Trump respinge la proposta su Hormuz, azioni e bond in calo

In breve

  • Azioni e obbligazioni sono scese, mentre il Brent è salito verso 106 dollari dopo il rifiuto di Trump della proposta iraniana su Hormuz. Teheran non intende attenuare le proprie condizioni.
  • Trump si aspetta una ripresa dei negoziati questa settimana. Secondo una fonte citata da Bloomberg, il confronto riguardava la riapertura dello Stretto in cambio della revoca del blocco dei porti iraniani.
  • USA e Cina hanno dettagliato un piano di riduzione dei dazi su circa 30 miliardi di dollari di importazioni per parte, pari a 60 miliardi di scambi complessivi. L’attuazione richiede ancora le procedure previste dalle rispettive legislazioni.

Le tensioni sullo Stretto di Hormuz tornano a pesare sui mercati. Azioni e obbligazioni sono scese, mentre il petrolio è salito dopo che Trump ha respinto l’ultima proposta iraniana per riaprire il passaggio marittimo e Teheran ha ribadito di non voler attenuare le proprie condizioni.

Trump ha dichiarato ad Axios di aspettarsi una ripresa dei negoziati questa settimana, pur sostenendo che l’Iran abbia avanzato richieste eccessive. Secondo una fonte citata da Bloomberg, le parti stavano esplorando un’intesa che prevedeva la riapertura dello Stretto in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani, sul modello dell’accordo di metà giugno che aveva portato a una tregua rapidamente fallita.

Il Ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi ha indicato nella soluzione negoziata l’unica via per superare lo stallo, ma ha ribadito che Teheran è pronta a riaprire Hormuz soltanto se gli USA soddisferanno determinate condizioni. Secondo il Wall Street Journal, i negoziatori stanno premendo su Teheran perché faccia concessioni sul programma nucleare.

Il Segretario al Tesoro degli USA Scott Bessent sostiene che la pressione economica sul Paese stia funzionando. Secondo il funzionario, la Cina ha ridotto nettamente il proprio sostegno e l’Iran potrebbe effettuare le ultime consegne di petrolio a Pechino entro circa 2 settimane. Il Segretario al Tesoro considera queste difficoltà una spinta verso un accordo.

Sul fronte commerciale, USA e Cina hanno pubblicato le liste dei prodotti interessati da un piano di riduzione dei dazi su circa 30 miliardi di dollari di importazioni per ciascun Paese.

Il perimetro complessivo è quindi di 60 miliardi di dollari, a fronte dei 415 miliardi di scambi di beni registrati lo scorso anno. L’intesa rappresenta uno dei risultati più concreti del vertice tra Trump e Xi Jinping della scorsa settimana, insieme alla proroga della tregua commerciale fino a gennaio, mentre restano irrisolte le divergenze sui controlli alle esportazioni e su Taiwan.

La lista dei beni destinati agli USA comprende 77 voci, tra cui fuochi d’artificio, prodotti per la casa, articoli sportivi e giocattoli. Quella dei prodotti potenzialmente destinati alla Cina ne conta 1.619 tra cui carne, prodotti ittici e lattiero-caseari, cereali, carbone, legname e apparecchiature mediche.

Secondo Pechino, le riduzioni entreranno in vigore simultaneamente dopo il completamento delle procedure previste dalle legislazioni nazionali. Circa il 90% dei prodotti coperti dovrebbe beneficiare delle aliquote della nazione più favorita.

I market mover di oggi

Per oggi non sono attesi dati di rilievo da monitorare. Sul fronte delle Banche centrali, dovrebbero parlare Bowman, Cook e Barkin per la Fed e Lagarde e Pereira per la BCE.

Condividi su

Informazioni sull'autore

Ti è piaciuto l'articolo?

Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!

Iscriviti alla newsletter

Articolo completo su FreeFinance Pro

L'articolo completo è disponibile su FreeFinance Pro, che richiede la registrazione gratuita. Proseguendo, verrai reindirizzato alla pagina dell'articolo sulla piattaforma FreeFinance Pro.

Cerca nelle News