Yen ai minimi dal 1986, oggi focus su Doha
Dall'Iran arrivano segnali di intransigenza sullo Stretto di Hormuz a poche ore dai colloqui a Doha. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha ribadito la determinazione di Teheran a mantenere il controllo del traffico marittimo nel tratto strategico, precisando che il Paese intende raggiungere un accordo con l’Oman per la supervisione delle navi in transito, ma che agirà in modo unilaterale se Mascate non dovesse essere interessata.
L'Iran non ha confermato colloqui diretti con i funzionari USA, indicando che una delegazione sarà presente a Doha soltanto per seguire l'attuazione dell'accordo tramite mediatori qatarioti. Dall'Eliseo, il sultano dell'Oman Haitham bin Tariq e il presidente francese Macron hanno riaffermato il principio della libertà di navigazione senza condizioni, mentre Trump, parlando nello Studio Ovale, ha ribadito che l'obiettivo principale rimane la denuclearizzazione dell'Iran. Le petroliere, intanto, continuano a transitare attraverso lo Stretto nonostante gli attacchi del fine settimana.
Lo yen ha raggiunto il livello più debole dal 1986, scivolando a 162,40 per dollaro nella seduta di Tokyo dopo aver già violato lunedì il minimo del luglio 2024 a 161,95. Il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che le autorità risponderanno agli sviluppi valutari in modo appropriato e in qualsiasi momento, ma le sue dichiarazioni e quelle del segretario generale del gabinetto Minoru Kihara non hanno avuto un impatto immediato sulla valuta.
La debolezza dello yen, aumenta i profitti degli esportatori e spinge i mercati azionari, ma aggrava il costo delle importazioni e la pressione politica sul Governo.
Sul fronte delle banche centrali, Christine Lagarde ha sottolineato come l'Europa sia diventata meno vulnerabile agli shock esterni grazie al miglioramento del quadro regolatorio bancario e ai progressi nella transizione energetica.
Lagarde ha difeso il rialzo dei tassi di giugno, precisando che non si è trattato di una mossa di assicurazione ma di una decisione ancorata ai dati disponibili, e ha aggiunto che nulla di osservato successivamente ha messo in discussione quella valutazione. La durabilità dell'accordo con l'Iran non è sicura.
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