Semiconduttori da record: SK Hynix e Micron volano con l’AI
Il rally dei semiconduttori ha spinto i mercati azionari globali a nuovi record storici, con il Kospi coreano in guadagno del 5% e le Borse asiatiche in rialzo. I future sull'azionario USA sono in crescita, mentre petrolio e dollaro si stanno indebolendo.
SK Hynix e Micron Technology sono entrate nel club delle società da 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. La prima ha guadagnato fino all'11% a Seul, portando il rialzo degli ultimi dodici mesi oltre il 1.000% e diventando il terzo gruppo asiatico a superare quella soglia dopo Samsung Electronics, che l'aveva raggiunta nelle settimane precedenti.
Micron aveva già segnato martedì il miglior guadagno dal 2011, con un balzo del 19%, dopo che un analista di UBS aveva indicato la possibilità che il titolo raddoppi nel corso del prossimo anno.
I tre principali produttori di memorie HMB, quelle ad alta larghezza di banda, si trovano oggi a presidiare il collo di bottiglia critico dell'intera infrastruttura AI globale: gli analisti e gli investitori si aspettano che la scarsità di memoria si protragga fino al 2027, conferendo a queste aziende un potere di prezzo inusuale nei confronti dei maggiori gruppi tecnologici mondiali.
Stando ai dati di Counterpoint Research, SK Hynix controllava nel 4° trimestre del 2025 il 57% del mercato HBM per ricavi, con Samsung al 22% e Micron al 21%. Nonostante la corsa, SK Hynix tratta ancora a 6 volte gli utili attesi a un anno, contro le 27 volte del Philadelphia Semiconductor Index.
Si tratta di un disallineamento che molti gestori ritengono destinato a ridursi. La società ha inoltre depositato la documentazione per quotare i propri ADR negli Stati Uniti nel corso di quest'anno, un debutto che per Barclays fungerebbe da ulteriore catalizzatore per il titolo.
Intanto, per Samsung si è chiusa la vertenza sindacale che per settimane aveva tenuto in apprensione l'industria globale dei chip. Il principale sindacato del gruppo ha approvato con il 74% dei voti l'accordo salariale raggiunto con la direzione, che prevede un bonus medio di circa 340.000 dollari per i lavoratori della divisione semiconduttori.
La soluzione scongiura uno sciopero che avrebbe potuto aggravare una scarsità di memoria già acuta e danneggiare un'azienda che punta a diventare uno dei gruppi più redditizi del pianeta nel 2026.
Bloomberg Intelligence stima tuttavia che l'accordo eroda circa il 10% dei profitti attesi. Alcune tensioni interne al gruppo restano latenti: il divario tra il bonus massimo (600 milioni di won) e quello minimo (6 milioni) all'interno della stessa divisione chip è di 100 volte, un'asimmetria che secondo diversi analisti continuerà ad alimentare malcontento.
Nell'orbita delle grandi quotazioni attese, FTSE Russell ha annunciato una modifica regolamentare destinata ad accelerare l'inclusione delle nuove matricole nei propri indici principali: le società che al momento del debutto presentano una capitalizzazione flottante superiore alla soglia del Russell Top 500 potranno essere ammesse già dal quinto giorno di contrattazioni, abbandonando il sistema delle revisioni trimestrali.
La mossa segue quella di Nasdaq, che aveva già ridotto il periodo di attesa a 15 giorni da un minimo di tre mesi. Il cambiamento è letto dal mercato come una preparazione al debutto di SpaceX, il cui collocamento punta a raccogliere circa 75 miliardi di dollari, ma riflette una pressione più ampia sugli index provider: oltre 30.000 miliardi di dollari di asset sono oggi agganciati a indici le cui regole di inclusione sono già state riviste o sono ancora in fase di valutazione.
Alcuni investitori hanno sollevato dubbi sull'opportunità di inserire i nuovi titoli prima che si formi un prezzo affidabile sul mercato, con il rischio di esporre i fondi passivi a maggiore volatilità nelle fasi immediatamente successive alla quotazione.
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