Wall Street chiusa: Asia positiva tra yen, Fed e Iran
I listini asiatici hanno chiuso in rialzo, con i futures USA ed europei in territorio positivo in una seduta che avrà pochi volumi per via della chiusura dei mercati statunitensi per il Giorno dell’Indipendenza. Lo yen ha toccato brevemente area 161 per poi ritracciare, dopo che il Ministro delle Finanze giapponese ha ribadito la disponibilità delle autorità a intervenire sul cambio in qualsiasi momento.
Sul fronte Fed, stando a quanto riporta Bloomberg, l'amministrazione Trump e i suoi alleati stanno intensificando i tentativi di rimodellare il board della Banca centrale dopo che la Corte Suprema ha respinto l'ordinanza di rimozione della Governatrice Lisa Cook.
Il Presidente della Corte Suprema John Roberts ha motivato la decisione su basi procedurali, rilevando che l'esecutivo non aveva dato a Cook la possibilità di contestare le accuse prima di procedere alla revoca.
La sentenza non chiude però la porta a nuovi tentativi, che gli alleati di Trump leggono come una guida su come procedere nelle forme corrette. Gli obiettivi restano Cook e Powell, con quest’ultimo che dovrebbe rimanere in carica come Governatore fino al 2028.
Trump ha confermato a CNBC che l'amministrazione avvierà un nuovo procedimento rispettando le procedure richieste. Il Direttore del Consiglio Economico Nazionale Kevin Hassett ha alimentato le pressioni dichiarando pubblicamente di essere preoccupato per la permanenza di Powell, sostenendo che parte del FOMC sarebbe orientata ad agire contro gli interessi dell'esecutivo.
Sul piano legale, il Dipartimento di Giustizia ha aperto un'indagine penale sulla gestione di un appalto da 2,5 miliardi di dollari per la ristrutturazione della sede della Fed a Washington: la Procuratrice USA per il Distretto di Columbia Jeanine Pirro aveva dichiarato ad aprile di voler archiviare il fascicolo, lasciando però aperta la possibilità di riaprirlo alla luce di un rapporto dell'ispettore generale atteso entro fine mese.
Trump, intervistato da CNBC, ha riconosciuto che Warsh si troverebbe di fronte a un board in parte ostile nel caso arrivasse alla guida della Fed, aggiungendo che il prossimo presidente della banca centrale dovrà comunque “fare quello che dovrà fare”. Il passaggio è stato letto come un segnale di sostegno politico, ma anche come un riconoscimento dei limiti operativi che Warsh incontrerebbe dentro un FOMC non pienamente allineato.
Sul dossier Iran, Trump ha dichiarato a CNBC che i negoziati proseguono e che le due parti hanno raggiunto un'intesa su quasi tutti i punti in discussione. Il New York Times ha riportato che funzionari USA credevano che Israele stesse pianificando di eliminare i negoziatori di vertice iraniani mentre si svolgevano i colloqui per l'accordo.
Nel Regno Unito si profila una transizione accelerata verso il governo di Andy Burnham, probabile successore di Keir Starmer a Downing Street il 20 luglio. Bloomberg riporta che alcuni esponenti del partito temono che Burnham ripeta l'errore di Starmer, soprattutto perché il futuro premier ha rinviato le nomine ministeriali alla conclusione del processo di selezione del leader laburista, prevista per il 15 luglio, lasciando ai nuovi ministri pochissimo tempo per prepararsi.
Burnham ha tuttavia segnalato di stare lavorando ai principali nodi di policy, dal welfare in crescita al deficit di spesa per la Difesa, dichiarando all'emittente LBC che non intende procedere a tagli drastici ai sussidi e che esiste un certo margine di manovra sul fronte fiscale.
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