Iran e Big Tech: tregua fragile e settimana decisiva per i mercati

Il fine settimana ha portato un nuovo stallo negoziale tra Washington e Teheran, prima che nella notte tra domenica e lunedì arrivasse un segnale di disgelo. Sabato Trump ha cancellato il viaggio dei suoi inviati in Pakistan e ha dichiarato che l'Iran aveva “offerto molto, ma non abbastanza”. Pezeshkian ha risposto che Teheran non accetterà “negoziati imposti sotto minacce o blocco navale”.

Nella notte, stando a quanto riportato da Axios, l'Iran ha trasmesso ai mediatori pakistani una nuova proposta: estendere il cessate il fuoco per lavorare verso una pace permanente, rimandando i negoziati sul nucleare a una fase successiva alla revoca del blocco navale statunitense.

Trump avrebbe convocato per lunedì una riunione nella Situation Room con il suo team di sicurezza nazionale per valutarla. Il Brent si è mantenuto in area 107 dollari al barile, con i prezzi della benzina negli Stati Uniti a circa 4 dollari al gallone rispetto ai 3 dollari di fine febbraio.

Sul fronte Israele-Libano, nonostante l'estensione di tre settimane del cessate il fuoco annunciata da Trump il 23 aprile, Netanyahu nel fine settimana ha ordinato alle forze israeliane di colpire obiettivi di Hezbollah in Libano. Il deterioramento sul terreno complica il quadro di un possibile accordo più ampio nella regione.

Intanto, il percorso verso la conferma di Kevin Warsh alla guida della Fed si è sbloccato. Il Senatore Thom Tillis ha annunciato domenica di essere pronto a votare a favore della nomina, dopo che il Dipartimento di Giustizia ha archiviato l'indagine penale su Jerome Powell.

Tillis ha dichiarato di aver ricevuto garanzie che il procedimento è “completamente e definitivamente chiuso”, pur restando aperta l'indagine dell'ispettore generale sui costi di ristrutturazione della sede della Banca centrale. La Commissione bancaria del Senato ha fissato il voto sulla nomina per il 29 aprile, con il mandato di Powell in scadenza il 15 maggio.

La settimana che si apre è quella più densa di appuntamenti societari della stagione. Mercoledì Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta pubblicheranno i conti del 1° trimestre, mentre giovedì tocca ad Apple. Le cinque società valgono complessivamente circa 16.000 miliardi di dollari, pari a circa un quarto della capitalizzazione dell'S&P 500. Secondo i dati Bloomberg Intelligence, gli utili del Magnificent Seven sono attesi in crescita del 19% nei primi tre mesi del 2026, contro il 12% per il resto dell'indice.

La valutazione del gruppo (esclusa Tesla) si colloca a 25 volte gli utili attesi a 12 mesi, in calo rispetto alle 29 volte di ottobre ma ancora sopra le 21 volte dell'S&P 500. L'attenzione degli investitori si concentra sulla redditività delle divisioni cloud, con AWS attesa in crescita del 26%, Azure del 38% e Google Cloud del 50%. Un focus andrà anche sulla traiettoria del Capex: le quattro maggiori società del gruppo proiettano investimenti combinati per 649 miliardi di dollari nel 2026, rispetto ai 411 miliardi del 2025.

 

 

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