1,82 miliardi.
Oltre ai conti di Nvidia, oggi gli operatori saranno concentrati sul PCE di luglio. La misura headline su base annuale dovrebbe scendere dal 3,7% al 3,6%, mentre quella core è vista stabile al 3,3%.
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